domenica 7 agosto 2011

TRENTINO ALTO ADIGE




Ciao a tutti 

rieccomi tra voi a raccontarvi le mie esperienze.
Prima di cominciare vorrei farvi conoscere i personaggi descritti in questa opinione. Chi ha letto la precedente già li conosce (ma non pretendo certo che li ricordiate) per tutti gli altri li elenco (stile Giallo Mondadori )

Io Marianna: milanese 42enne stressata dal lavoro di assistente alla poltrona presso lo studio dentistico del dottor Savoldi.

Federica: la mia migliore amica e insostituibile compagna di viaggio.

Dott. Savoldi : medico dentista, chirurgo, specialista maxillo facciale, nonché aguzzino e titolare dello studio presso cui lavoro.


Io:  "Federica...dobbiamo andare in Canada"...
Lei: "In Canada?!? e a fare ché?"...

Cavolo...come a "fare ché?"...che razza di domanda è..."a fare ché"..

Avete mai sentito parlare dell'Indian Summer, l'estate degli indiani? È quel periodo dell'anno, tra autunno e inverno, che alle nostre latitudini è conosciuto come Estate di San Martino.
Per qualche settimana all'anno il rosso non evoca adrenalina e passione, anzi, diventa dispensatore di pace e di emozione. Accade in tutto il mondo quando arriva l'autunno e le foglie degli alberi indossano l'abito più vistoso, quello color fuoco.
In Canada ne hanno fatto da tempo un business turistico, con le distese di aceri che scatenano autentici pellegrinaggi....non potevo perdermi un simile spettacolo...
Sentiero del castagno
Io: "Dottor Savoldi, ho bisogno di due settimane di ferie"...
Lui : "Ah sì?!?..addirittura due settimane..e dove dovresti andare se non sono indiscreto??
Io: "In Canada, voglio vedere l'Indian Summer!!"
Lui : "Ascolta Marianna, perché invece di spendere tempo e denaro per andare fino in Canada, non ti fai un bel week-end in Alto Adige?"



E per una volta gli ho dato retta (non che avessi alternative) e non me ne sono pentita!!!

E' così che io e Federica ci siamo ritrovate in Alto Adige, tra valli e altipiani della provincia di Bolzano dove la natura da il meglio di sé e mostra un infinito campionario di colori.


Sentiero del castagno
In Valle Isarco, vicino a Bolzano, si cammina lungo il Sentiero del castagno, che va da Varna a Castel Roncolo, sotto un fiammeggiante ombrello fatto da milioni di foglie coloratissime. Alle quote più elevate è il momento dei larici che, prima di lasciarli cadere al suolo, dipingono gli aghi di giallo e arancione. Ne sono ricoperte intere montagne e la tavolozza multicolore si spinge fino a dove arriva lo sguardo, e, spesso anche oltre.


Val di Funes - Zannes 
  
Come in Val di Funes, un luogo magico costellato di paesini proprio confinanti con la Valle Isarco. Qui c'è una bella carrellata di passeggiate facili ma di grande suggestione, tra cui spicca il nuovo "sentiero natura", lungo tre chilometri, che parte dal villaggio di Zannes. Si cammina respirando a pieni polmoni e ci si ferma alle 14 stazioni dove campeggiano le tabelle che svelano i segreti della vegetazione ( Federica le ha paragonate alle fermate della Via Crucis...ma non datele retta, è una passeggiata che merita ).


Rio Bletterbach
Invece chi vuole vivere un'esperienza davvero unica deve puntare verso il Rio Bletterbach, il Grand canyon di casa nostra, ora patrimonio dell'umanità per l'Unesco. Si parte da Redagno o da Aldino, dove sono le latifoglie a dominare la scena. Con meno di due ore di cammino si arriva a destinazione, un'enorme gola tra pareti di porfido e strati di pietra che mostrano meglio di un libro la formazione delle Dolomiti.


Altopiano del Salto
Un altro gioiello poco noto dell'Alto Adige è l'Altopiano del Salto che collega i paesini di San Genesio , vicino a Bolzano, e Avelengo sopra Merano. Si cammina comodamente in piano, nel silenzio di sentieri ampi dove i larici sono protagonisti.


Giardini di Castel Trauttmansdorff

A Merano invece le piante locali (faggi, castagni e larici) incontrano quelle esotiche. Succede ai Giardini di Castel Trauttmansdorff, uno dei più sontuosi parchi italiani dove sono ricreati 80 ambienti con alberi da tutto il mondo. E anche qui il rosso assume infinite tonalità.

Inutile dire che abbiamo mangiato divinamente : speck, canederli, surfleisch e crauti, krapfen, wurstel...
E bevuto pure meglio : birra, vino, e la sera per riscaldarci non ci facevamo mai mancare un bicchierino di grappa.

Abbiamo pernottato in b&b, spendendo 80 euro a testa per due notti in camera doppia.


 

Molveno Pradel
   
Una piccola dedica: a te bel muso respurchino....viva l'Italia...
 






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