martedì 9 agosto 2011

BARBADOS



Bottom Bay

Ciao a tutti, sono Marianna vivo a Milano e lavoro da 15 anni come assistente alla poltrona presso uno studio dentistico della mia città. Perché ve lo dico? Immaginate di dover guardare in bocca a una ventina di persone, con i denti non propriamente perfetti, ogni giorno e capirete perché ogni tanto prendo e scappo via.

L'anno scorso, dopo un'estenuante tira e molla col dottor Savoldi (nome fittizio) a ottobre sono finalmente riuscita a coronare uno dei miei sogni.
Barbados, isola, unica e inimitabile.

Forse non tutti sapete che Barbados deve il suo nome agli alberi di fico barbuto che i portoghesi chiamavano "los barbados", adesso che lo sapete non è che la cosa vi cambi la vita però volevo dimostrarvi che ne so una più del diavolo.

Questa isola è un richiamo irresistibile per chiunque ami il sole, il mare e la tranquillità. Vista da lontano, dal cielo o dal mare, appare come un atollo bianco, luminosissimo.
La sua costa occidentale è avvolta in un nastro spettacolare di sabbia bianchissima e talmente sottile da sembrare borotalco, lambita da frondose palme di cocco e da acque cristalline, quasi innaturali. Mentre quella orientale riceve le onde prepotenti e spettacolari dell'oceano Atlantico.


Animal Flower Cave

E tutto intorno, la barriera corallina, ma non solo intorno, infatti l'isola stessa è composta da un profondo zoccolo di corallo. Questo significa: acqua limpidissima, sorgenti termali e grotte meravigliose, come le sorprendenti Animal Flower Cave, con pozze di acqua salmastra in cui fioriscono gli anemoni di mare, un vero spettacolo.
O come la famosa Harrison's Cave, un sistema di grotte sotterranee con stalattiti, stalagmiti e piscine naturali.


Harrison's Cave


Flower Forrest
Poco distante, sempre all'interno dell'isola, c'è Flower Forrest, un magnifico parco foresta con un trionfo di alberi e piante tropicali. Per arrivarci noi (io e la mia amica di avventura, Federica) siamo passate da Welchman Hall Gully, stretta gola naturale fitta di piante tropicali, un piccolo mondo che rispecchia bene ciò che videro i portoghesi quando sbarcarono a Barbados quattro secoli fa.


Welchman Hall Gully

Spingendosi ancora un po' più a nord si arriva a Cherry Tree Hill, collina coperta da un bosco di mogani dalla cui cima si ha un panorama mozzafiato sulla costa est.


Cherry Tree Hill

Questo è il litorale selvaggio, dove l'oceano è il paradiso dei surfisti esperti, ma la sua forza può essere pericolosa per chi è in cerca di tuffi e nuotate (non avventuratevi...non fate gli eroi).


Bathsheba Beach
Qui c'è Bathsheba, paesino di pescatori con la mitica spiaggia, chiamata Soup bowl per la schiuma vaporosa delle onde che agitano le acque, dove si danno appuntamento i ragazzi inguainati nelle mute e con le tavole sotto il braccio, anche questo uno spettacolo da non perdere (lo dico per le signore)


East Point Lighthouse
Per trovare le acque più tranquille e alla portata di chi, come la mia amica Federica, galleggia a malapena, bisogna dirigersi verso sud e superare l'East Point Lighthouse (il faro) e puntare verso Bottom Bay, la tipica spiaggia da cartolina, con dune, palme di cocco e mare trasparente.


Crane beach 
Da non perdere la vicina Crane beach (ritenuta una delle più belle del mondo) con la sua sabbia rosa che regala all'acqua sfumature incredibili.


Oistins
Lungo la strada che porta a Bridgetown, la capitale, si incontra l'animato villaggio di Oistins che merita una tappa. Nel suo famoso mercato si acquista pesce fresco a pochissimi euro oppure lo si mangia nei chioschetti, con tanto di contorno e condimenti (riso, cocco e spezie), a prezzi irrisori.
La cucina a Barbados è ottima e sono tante le cose da provare: la zuppa di callaloo (un tubero le cui foglie sono simili agli spinaci), il pepperpot (stufato piccante a base di diversi tipi di carne) o il flying fish, pesce tipico cucinato fritto, stufato o servito nei panini. Un'altra specialità da non perdere sono i conckies. Si tratta di piccole torte a base di zucca, cocco, uva passa e patate dolci, che vengono cotte al vapore nelle foglie di banana, davvero ottime!! (e terribilmente caloriche).


Bridgetown

Riprendendo il viaggio verso la capitale si incontrano altre spiagge e tanta vitalità, questa infatti è la parte più animata dell'isola. Locali, ristoranti, negozi e grand hotel sono tutti concentrati sul litorale sud occidentale. Il motivo è semplice, qui siamo affacciati sulle acque calme e invitanti dei Caraibi: Dover beach, Amaryllis, Sandy lane bay, Peynes Bay, per citare le spiagge più belle, e nel mezzo l'unico porto naturale, quello di Bridgetown, la capitale. Passeggiando per le sue strade si incontrano le case coloniali e i palazzi moderni, sedi di banche e centri commerciali di lusso (attenti qui ci ho lasciato la tredicesima che non avevo ancore preso).


Sandy lane bay

Per il pernottamento e la prima colazione abbiamo optato per i vari b&b disseminati in ogni angolo dell'isola, spendendo mediamente l'equivalente di 40 euro per notte

Per arrivare a Barbados non esistono voli diretti dall'Italia, i collegamenti prevedono uno scalo in Gran Bretagna o in Germania dipende dalle compagnia aerea

Vorrei ringraziare due persone, la prima Federica, per avermi aiutata a ricordare.
Il secondo, un "vecchio" amico, che è stato il primo a tendermi la mano in questa nuova avventura...grazie...




Grazie Marianna...

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