mercoledì 17 agosto 2011

IL PARCO DEL DELTA PADANO (The Delta Po park)

Valli di Comacchio
Elegante e solenne, un airone si appresta a spiccare il volo mentre nei loro nidi, nascosti tra il folto dei canneti, lo osservano con indifferenza coppie di sgarze ciuffetto, di nitticore ed altre specie di uccelli acquatici che popolano la palude.
Questo è solo uno dei tanti splendidi spettacoli naturali offerti dall’area deltizia del nostro Po, un mondo d’acqua unico e di eccezionale interesse nel panorama europeo per la ricchezza e la rarità del suo ambiente ecologico. Si tratta di un vasto complesso territoriale formato da una pluralità di zone e paesaggi diversi tra loro per aspetti naturali, culturali e storici tra cui le Valli di Comacchio, il Gran Bosco della Mesola, le Valli Mandriole e Bertuzzi, parte della pineta di San Vitale (Ravenna) con l’oasi di Punte Alberete, le riserve naturali di Bocche di Po, Po di Volano, Sacca di Belloccio, Sacca di Goro, val di Campotto, Pomposa.

Cavaliere d'Italia


In passato, l’intervento negativo dell’uomo ha provocato, a causa di prosciugamenti e bonifiche, la distruzione di migliaia di ettari di terreno paludoso, esponendo così il delta ad un inevitabile declino, aggravato in seguito da nuove e sconsiderate iniziative in campo economico (trasformazione dell’area in insediamento turistico, apporti inquinanti connessi alle attività industriali, ecc.).

Castello nel parco della Mesola


Solo recentemente, grazie ad un risvegliato interesse da parte dell’opinione pubblica e al prezioso contributo di associazioni naturalistiche (tra cui il Fai ed il WWF), si è intrapresa un’opera di vero e proprio “restauro” ecologico delle zone del delta, trasformando inoltre in aree protette quelle che prima erano riserve di caccia.

E’ stato in tal modo possibile arrivare alla creazione di un habitat naturale dove trovano rifugio un gran numero di uccelli stanziali e migratori.




Se gli anatidi sono abbondantissimi, non mancano anche ospiti rari, come il mignattino piombato, il cavaliere d’Italia, il falco pescatore, l’avocetta, la pittima reale, il gabbiano corallino, la sterna zampenere o più comuni come il fraticello, il basettino e il martin pescatore, vera “cartina di tornasole” quest’ultimo del grado di inquinamento di una zona. L’uccellino frequenta infatti solo i luoghi dove acqua e aria sono ancora puri.

Martin pescatore


La fauna del Parco non è però limitata unicamente alle specie ornitologiche ma comprende pesci, rettili, un gran numero di anfibi e insetti nonché, tra i mammiferi e gli uccelli, esemplari di daini, cervi, fagiani, nel bosco della Mesola, e di puzzole, tassi e donnole un po’ ovunque.

Sterne


La vegetazione tipica è quella palustre e boschiva: tife, cannucce, ninfee, salici, arbusti della flora mediterranea, lecci, pini, tamerici, frassini, pioppi bianchi e olmi.

Cervo padano


Una visita a questa regione liquida che si estende dalla foce dell’Adige, nel Veneto, fino a sud del fiume Reno in Emilia Romagna, permette di scoprire la bellezza di luoghi ancora solitari e selvaggi, un variegato scenario paesaggistico fatto di lagune e stagni silenziosi, immensi canneti, bracci di fiume percorsi da un dedalo di piccoli canali, isolotti sabbiosi e barene, dove si può assistere all’affascinante vita degli animali essendone qualche volta anche protagonisti.

Raganella


Il Parco del Delta rappresenta pertanto un prezioso bene ambientale da salvaguardare e difendere sia da scempi sia da speculazioni – in campo edilizio, industriale ed energetico – non
solo per il forte richiamo faunistico ma anche per i valori espressi da una secolare civiltà contadina che su queste terre ha lasciato i segni della sua storia.
In questo progetto di recupero delle tradizioni popolari, dei modi di vita e dei costumi delle genti del Delta si è così inserita la realizzazione di alcuni interessanti musei che espongono i documenti relativi al lavoro e alle attività tipiche praticate nelle varie epoche storiche in questa zona d’Italia.

Fenicotteri nel delta del Po









Il Delta del Po è stato definito "un eccezionale paesaggio culturale pianificato che conserva in modo notevole la sua forma originale" nella motivazione che lo inserisce nel Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO.




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