venerdì 12 agosto 2011

MUZZANA DEL TURGNANO - Provincia di Udine



MUZZANA DEL TURGNANO
Comune in provincia di Udine
Frazioni - Casali Franceschinis


Muzzana del Turgnano si trova uscendo dalla A4 a San Giorgio di Porpetto, poi si prosegue sulla statale 14 per San Giorgio di Nogaro e, attraversando la statale 353, si arriva a Turgano.

Fino ad un secolo e mezzo fa era una terra di palude e di malaria, con isole di boscaglia: ma la bonifica e l'inalveamento delle acque hanno trasformato Muzzana in un paese dalla terra ricca, con risorgive da irrigazione per colture di ottimo reddito.

Probabilmente possedimento di un colono romano, Mucius o Mutius, vi si aggiunse nel quattordicesimo secolo la specificazione "del Turgnano", indicando il corso d'acqua che gli è vicino.

Di Muzzana parla un documento redatto nell'814, da Lodovico il Pio, figlio di Carlo Magno: poi il paese diventa proprietà della chiesa di Aquileia che lo dona al suo Capitolo.

La storia racconta che verso la fine del quattordicesimo secolo, la popolazione di Muzzana, stanca dei soprusi dei signori che ne regolavano la giustizia, si ribellò, o meglio tentò una rivolta: ma tutto finì come allora era costume, e cioè con una vessatoria sottomissione.

Prima di cadere, come tutto il Friuli, sotto il dominio veneto, Muzzana dovette sopportare nel 1412 le ribalde devastazioni del capitano di ventura Carlo Malatesta, che stava aprendo le porte per la definitiva invasione dei Turchi che, proprio da queste parti trovarono facile passaggio per le improvvise e tragiche apparizioni.

E il paese fu teatro di una battaglia tra austriaci e veneziani che s contendevano la fortezza di Marano.

A Muzzana del Turgnano sono stati rinvenuti reperti risalenti a un periodo a cavallo tra l'Eneolitico e l'Età del Bronzo.
Si tratta di utensili di rudimentali "industrie" preistoriche, soprattutto asce e martelli.
In quel tempo il metallo e la loro lavorazione non erano conosciuti del tutto, se non alcuni casi di essi, e la utilizzazione poteva essere casuale e discontinua.




Fino a poche decine di anni fa, Muzzana poteva mostrare esempi di boschi magnifici, secolari testimonianze delle selve che coprivano la bassa friulana, di quegli antichi terreni dove la natura tramandava un paesaggio ambientale e storico di raro valore, terreni così ricchi di rogge e risorgive che favorivano (e favoriscono) l'irrigazione delle campagne: una politica di sfruttamento agricolo mal realizzato ha quasi cancellato queste eredità.



Di interesse artistico possiamo ammirare il Monumento ai Caduti che ricorda i muzzanesi morti nel Carso durante la guerra. 

Poi incontriamo il campanile della Pieve di San Vitale Martire, risalente al XV secolo.  
All'interno della chiesa possiamo godere della visione di un pregevole altare maggiore con tabernacolo settecentesco e statue dei Santi Gervasio e Protasio, e un prezioso organo, dalle notevoli dimensioni, costruito da Pietro Nacchini nel 1750.







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