venerdì 12 agosto 2011

NIMIS - Provincia di Udine

Nimis - Panorama






NIMIS
Comune in provincia di Udine

FRAZIONI E LOCALITA'
Cergneu inferiore
Cergneu superiore
Chialminis
Monteprato
Passo di Monte Croce
Pecolle
Torlano di Sopra
Vallemontana
Ramandolo


Nimis si raggiunge uscendo dalla A23 - Udine Nord a Tavagnacco, si prosegue per la Statale 13, si passa Tricesimo, si prende la Statale 356 e si passa per Tarcento. Raggiunta Nimis... vi fermate qui una settimana e poi proseguite addentrandovi tra i verdi colli, e superando insellatura del passo di Monte Croce, e sempre fra dolci colline e rasentando e attraversando innumerevoli corsi d'acqua giungerete a Cividale, e poi, in perfetta pianura, ritornerete a Udine... e poi....


Cornappo a Torlano di Nimis



Paolo Diacono, nella sua "Historia Langobardorum", ricorda precisamente questo paese con la denominazione di Nemas castrum: e mura, tombe, tracciati di strade e di fortificazione di difesa segnano l'importanza di questo luogo che doveva trovarsi sul percorso della strada da Aquileia al Norico.

Passata l'onda devastatrice degli Ungheri e divenuto indipendente il Friuli nel 1077, la "villa de Nemach o Nimis" passò ai Patriarchi che la assegnarono ad una famiglia di signori: e questi la tennero fino al loro scomparire.


Chiesetta Santa Maria Maddalena - Cergneu





Castello di Cergneu

Avevano un castello che andò perduto in epoca imprecisata o sostituito con uno nuovo eretto nell'antica Cernedum, oggi Cergneu: trasmesso, come proprietà, da famiglie tedesche e famiglie toscane e poi ai Savorgnan e ancora ai
Brazza-Cergneu, per finire del tutto nella tragica babele del 1511.

Alla storia antica, pur notevole e ricco di testimonianze, Nimis può aggiungere con vanto il glorioso periodo della lotta di liberazione che qui ebbe uno dei suoi momenti più esaltanti, con la resistenza al nazifascismo e la costituzione della zona libera del Friuli Orientale, nel 1944.
I tedeschi vi insediarono i Cosacchi e la coraggiosa avventura finì nella tragedia dell'incendio di Nimis che distrusse il paese, con una vendetta disumana.


Chiesa di San Gervasio e Protasio - Nimis

Nimis vanta una delle più antiche testimonianze della cristianizzazione del Friuli con la sua stupenda chiesa di San Gervasio e Protasio: una delle pievi che, recentemente studiate con rigore scientifico dal prof. G.C. Menis, ne provano la propria esistenza poco prima della calata dei Longobardi: una basilica sorta presso il castrum di Nemas, rimaneggiata più volte nei secoli, fino all'attuale definizione trecentesca.

All'interno si possono ammirare alcuni dipinti di diverse epoche..., sull'arco che separa il presbiterio dalla navata centrale si vedono affreschi con scene di vita della "Madonna e Santi", databili al XIV - XV secolo.
Alle pareti ancora affreschi databili dal XIV al XVII secolo con scene del "Nuovo e del Antico Testamento".
Poi ci sono dei dipinti più recenti di pittore friulani: Giovan Battista Gori e di Fred Pittino.


Santuario della Madonna delle Pianelle

Altra chiesa di grande attrattiva è il Santuario della Madonna delle Pianelle, elevata nel 1476 sul sito dove, dicono, sia apparsa la Vergine a due persone del luogo.

Queste pievi costituiscono uno dei richiami più fascinosi di questa terra.


NIEVO E IL TERRITORIO

Nel 1855 Nimis e il suo territorio furono visitati da un illustre personaggio della letteratura italiana: Ippolito Nievo, che era ospite della famiglia Colloredo.
Egli rimase talmente colpito dalla bellezza dei luoghi che vi trasse ispirazione per il "Il Conte Pecoraio" e la novella "La viola di San Sebastiano".


RAMANDOLO

Questo è un vino bianco da dessert e da meditazione.
Prende il nome dalla panoramica frazione di Ramandolo, ai piedi del monte Bernardia, sulle colline sovrastanti l'abitato di Nimis, nella zona enoica forse più celebre del Friuli.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Interessante la storia, bellisimi paesaggi.

Galliano ha detto...

Una serie di emozioni mi travolgono nel leggere queste “passeggiate” descritte con tanta poesía e minuziositá di dettagli naturali e storici.