lunedì 15 ottobre 2018

HIMALAYA




 VIAGGI ED ESPLORAZIONI

 HIMALAYA

Un nuovo interesse spingeva tuttavia gli europei nel Tibet ed ora un interesse alpinistico offerto dalla cima più atta del mondo nella catena dell'Himalaya. Il primo ad esplorare e descrivere la regione del Karakorum fu nel 1847 un topografo inglese Lord Andrew Browne Cunningham (Dublino, 7 gennaio 1883 – Londra, 12 giugno 1963). 
Il Karakorum divenne poi la palestra dell'ardimento sportivo di tutta una serie di alpinisti italiani: il marchese Roero di Cortanze che percorse più volte le valli dell'Himalaya occidentale, raccogliendo informazioni sulla regione e sulle sue genti, nel 1860; Luigi Amedeo di Savoia, duca degli Abruzzi, che esplorò nel 1909 il ghiacciaio del Baltoro (già in parte esplorato dall'inglese Conway che aveva conquistato il picco Pioneeh, a 6900 metri) giungendo all'altezza di 7500 metri; Giotto Dainelli che guidò nel 1930 una spedizione esplorativa sul ghiacciaio Siacen, superando per primo il colle, che chiamò Passo Italia, che lo divide dal ghiacciaio Rimo; e infine Ardito Desio che organizzò la scalata del K-2, conquistando nel 1954 la seconda vetta più alta del mondo. 
La più alta, I'Everest, era stata raggiunta l'anno prima dal neozelandese  Hillary.
Nell'esplorazione del Tibet un posto a parte Io tiene Giuseppe Tucci, il quale fra il 1930 e il 1948 compì numerosi viaggi per studiare uomini e civiltà delle regioni tibetane, i monasteri, i templi, le biblioteche e gli usi locali e raccogliendo un patrimonio di notizie uniche in questo campo.


Everest

domenica 14 ottobre 2018

CINA - VIAGGI ED ESPLORAZIONI (China - Travels and Explorations)


Deserto del Gobi

 VIAGGI ED ESPLORAZIONI

CINA

Per quanto riguarda la Cina, dopo il forzuto abbandono dell'esplorazione da parte dei Gesuiti e la chiusura del paese alla penetrazione europea, i rapporti intrapresi nel Settecento vennero ripresi solamente verso la metà del XIX secolo. Nel 1840, I'Inghilterra dichiarava alla Cina la cosiddetta guerra dell'oppio, causata dalla distruzione di importanti quantitativi d'oppio importati a Canton che i Cinesi non volevano accogliere. La Cina perse la guerra, cedette Hong Kong alla Gran Bretagna e dovette aprire cinque porti al commercio europeo. 
Una seconda guerra dal 1856 al 1860, in cui intervenne anche la Francia, finì con altre cessioni e altre aperture di porti; fu ammessa la religione cristiana e i missionari ebbero nuovamente il diritto di erigere chiese e praticare l'insegnamento.
Ripresero i viaggi dei mercanti e degli esploratori. Fra questi occupa un posto di rilievo il geografo tedesco Ferdinand von Richthofen, che dal 1869 al 1872 viaggiò per quasi tutto il paese, raccogliendo un enorme materiale; scrisse un'opera, Cina, che è fondamentale anche oggi. 
Gli inglesi Augustus Raymond Margary e John Mac Carthy esplorarono lo Yunnan fra gli alti corsi del Mekong e del Yangtzee; il geologo Carl Futterer esplorò scientificamente il Kansu fra il Tibet e la Mongolia. Gli europei erano spesso affiancati da studiosi cinesi che eseguivano anche essi ricognizioni nel paese.

Mentre Inglesi e Tedeschi esploravano la Cina orientale e centrale, i Russi esploravano le regioni nord-occidentali e il deserto del Gobi, famoso fin dal Medio Evo per la sua enorme distesa arida e per le visioni spettrali che le carovane di quei tempi dicevano di trovare. Il generale Nikolaj Michajlovic Przevalskij fu il maggior esploratore dell'Asia centrale fra il Sinkiang e la Mongolia orientale dove nessun europeo era più penetrato dai primi del Settecento. Per incarico della Società di Pietroburgo egli raggiunse in un primo viaggio Kalgan presso Pechino e di lì si spingeva nella Mongolia orientale. L'anno dopo da Kalgan attraversava Lala Shan e il Kansu e raggiungeva il lago Koko-Nor; proseguì poi verso occidente, tentando di raggiungere Lhasa, ma per la povertà di mezzi di cui disponeva non riuscì a valicare le aspre catene montane e fu costretto al ritorno, sfuggendo per poco alla morte nell'attraversare la parte più desolata del deserto del Gobi
Anche in un secondo viaggio in cui scese a sud-est fino al lago Lop-Nor non riuscì a raggiungere Lhasa e in un terzo tentativo, dopo essere giunto alla frontiera del Tibet attraverso il Gobi, gli fu vietato l'accesso alla città santa dei Tibetani. 
Compì ancora un viaggio, il quarto, da Urga (UIan Bator) al Koko-Nor (Ching Hai) e quindi alle regioni delle sorgenti dello Yang-tze-Kiang e dell'Hwang-Ho, muovendo quindi verso
occidente e raggiungendo l'oasi di Khotan da dove risaliva in territorio russo. Morì mentre preparava una quinta spedizione che illustrò i viaggi e le scoperte del Przevalskij e lo popolazioni incontrate nel Le tour du Monde (1887). Aveva con se un disegnatore, Y. Pranishnikoft.

Dopo Nikolaj Michajlovic Przevalskij si succedettero numerose spedizioni russe e inglesi: le principali furono condotte dallo svedese Sven Anders Hedin e dall'archeologo inglese Aurel Stein. Nei suoi primi viaggi Hedin visitò la Mesopotamia, la Persia e il Turkestan, ma poi si dedicò particolarmente allo studio del Takla Makan nel deserto del Gobi, rilevando l'intero percorso del Tarim e scoprendo le rovine dell'antica città di Loulan. La sua spedizione più importante fu il quinto viaggio in cui compì l'esplorazione dell'Himalaya rilevandola per la prima volta nelle sue linee principali e scoprendo le sorgenti del Brahmaputra e dell'Indo.

L'inglese Aurel Stein cercava senza posa civiltà scomparse. Nel 1900 e nel 1906 esplorò la parte meridionale del Sinkiang, il Lop-Nor, le catene del Nan-Shan e le rovine di Loulan scoperte da Hedin, raccogliendo un ricchissimo materiale archeologico. Tornato mezzo congelato in India, riprese i suoi viaggi nel 1913, raggiungendo nuovamente il Lop-Nor, e muovendo poi a oriente fino a Honchou, a nord del lago Koko-Nor; iniziato il viaggio di ritorno, seguì l'itinerario settentrionale attraverso il Gobi e visitò nuovamente il Pamir e l'Afghanistan.

L'esplorazione del Tibet che nel Settecento aveva avuto come protagonisti i missionari, riprese in modo sistematico ai primi dell'Ottocento, quando il governo britannico in India creò un servizio trigonometrico che ebbe il compito di studiare le regioni settentrionali fra il Kashmir e il Bhutan. Verso la metà, del XIX secolo, I'Himalaya e gli altipiani tibetani erano ormai conosciuti nelle loro linee generali o press'a poco nello stesso periodo due padri lazzaristi francesi, Hue e Gabet, poterono entrare a Lhasa - la "Città proibita" - al seguito di una ambasceria cinese. Due topografi, Nain Sing e Kiscen Sing - indiani istruiti dal servizio trigonometrico inglese - riuscivano a raggiungere Lhasa: il secondo affrontava anche le catene del Kunlun fino al Gobi; tornava a Lhasa dopo aver seguito un itinerario lungo l'alto corso del Fiume Azzurro ed aver attraversato più volte le gole e le catene di quella regione; da Lhasa passava infine nella pianura indiana. Soltanto però nel 1904 Lhasa poté dirsi aperta alla curiosità degli occidentali, quando una spedizione militare inglese riuscì a forzante I'ingresso fino allora tenuto ostinatamente chiuso dai monaci tibetani (nella seconda metà del secolo il Tibet e Lhasa sono stati occupati dai Cinesi della Cina popolare; il Dalai Lama - o incarnazione vivente del Budda - fuggiva rifugiandosi all'estero).


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sabato 13 ottobre 2018

SIBERIA - VIAGGI ED ESPLORAZIONI (Travels and Explorations)


Ferrovia transiberiana

 VIAGGI ED ESPLORAZIONI

SIBERIA

Mentre viaggiando isolate le spedizioni geografiche e archeologiche esploravano gli infuocati e deserti territori dell'Arabia, altri viaggiatori si avventuravano nelle zone dai gelidi climi della steppa siberiana. 

La maggior parte delle esplorazioni della Siberia avvenne per opera di studiosi tedeschi. La prima di esse veramente fu opera di un geofisico norvegese, Christopher Eansteen, che era però insieme con il fisico tedesco Georg Adolph Erman. La spedizione fece rilevamenti e compì studi sul magnetismo terrestre, percorrendo le coste settentrionali dell'Asia dal Mar di Kara al Kamciatka, nel 1828. 
L'anno dopo il celebre geografo e naturalista tedesco Alexander von Humboldt, che già aveva compiuto numerosi viaggi scientifici in Sud America e nel Messico, fu invitato dal governo russo a compiere una spedizione nell'Asia centrale. Da Tobolsk andò agli Altai, seguendo il bacino superiore dell'Ob e poi a Omsk e prosegui quindi fino al Caspio, ad Astrakan, percorrendo circa 4000 chilometri e raccogliendo molte notizie geografiche, geologiche e botaniche. 
Nel 1843 un altro tedesco, Alexander Theodor von Middendorff (San Pietroburgo, 18 agosto 1815 – Hellenurme, 24 gennaio 1894), esplorò la regione gelata fra lo Jenisej e il Hatanga, passando poi alle montagne fra il Lena e il Mar di Ohotsk e ai monti Jablonory, fra I'Amur e il lago Bajkal. Per iniziativa dello stesso Middendorff , venne fondata in Russia la Società geografica imperiale di Pietroburgo, che promosse numerose spedizioni in Siberia.

La conoscenza del paese fu evidentemente approfondita con la costruzione della grande ferrovia transiberiana

Nel Novecento l'esplorazione continuò sempre più intensa, assumendo il carattere di ricerche sistematiche dopo la scoperta delle grandi ricchezze contenute in Siberia.


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ARABIA - VIAGGI ED ESPLORAZIONI (Travels and Explorations)


Lawrence d'Arabia

 VIAGGI ED ESPLORAZIONI

ARABIA

Se la Persia era del tutto nota, quasi sconosciuta era invece l'Arabia, sia per l'ostilità, della regione desertica, sia per l'ostilità degli abitanti, contrari alla presenza di stranieri nel loro paese.

Verso la metà del Settecento, un teologo arabo, Muhammad Ibn Abd AI Wahhab, predicava con vigore il ritorno alle norme dell'antico islamismo, attirandosi la reazione della maggior parte della popolazione. Il teologo e i suoi scarsi seguaci trovarono un inatteso e potente appoggio da parte dell'emiro Muhammad Ibn Saud, fondatore della dinastia saudita; il suo intervento provocò una vera e propria lotta religiosa. I wahhabiti prevalsero e la potenza degli emiri sauditi accrebbe a tal punto che il governo turco credette necessario intervenire e inviare in Arabia nel 1811 una spedizione militare organizzata dal viceré d'Egitto, della quale facevano parte numerosi ufficiali europei. La guerra religiosa fu la causa indiretta di una maggiore conoscenza della regione arabica. 
I wahhabiti furono sconfitti e il governo inglese dell'India strinse accordi con i vincitori, per mezzo di un suo inviato, il capitano Sadler. Egli dal Golfo Persico attraversò per primo l'Arabia, raggiungendo le coste del Mar Bosso e poté descrivere il territorio in gran parte sconosciuto; poi spedizioni militari egiziane permisero a studiosi europei di compiere le loro missioni, delle quali una delle più importanti è quella compiuta nel 1836 e 1837 da Paolo Emilio Botta, botanico, figlio di Carlo Botta, console francese a Mosul, il quale fece scavi prima sulle rovine di Ninive e poi a Horsabad e contribuì alla decifrazione delle iscrizioni cuneiformi. Egli è considerato l'iniziatore dell'archeologia mesopotamica. Gli oggetti da lui rinvenuti negli scavi effettuati nel palazzo del re assiro Sargon II entrarono nel museo del Louvre.

Un arabista finlandese, Georg August Wallin, esplorò per primo I'Arabia settentrionale, in due viaggi, nel 1845-48. Nel primo viaggio, partito dal Mar Morto, egli scese a sud nel deserto di An Nafud, raggiunse poi Medina e la Mecca; nel secondo attraversò il paese da occidente a oriente, partendo dal Mar Rosso per arrivare a Bagdad. 
Nella seconda metà dell'Ottocento, viaggiatori di ogni nazionalità esplorarono l'Arabia. Fra di loro, una singolare figura è costituita da William Gifford Palgrave, un inglese di origine ebraica che, dopo essere stato ufficiale dell'esercito indiano, si convertì al cattolicesimo e si fece gesuita. Inviato come missionario in Siria, imparò perfettamente la lingua araba e forte di tale cognizione compì un avventuroso viaggio dalla Siria attraverso l'Arabia fino al Golfo Persico; la sua relazione fornì notizie molto interessanti, soprattutto sulle popolazioni incontrate. 
Un altro viaggiatore fu Charles Montagu Doughty, il quale per due anni viaggiò nell'Asia centrale e raccolse materiale epigrafico; e descrisse paesaggi e tribù in un libro che divenne famoso: Viaggio nell'Arabia deserta
L'esplorazione dell'Arabia è continuata anche nel Novecento.

Famoso divenne per la sua prestigiosa personalità e per l'aura romantica che ha circondato lo sue imprese, il tenente colonnello Thomas Edward Lawrence (Tremadog, 16 agosto 1888 – Wareham, 19 maggio 1935), meglio conosciuto col nome di Lawrence d'Arabia, appassionato del mondo arabo e archeologo. Egli stava facendo ricerche nel Medio Oriente, quando per la sua conoscenza dell'arabo che gli permetteva di confondersi con la popolazione senza far notare la sua nazionalità, fu incaricato dagli Inglesi di sollevare, con la promessa dell'indipendenza, il nazionalismo arabo contro i Turchi, durante la prima guerra mondiale.
 Alla fine della guerra, deluso dalle conclusioni della Conferenza di Versailles e irritato per le
promesse fatte agli Arabi e non mantenute, si ritirò a vita privata e descrisse le sue avventurose imprese nel libro I sette pilastri della saggezza. Dopo tante avventure, morì in Inghilterra per un banale incidente in motocicletta. 

Altri due inglesi, John Philby e Bertram Thomas, compirono pure missioni e viaggi in Arabia. Il primo, incaricato nel 1917 cli una missione presso l'emiro del Neged, attraversò l'Arabia dal Golfo Persico a Gidda sul Mar Rosso, passando per Riyadh, percorse come primo europeo la grande strada del pellegrinaggio alla Mecca. 
In un secondo viaggio, il Philby esplorò il Neged meridionale, scoprendo, oltre a numerosi resti archeologici, un vasto lago fra Riad e Ad-Dam. Il Thomas, dopo essere stato per vari anni nell'Oman come visir del sultano di Mascate, compì la prima traversata del deserto meridionale o Deserto Rosso, da Hodramaut al Gollo Persico. Per l'enorme scarsezza di acqua e di vegetazione, per poco la spedizione non perì di stenti.



ASIA: IRAN - VIAGGI ED ESPLORAZIONI (Travels and Explorations)


Territorio desertico dell’Iran

VIAGGI ED ESPLORAZIONI

ASIA: IRAN


Alla fine del Settecento gran parte dei territori asiatici e della loro civiltà era Nota agli europei, nei quali però si stava sviluppando uno spirito fino allora circoscritto a poche persone: lo spirito della ricerca scientifica e il desiderio delle indagini archeologiche. La regione iranica, che per secoli le carovane avevano attraversato per i loro scambi commerciali, era agli inizi dell'Ottocento una delle regioni asiatiche meglio conosciute; però la conquista dell'India la metteva in una luce nuova. 
Particolarmente attiva era nei confronti della Persia la Francia, che desiderava effettuarvi la sua influenza per controbilanciare la potenza inglese in India; la Russia rivolgeva la sua attenzione alle regioni del mezzogiorno del lago d'Aral e avanzava, verso l'Afghanistan. L'Inghilterra si rese pertanto conto dell'importanza di una migliore conoscenza della regione iranica e organizzò quindi una serie di spedizioni che riconobbero le regioni montuose del Belucistan e dell'Afghanistan, le quali ultime dividevano i domini russi da quelli inglesi, con una barriera di aride ed impervie a montagne che avrebbero consentito una superiorità certa a quello dei due Stati che vi si fosse appoggiato. 

Fra i numerosi esploratori che viaggiarono a lungo nell'Asia centrale, spesso circondati da segreti o sotto mentite spoglie, è William Moorcroft che fra il 1812 e il 1825 viaggiava come veterinario dell'armata inglese del Bengala fra i monti dell'Himalaya e nel Punjab, dove scoprì le sorgenti del Beas e del Chemab, nelle regioni ai confini col Tibet con il quale strinse un trattato commerciale, nel Kashmir dove raccolse informazioni sulla fabbricazione degli scialli, preziosi per l'industria inglese. 
Moororoft fece una fine misteriosa: forse morì di febbri nell'Afghanistan, forse fu assassinato a Lhasa, la città sacra del Tibet, dove era rimasto 12 anni. 

Verso la fine dell'Ottocento prevalsero però le spedizioni essenzialmente scientifiche, come quella archeologica del francese Jacques de Morgan nel Caucaso e in Persia, quelle geologiche e geografiche del tedesco A.F. Stahal e soprattutto quella dell'inglese Percy Sykes che rimase circa 25 anni in Persia, lasciando un complesso organico di notizie geografiche sul paese percorso in ogni senso. 
Un altro tedesco, Hermann Abich, esplorò per conto della Russia la catena montuosa del Caucaso.