venerdì 19 agosto 2011

NAPOLI (Naples)



Diamolo per scontato: Napoli ha una tale quantità di cose da vedere, da fare, da gustare, che bisognerebbe avere parecchio tempo per visitarla bene. Ma io e Marianna di tempo ne avevamo poco, anzi pochissimo, 24 ore. E così prima di partire abbiamo studiato un itinerario che comprendesse alcune delle bellezze di questa splendida città, trovando la cosa migliore da fare in ogni momento della giornata, o al contrario, il momento giusto per fare ogni cosa.


* MATTINA *




8.30---Dopo mezz'ora di minacce finalmente riesco a buttar giù Marianna dal letto. La notte l'abbiamo passata nell'elegante Hotel Costantinopoli 104, una splendida villa dell'800, con le camere che si affacciano su un giardino interno con piscina e alberi di arance. Abbiamo scelto questo albergo per la sua posizione centrale, per poter sfruttare al meglio le poche ore a nostra disposizione.



9.00---Passiamo dalla vicina Piazza del Gesù Nuovo, dove si trova la chiesa omonima, una tra le più importanti di Napoli. Questa chiesa è un capolavoro dell'arte barocca, sulle nere pietre vulcaniche che formano il bugnato della facciata, si notano incisi strani segni. che dopo accurate indagini iniziate nel 2005, si è scoperto essere note musicali scritte in aramaico, che lette da destra a sinistra e dal basso verso l'altro, compongono una musica che dura circa tre quarti d'ora.



Sempre in questa piazza possiamo osservare anche la Chiesa di Santa Chiara con il chiostro delle Clarisse. I 72 pilastri che circondano la struttura, ricoperti di maioliche colorate con motivi di glicini e tralci di vite, intervallano le sedute decorate con motivi mitologici e marinari. Marianna, amante dell'arte e del bello, rimane affascinata davanti a questo variopinto spettacolo.
Da qui continuiamo la nostra passeggiata e percorriamo "Spaccanapoli", strada simbolo che divide la città in due parti, assumendone diversi nomi nei vari tratti. Il più noto è via S. Biagio dei Librai, che all'inizio si apre su piazza S. Domenico Maggiore.



9.30---Qui, tappa d'obbligo per la colazione è la storica Pasticceria Scaturchio, tra una sfogliatella e un babà non sappiamo resistere alla tentazione di mangiare un paio di "Ministeriali" a testa, la deliziosa pralina di cioccolato fondente ripiena di morbida crema al liquore così chiamata perché prima di conquistare la tavola reale dovette superare la trafila burocratica di vari ministeri. Questa cioccolatino è famosa in tutto il mondo e gli inglesi se ne fanno spedire a quintali.



10.00---Proseguendo sulla strada, ecco Piazzetta Nilo che, insieme alla sua statua del dio Nilo, è conosciuta come il "Corpo di Napoli" e dicono sia il centro esatto della città. Il dio, viene qui raffigurato, come un vecchio barbuto, sdraiato sul fianco appoggiato su un sasso e con i piedi sulla testa di un coccodrillo, sul braccio tiene una cornucopia, simbolo di abbondanza. Se cercate oggetti originali e introvabili di antiquariato, il rigattiere sulla piazza offre una scelta molto vasta.



10.15---Riprendiamo la strada e incrociamo via Duomo, dove si trova, appunto, il Duomo di Napoli, che ospita in una cappella le reliquie di San Gennaro, tra cui l'ampolla che contiene il sangue. La chiesa, in stile gotico, fu voluta da Carlo d'Angiò nel 1294, le decorazioni e gli stucchi della cattedrale sono della fine del 600. Mentre l'attuale facciata voluta dal cardinale Sforza e da Enrico Alvino, è della fine dell'800. Marianna mi spiega che tra le tante cappelle, due, sono quelle che spiccano per rilevanza artistica: l'antica cappella di Santa Restituita, esempio di architettura paleocristiana che ospita opere di Luca Giordano e sculture trecentesche. E la già citata Cappella del Tesoro di San Gennaro, realizzata da artisti della scuola barocca tra i più importanti. È qui, che ogni anno, il primo sabato di maggio, avviene il miracolo della liquefazione del sangue del santo.



10.45---Nella vicina via Settembrini incontriamo il Madre, il museo di arte contemporanea che si trova nell'antico palazzo Donnaregina, trasformato in spazio espositivo aggiornato ed efficiente, è uno dei più vivaci centri di mostre di artisti contemporanei italiani e stranieri. Marianna è al settimo cielo, poter ammirare le opere di questi talenti la esalta a tal punto che non la smette più di parlare di spiegarmi e gli occhi le brillano come quelli di un bimbo al luna park



12.15---Tornando su via del Duomo e poi via Biagio dei Librai, incrociamo Via San Gregorio Armeno, la strada dei presepisti, ossia degli artigiani che realizzano le tradizionali statuette dei presepi con tecniche risalenti al XVIII secolo. Oltre alle classiche statuette della natività ne vediamo altre decisamente originali, ad esempio: il presidente Obama, Mike Buongiorno, Berlusconi e molte altre. Noi ne abbiamo presa una raffigurante Michael Jackson, a Natale, nel nostro presepe, farà un figurone accanto ai Re Magi...



13.30---Dopo una bella passeggiata nel centro della città, percorriamo Salita Sant'Anna e raggiungiamo la Pizzeria Brandi. Tra le molte ottime pizzerie di Napoli, questa è storica, fondata nel 1780 è qui che venne inventata la pizza Margherita in onore della regina di Savoia. L'ambiente è particolare e folcloristico alle pareti si vedono le foto dei personaggi famosi passati di qui. Abbiamo scelto di mangiare proprio una pizza Margherita, la più semplice in assoluto, per sentire a pieno il sapore della vera pizza napoletana e mai scelta si è rivelata più azzeccata, io non impazzisco per la pizza, anzi, vivo benissimo anche senza, ma questa è stata una vera rivelazione.



* POMERIGGIO *



15.00---Alla fine della strada della pizzeria sbuchiamo in Piazza Trieste e Trento, cuore della Napoli neoclassica, sulla quale si trova un lato del Real Teatro di San Carlo, il più antico teatro d'opera d'Europa. Costruito nel 1737 per volere di Carlo I di Borbone è il più grande e riccamente decorato d'Italia con i suoi sei piani e 184 palchi può ospitare fino a 3.000 spettatori. Il palco più bello è quello reale, decorato in alto con la corona del Regno delle Due Sicilie.



15.15---Il teatro è addossato al seicentesco Palazzo Reale che troneggia nell'adiacente Piazza Plebiscito, residenza dei Borboni durante il Regno delle due Sicilie e dei Savoia dopo l'unità d'Italia. Il palazzo nasconde, dietro i 170 metri della lunghissima e sobria facciata, il fasto di saloni e appartamenti. Purtroppo per mancanza di tempo non possiamo visitare l'interno, anche perché per poter ammirare con calma le 29 sale più l'appartamento reale e la cappella non basterebbe un intero pomeriggio.



15.30---Prendendo via San Carlo e proseguendo su via Vittorio Emanuele III, raggiungiamo Castel Nuovo, chiamato anche Maschio Angioino, il castello fortificato del 1200, che è uno dei simboli della città. La sua mole, con le cinque torri, si staglia sul mare a poca distanza dal porto. Questa posizione fu scelta da Carlo I d'Angiò che lo fece erigere tra il 1279 al 1282 affidando il progetto ad architetti francesi. Originariamente il castello, in stile gotico, aveva quattro torri. Da allora il maniero ha subito molti cambiamenti, le torri sono state abbassate, ne hanno aggiunta una quinta, le mura perimetrali sono state inspessite e artisti del calibro di Giotto hanno contribuito ad abbellire gli interni con affreschi che purtroppo sono andati in gran parte distrutti. Marianna mi spiega che il bellissimo portale d'accesso, in marmo bianco, è una delle più importanti opere del Rinascimento Italiano.



16.00---Tornando indietro su via San Carlo, entriamo nella Galleria Umberto I, elegante zona commerciale di fine 800, e qui i nostri nasi ci conducono alla pasticceria Mery, il profumo delle sfogliatelle calde e della pastiera napoletana quasi ci fa svenire. Abbondiamo nelle porzioni, tutto questo camminare ci ha fatto venire una gran fame...o sarà golosità?...quel che è certo è che in nessun'altra parte ho mangiato delle sfogliatelle tanto buone.



16.30---E dopo il dolce è impossibile non desiderare una "tazzulella e cafè", siamo a Napoli cavolo... Imbocchiamo l'elegante via Chiaia e arriviamo in Piazza dei Martiri, qui c'è lo storico, Gran Caffè La Caffettiera, uno dei locali più famosi della città. Marianna, grande amante di questa bevanda, fa una faccia talmente beata mentre se lo gusta che non posso fare a meno di fotografarla col cellulare, la terrò come sfondo del mio desktop.



17.00---Ritemprati dal caffè imbocchiamo via dei Mille, dove il seicentesco Palazzo Roccella è stato restaurato per ospitare il PAN, Palazzo delle Arti di Napoli, ossia il centro di documentazione per le arti contemporanee, con esposizioni, archivi e attività culturali e sperimentali dislocati su 6.000 metri quadrati. Qui si può ammirare veramente ogni forma di arte: pittura, cinema, fotografia, scultura, fumetto, grafica...



* SERA *



19.00---Nella vicina via Martucci, un piccolo cancello ci introduce dentro Trip, un interessante spazio polifunzionale dedicato alla cultura e al divertimento, dove si spazia dall'arte all'enogastronomia, dallo shopping al cinema. L'ora è perfetta per l'aperitivo, una delle specialità di questo locale da gustare in totale relax.



20.00---Percorsa la vicina Riviera di Chiaia, eccoci sulla parallela via Caracciolo, che prosegue in via Partenone, siamo sul lungomare, con una vista splendida sul golfo e su Castel dell'Ovo, così chiamato perché leggenda vuole che sia tenuto in piedi da un uovo nascosto nelle sue segrete, se si rompesse, oltre a cadere la sua fortezza, anche Napoli sarebbe travolta da una serie di catastrofi.



20.30---Tenendoci per mano in questa romantica passeggiata in via Partenone, passiamo l'Albergo Vesuvio, poi il Santa Lucia, e quindi decidiamo di fermarci all'Hotel Excelsior, scegliamo di cenare in terrazza, dove possiamo godere di una vista mozzafiato del golfo di Napoli fino a scorgere, in questa limpida serata primaverile, Ischia, Capri e Sorrento.

Ora siamo solo io e te... "e"... il mondo intorno a noi svanisce.....




Grazie Marianna....
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2 commenti:

Anonimo ha detto...

carino il riccetto...molto carino...

Anonimo ha detto...

...."e"....