giovedì 25 agosto 2011

SANTORINI Σαντορίνη Θήρα Thera


     
Arrivando dal mare le vedi che svettano dall'acqua...impressionanti nella loro imponenza si alzano da una caldera invasa dalle onde dell'Egeo, sono le scogliere di Santorini,


Venate di pomice grigia, nera, rossa e crema sorgono da un cratere sommerso. L'ampia baia costituita da pomice, cenere e marmo è tutto ciò che rimane di un'isola molto più vasta, distrutta nel 1750 a.C. da una catastrofica esplosione vulcanica che distrusse una delle prime civiltà europee evolute.


Il fenomeno diede origine a terremoti e maremoti che si propagarono fino alle coste dell'Egitto e dell'Asia Minore., oscurando il cielo di polvere e cenere in una sorta di "inverno nucleare" che coinciderebbe con l'epoca delle leggendarie inondazioni e pestilenze tramandate dalla mitologia egizia e sumera e del Vecchio Testamento.


Santorini - Red Beach


    
Secondo una teoria, non priva di fascino, l'isola non sarebbe altro che Atlantide, il continente perduto inabissatosi prima che sorgesse la civiltà greca, che Platone descriveva come un'enorme laguna circondata da scogliere e accessibile attraverso uno stretto braccio di mare....non vi sembra che si riferisse proprio a Santorini?...a me piace crederlo....


Non nego che a volte questo scenario può apparire un po' spettrale, specie in inverno, quando solo i pazzi come me decidono di venire su quest'isola, mentre il grosso del turismo preferisce disertare.


Ed è in inverno che la leggenda che vuole Santorini abitata dai "vrokolakas" (i vampiri in versione greca) è abbastanza comprensibile. Più che al leggendario e furtivo mostro della Transilvania, questi spiriti erranti, che si aggirano di notte predicendo morte e calamità, assomigliano alle banshee della tradizione popolare irlandese...inquietanti...e terribilmente affascinanti...



  
Situata a una distanza di 6-8ore di navigazione a sud-est di Atene, e a circa 80 km a nord di Creta, Santorini è la più meridionale delle Cicladi. I primi abitanti dell'isola, secondo le leggende, furono i pelasgi che la chiamarono Kallisté (bellissima). Duecento anni dopo la devastante eruzione vulcanica sull'isola giunsero gli spartani che la ripopolarono e la ribattezzarono Thira in onore del loro re Thiras. Fu solo in epoca cristiana che divenne Santorini in onore di santa Irene di Salonicco.


Lunga circa 32 km e larga al massimo 2, l'isola ha la forma di mezzaluna frastagliata ed è tagliata da est a ovest da una catena montuosa la cui cima più alta raggiunge i 566 metri. La costa occidentale è orlata da alte scogliere mentre una distesa di campi terrazzati discende dolcemente fino alle lunghe spiagge di sabbia grigia della costa orientale.


Le pendici laviche, con rare macchie di alberi di fico, oleandri rosa e fichi d'india, nonostante l'apparenza sono molto fertili e producono abbondanti pomodori, una delle prime voci dell'economia dell'isola.


Il terreno fertile e il clima cocente favoriscono la crescita di uve dai piccoli e dolci acini da cui si ricava il famoso Visànto, vino da dessert molto apprezzato dalla nobiltà russa, tanto che, tra il XVIII e il XIX secolo, favorì un fiorente commercio tra Santorini e Odessa. Il Visànto c'è ancora, ma le aziende vinicole locali come la Boutari si sono adeguate ai tempi e oggi producono una gamma di vini sofisticati, secchi e passiti decisamente buoni, mi raccomando non perdeteveli.


Thira


Per raggiungere Thira, il borgo principale, si dovrà procedere a dorso di un asino oppure in funicolare. Case bianche e chiese con la cupola azzurra si concentrano sulla scogliera. Un sentiero di ciottoli porta a un piccolo molo per le scialuppe delle navi da crociera, mentre il sentiero per salire al paese è ripido e impervio.


Da anni gli abitanti del villaggio mettono a disposizione, dei turisti meno agili, i loro asini guadagnandosi in questo modo da vivere. La costruzione della funicolare a fine anni '80, fece insorgere gli isolani che minacciarono di sabotare l'impianto che metteva in questione la loro fonte di reddito. Per fortuna i turisti continuano a preferire i solidi asinelli alla vertiginosa tecnologia.


Thìra è certamente una delle mete più popolari delle crociere. Il villaggio continua ad essere uno dei più belli dell'Egeo, tipico dedalo di case imbiancate a calce e qualche costruzione in stile medievale risalente al tempo in cui i duchi Sanudo governarono l'isola per conto della Serenissima. Oggi quasi tutti gli edifici ospitano attività legate al turismo, bar, ristoranti, negozi di souvenir, boutique e gioiellerie.


A nord del centro storico, le abitazioni si estendono lungo tutto il bordo del cratere fino a Firostéfani e Imerovigli in una fila di graziose ville, taverne e ristoranti che godono di una vista mozzafiato Ci sono inoltre alcuni alberghi di lusso ricavati dalle case scavate nella roccia, chiamate skàfta. Gli abitanti di Thira si sono infatti adattati alla particolare geologia di Santorini e scavando nella roccia friabile costituita da cenere vulcanica e pomice, hanno ricavato abitazioni, granai e stalle per gli asini.


Oia


Dopo Firostéfani, la falesie si fanno più rade e un sentiero raggiunge Oia che si trova all'estremità settentrionale dell'isola. Nel 1956 questo villaggio fu quasi completamente distrutto da un terremoto. Il paese, evacuato per ragioni di sicurezza, rimase in stato di abbandono per più di trent'anni, finché l'ingresso della Grecia nella Comunità Europea fece affluire i fondi necessari per la ricostruzione. Così oggi, questo borgo raffinato e pittoresco che sorge in posizione spettacolare con un'incredibile vista sul cratere e sulla baia, non sembra aver sofferto l'impatto turistico degli anni '80 che è invece evidente a Kamàri, grande centro di villeggiatura con alberghi a poco prezzo e case di vacanza costruiti per soddisfare le esigenze del turismo "all-included".


Kamàri  - Profitis Elias


La distesa di ghiaia nera di Kamàri finisce quasi bruscamente ai piedi del Profitis Ilias, la catena montuosa che taglia a metà l'isola. Quasi sulla cima sorge l'omonimo monastero dedicato al profeta Elia. Sulle isole greche sono tantissimi i monasteri dedicati a questo santo e tutti sorgono nel punto più in alto in memoria del'ascesa al cielo del profeta in un carro di fuoco come narra l'Antico Testamento.


Si suppone che questi luoghi di culto cristiani sorgano sui resti dei più antichi templi in onore del dio Helios che personifica il Sole che guida il carro di Apollo. In greco i due nomi sono quasi identici, il che può aver facilitato il cambio di culto quando, nel IV e V secolo d.C., il cristianesimo prese il posto del politeismo pagano.


È vicino al monastero che si trovano i resti dell'antica Thira, per la verità si tratta di poche rovine e alcuni frammenti di mosaico, ma la spettacolare vista sulla parte meridionale dell'isola, fa scordare la deludente escursione archeologica, grazie alla bellezza della lunga costa che svanisce all'orizzonte.



Il sonnolento villaggio di Pyrgos, che si trova nella parte meridionale dell'isola, la meno turistica, si affaccia su una distesa di vigneti e piantagioni di pomodori. A parte alcuni "intenditori" che alloggiano all'hotel Zannos Melathron, questa zona è poco frequentata e gli asini che si incontrano sulle stradine con i loro proprietari, fanno ancora gli asini e lavorano la terra anziché trasportare visitatori.


Skaros


Appena a nord di Thira c'è Skaros, antica capitale veneziana dell'isola. Dai suoi bastioni diroccati la vista può spaziare fino ad Akrotiri che si trova a circa 14 km a sud. Qui negli anni '70, un gruppo di archeologi greci portò alla luce mosaici e muri della civiltà scomparsa.


Aspronissi
        



Thirassia


Da Santorini si può andare in barca alle isolette Aspronissi (isola bianca) e Thirassia. La prima è disabitata mentre la scogliera di Thirassia è punteggiata da deliziose casette bianche, il turismo quasi inesistente e il panorama spettacolare di Santorini valgono la gita in questi luoghi dove gli abitanti vivono ancora di pesca.


Kameni 


Generalmente le imbarcazioni che fanno spola tutto il giorno tra le due isolette, si fermano anche alle Kameni (isole bruciate), un gruppo di piccolissimi scogli neri, che puzzano terribilmente di zolfo, emersi dal mare negli anni '50 dopo un'eruzione vulcanica.


Se siete abbastanza ardimentosi da immergervi in queste acque, troverete il mare caldissimo a causa delle sorgenti di acqua sulfurea che sgorgano dalla scarpata sommersa delle isole, ricordando a tutti, in modo per la verità un po' inquietante, che Poseidone, dio dei mari e dei maremoti, è solo assopito e potrebbe risvegliarsi da un momento all'altro.


Grazie Marianna . . .

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2 commenti:

nino p. ha detto...

è molto bella... lho vista di sfuggita in una crociera di qualche anno fa

Anonimo ha detto...

Nostalgia del mare...