domenica 14 agosto 2011

IL CASENTINO Terra toscana (Tuscany)





Il Casentino.... , uno scenario grandioso di colli e di monti, tra verdi pascoli e foreste dove si annidano i due suggestivi eremi di Camàldoli e della Verna.


NOTE GEOGRAFICHE

Il Casentino è l'alta valle dell'Arno, dal Monte Falterona al Monte Giovi, dove si apre il secondo bacino del fiume, ed è a forma di anfiteatro ellittico diretto da Nordovest a Sudest (asse maggiore, rappresentato dall'Arno, di circa 40 km., il minore di 33...., superficie kmq. 800 circa), cinto da monti che lo dividono a Sudovest dal Valdarno, a Nordest dalla valle della Sieve, a Nord e a Norest dalla Romagna (valli del Bidente poi Ronco e del Savio), ad Est dalla Valle Tiberina, mentre a Sudest si apre verso la piana di Arezzo.
Il punto più elevato è rappresentato dal Monte Falterona m. 1654 e dal Monte Falco m. 1057 a Nord, dai quali partono verso Sud il Pratomagno, lunga e caratteristica dorsale regolare che si alza a 1592 metri e che limita il Casentino a Sudovest..., e verso Sudest da una giogaia appenninica che prende più lontano i nomi di Alpe di Serra e di Alpe di Catenai m. 1415.

L'idrografia della regione è molto semplice ed è rappresentata dall'Arno e dai suoi affluenti. L'Arno nasce a m. 1358 dalla sorgente, detta Capo d'Arno nel versante Sud del Falterona e riceve quasi subito il Fosso Arnino e il Fosso Arnaccio e, alimentato da altri fossi, discende a Stia, dove riceve a sinistra il Torrente Stàggia. Questo tratto, di soli 10 km., è il più impetuoso perchè presenta un dislivello di 629 m.
Il fiume continua con direzione Sudest, toccando Pratovécchio, passando sotto Poppi e Bibbiena e ricevendo diversi torrenti, tra cui il Fiumicello, il Sera, l'Archiano, il Corsalone, il Rassina a sinistra e il Solano, il Teggina e il Salutio a destra, e, giunto a Subbiano, esce dal Casentino.



Panorama di Bibbiena

Geologicamente il Casentino è formato da arenaria e scisti dell'eocene in prevalenza assoluta..., ma a sinistra di Bibbiena e di Poppi affiorano calcari marnosi dello stesso periodo, mentre nel ristretto fondovalle e particolarmente lungo l'Archiano da Soci alla confluenza in Arno sono sedimenti lacustri del pliocene e depositi fluviali del quaternario.



Panorama di Poppi

Dell'antico rivestimento di boschi, abitati ancora nel medioevo da orsi e da lupi, rimangono le magnifiche foreste della Verna e di Camàldoli, la quale ultima che è demaniale ha subito tagli notevoli durante la guerra mondiale.
Nel resto la coltura è a vigneti, ulivi, gelsi, campi e prati.



Panorama di Rassina

Il Casentino, per la bellezza arcadica del fondovalle e dei colli, per la solennità dei monti relativamente elevati che lo cingono, per la maestà delle foreste, per i suoi castelli ed eremi, per le sue graziose cittadelle, per la ricchezza di opere d'arte e specialmente di terrecotte, per la sua storia e per le memorie francescane e dantesche, è una delle parti più graziose della Toscana, prediletta dai Fiorentini.... e da un friulano.
La sua posizione privilegiata a poca distanza da Firenze, gli accessi facili e numerosi e la discreta viabilità, permettono una visita rapida e completa che può essere integrata opportunamente e facilmente da quella del vicino Pratomagno (strada della Consuma e Vallombrosa).


CENNO STORICO

Il Casentino fu abitato fin dal paleolitico, poi fu sotto gli Etruschi, Romani e Longobardi.
Il nome di Casentino si trova per la prima volta in un diploma, però di dubbia autenticità, di Carlo Magno del 774 e sicuramente dal 1024. Dal principio del IX secolo al 1440 vi dominarono i Guidi, che ebbero per capostipite Tegrimo detto anche semplicemente Guido, si divisero in vari rami, innalzarono nella valle molti castelli, estesero il dominio sul Mugello, Modigliana, parte del Valdarno medio e parte del contado di Prato e Pistoia, ebbero alte cariche nelle città vicine e conquistarono grande influenza nella stessa Firenze.
I Guidi ospitarono Dante nei primi anni del suo esilio.
Nel 1440 tutto il Casentino passò sotto Firenze e non ebbe più storia particolare.


DA VISITARE



Pieve di San Giovanni a Remole, sec. XII-XIV. Località Le Sieci, Pontassieve (Firenze)

Presso Sieci, prima di Pontassieve, ho notato la romanica pieve di San Giovanni Battista, che racchiude belle tavole quattrocentesche.




Monastero di Vallombrosa

A Vallombrosa ho visitato il convento (fondato da San Giovanni Gualberto) e ho fatto una puntata in auto attraverso la foresta fino al Monte Secchietta, che offre un panorama stupendo..., altro bellissimo panorama si ha dal Paradisino.




Pieve di San Pietro di Romena

Nella discesa dalla Consuma una breve deviazione sotto i grandiosi resti del castello di Romena, mi porta alla bella pieve romanica di San Pietro di Romena.




Pieve di Certomondo



Colonna di Campaldino

Nel piano di Campaldino incontro la colonna commemorativa della battaglia e la duecentesca chiesa di Certomondo.




Castello dei Guidi

A Poppi ho visitato il grandioso castello dei Guidi, o palazzo Pretorio, interessante per gli ambienti e le varie opere d'arte.




Monastero di Camàldoli

L'Eremo di Camàldoli è assai suggestivo per la solenne pace e le rustiche casette dei monaci sullo sfondo del cupo bosco.
Disceso a Camàldoli, ho visitato il monastero e la barocca chiesa, la Biblioteca e i laboratori.




Chiesa dei Ss Ippolito e Donato



Santuario di Santa Maria del Sasso

A Bibbiena di qualche interesse sono il palazzo Dovizi, la chiesa dei Ss Ippolito e Donato e, fuori dell'abitato, il quattrocentesco santuario di Santa Maria del Sasso...., poi ho sostato sulla terrazza di piazza Tarlati ad ammirare il panorama.




Santuario della Verna

Quello della Verna è uno dei più famosi santuari francescani..., ai mistici ricordi del Santo e alla semplicità e austerità degli edifici monastici, si aggiunge la suggestione dell'ambiente naturale, di intatta bellezza.




Leggenda della Vera Croce - Piero della Francesca

Ad Arezzo la prima visita va riservata agli affreschi di Piero della Francesca in San Francesco. Ho visitato poi alla bella Pieve di S. Maria, al Duomo e a S. Domenico, e ho fatto una puntata a S. Maria delle Grazie.





Pinacoteca e Museo Archeologico hanno interesse in particolare per gli studiosi


VIE D'ACCESSO

Ho raggiunto Pontassieve da Firenze, per la valle dell'Arno, animata di ville, antiche torri e cipressi, poi sono salito, in paesaggio che si fa via via alpestre, tra boschi di faggi ed abeti, al passo della Consuma, al quale poi ritorno dopo una puntata in fitta foresta a Vallombrosa.
Bella discesa, in vista a sinistra del Falterona, verso la gran conca del Casentino, nella quale si vede dominare da un colle il castello di Poppi. Varco l'Arno nel piano di Campaldino (ne parlerò in una opinione a parte), famoso per la battaglia del 1289 tra Fiorentini e Aretini, alla quale partecipò Dante, e si sale a Poppi, quindi una strada secondaria mi porta tra fitta la foresta all'eremo di Camàldoli. Discendo per Camàldoli nel piano a Bibbiena, imbocco la strada della Verna, che si inerpica a tornanti in brullo paesaggio verso il grigio roccione a cui si aggrappa il famoso convento.
Una ripida discesa, per strada in parte disagevole, avendo davanti la lunga groppa del Pratomagno, mi riporta alla valle dell'Arno, che seguo tra poggi fino ad Arezzo.



IL PARADISO TERRESTRE



VEDI ANCHE . . .

SANTUARIO FRANCESCANO DELLA VERNA (Franciscan Sanctuary of La Verna)



1 commento:

Anonimo ha detto...

che bello Loris...
un abbraccio superfortissimo
Marianna