venerdì 9 settembre 2011

ISOLE EOLIE - Lipari, Salina, Stromboli, Vulcano, Alicudi, Filicudi e Panarea

 
    
Siamo da poco tornati dalle Eolie, era la seconda volta che ci andavamo, la prima, nel 2008 alloggiavamo a Lipari e da lì partivamo per le nostre escursioni a Vulcano e Stromboli, mentre stavolta la nostra base era Salina da dove, ogni giorno, salivamo sull'aliscafo che ci portava a scoprire il resto di questo arcipelago tra i più belli al mondo.


Sono state per anni approdo di navi guerriere e mercantili queste isole. Disseminate nel Tirreno come una stella a tre punte non stupisce che il loro nome derivi da Eolo, il dio dei venti. Qui ci si sente così intensamente avvolti dal mito di omerici ricordi...La fucina incandescente del dio Vulcano potrebbe benissimo essere la caldera sulla cima del monte che porta il suo nome. E Alicudi non ricorda forse l'antico insediamento protetto da mura dove Ulisse trovò rifugio?


Lipari, Salina, Stromboli, Vulcano, Alicudi, Filicudi e Panarea, 7 isole, 7 nomi poetici che nascondono, in realtà, drammatiche origini. Le Eolie settentrionali emersero dal mare dopo violentissime eruzioni vulcaniche un milione di anni fa, e solo molto più tardi spuntarono quelle meridionali. Stromboli e Vulcano, ancora oggi in attività, continuano a crepitare e a fumare, eppure, gli abitanti delle due isole, non sembrano per nulla infastiditi dai loro "umori" e continuano a rimanere tenacemente legati alla loro terra.
  

    
Nell'arcipelago eoliano i quattro elementi (acqua, fuoco, vento e terra) si incontrano creando spettacolo allo stato puro, sia per gli appassionati di vulcanologia che per chi, come me, è semplicemente innamorato della natura.


Per spostarsi da un'isola all'altra si vola sull'acqua con potenti aliscafi, mentre sulle isole ci si sposta in bicicletta, motorino o auto a noleggio, ma non a Panarea, Stromboli e Filicudi, qui ci sono solo taxi elettrici, addirittura ad Alicudi non ci sono neppure quelli e l'unica soluzione è chiedere un passaggio a un mulo oppure a un asinello. Certo, l'ideale sarebbe, disponendo di una barca, esplorare le isole via mare, trovare insenature minuscole e ciottolose, inaccessibili via terra e tuffarsi tra le acque cristalline, che esperienza amici miei...


Ma ora vorrei descrivervi le isole singolarmente, perché ognuna di loro lo merita:



SALINA


     
Salina si trova proprio al centro dell'arcipelago eoliano, 26 chilometri quadrati di superficie e due monti dei quali il Fossa delle Felci che misura 962 metri. L'isola deve il suo nome alle saline, ora abbandonate.
         
 Salina - Fossa delle Felci 
       
Oggi dovrebbero cambiargli nome e chiamarla "isola verde", perché grazie all'abbondante acqua, la flora ha potuto svilupparsi rigogliosamente, infatti quasi tutte le piante eoliane qui crescono: ulivi, agrumi, querce, pini, castagni, vigne, e ancora, felci aquiline, ginestre gialle, capperi e corbezzoli. Salina dunque si distingue dalle altre isole dell'arcipelago per la sua personalità agricola e appartata, ma non per questo meno affascinante. Spicca per la sua l'architettura semplice e variopinta e la presenza assai minore di turisti, specie del genere "chic".


Come mostrano i resti di un insediamento dell'età del Bronzo e gli avanzi di case romane, Salina è stata abitata dall'uomo in epoche assai remote, d'altronde fertile com'è non poteva essere altrimenti.

Massimo Troisi, con il suo "Il Postino" delizioso film del 1994 girato in parte sulle ripide scogliere che chiudono la spiaggia di Pollara, contribuì a rendere, in qualche misura, il suo aspetto familiare.



FILICUDI
  
Grotta del Bue Marino - Filicudi

        
9,5 chilometri quadrati di roccia scolpiti dall'uomo in grandi terrazze attraversate da sentieri antichi, questa è Filicudi. Ma gli isolani desideravano a tutti i costi una strada asfaltata e così è stato costruito il tratto che va dalla parte orientale a quella occidentale di questa particolare isola a forma di dorso di balena.
    
Filicudi - Fossa Felci

    
Fossa Felci, la cima più alta (773 m) è ricoperta, oltre che dalle felci da cui l'isola prende il nome, da castagni secolari e da una fitta macchia mediterranea. In cima a un ripido sentiero che porta sul promontorio di Capo Graziano, sono stati ritrovati reperti risalenti all'età del Bronzo, qui è possibile vedere i resti di una ventina di capanne a pianta ovale, mentre i reperti più importanti si trovano nel Museo Archeologico di Lipari. Per arrivare fin qui servono buone gambe e buoni polmoni ma vi garantisco che il suggestivo panorama giustificherà lo sforzo.



ALICUDI
  
Il porto di Alicudi

            
Gli antichi chiamavano Ericusa questo cono vulcanico grande appena 5,2 chilometri quadrati ricoperto da distese di erica. Di una bellezza mozzafiato, scabro ma incantevole, Alicudi è la seconda più piccola isola delle Eolie.
  
Chiesetta di Alicudi

    
Dall'approdo, una stradina acciottolata porta fino alla chiesa di San Bartolo inerpicandosi lungo il ripido versante che un tempo fu un cratere. Come ho già detto, qui, il mezzo di locomozione è a quattro zampe, dunque l'unica alternativa a una sfaticata sull'interminabile susseguirsi di gradoni di pietra lavica tra vigne e piante di cappero, è salire in groppa a un docile somarello.


Da una ventina d'anni, alcuni turisti che visitando l'isola se ne sono innamorati, hanno deciso di stabilirsi qui rinunciando a motori cinema e supermercati, restaurando le case color pastello tipiche di Alicudi. La loro presenza sull'isola ha inoltre contribuito a portare l'elettricità sull'isola (con cavi opportunamente interrati) e ad arrestare il calo demografico (ottima alternativa al cinema).



PANAREA
  

     
Eccola la più piccola delle Eolie, uno scoglio di appena 3,4 chilometri quadrati, massima elevazione Punta del Corvo (421 m) e ripide scogliere sulla costa a occidente. Ma se pensate che piccolo sia sinonimo di insignificante vi sbagliate di grosso, infatti la bellezza di Panarea è stata scoperta dai vip che hanno costruito ville e restaurato case portando i prezzi di alberghi e ristoranti alle stelle.
  
Panarea - Cala degli  Zimmari

    
Nel mare che la circonda lussuosissimi yacht affollano in bella stagione isolotti, scogli e calette riparate con acque trasparenti

Semplici case immerse tra le buganvillee e abbellite con vivaci vasi di fiori, caratteristici archi perfettamente imbiancati e scalinate formano l'abitato di quest'isola che è quanto rimane di un grande vulcano sprofondato nel mare.



LIPARI
  

    
Lipari, capitale amministrativa ( con l'eccezione di Salina), è la più grande e popolosa tra le isole Eolie, 38,6 chilometri quadrati e oltre 10.000 abitanti. Più di 5000 anni fa quando i primi abitanti arrivarono qui, trovarono nel suolo vulcanico l'allume e la nera e luccicante ossidiana, che ai giorni nostri è usata in cosmetica e per ottenere l'effetto "stone-washed" sui blue jeans.
  
Lipari - Località Quattrocchi

   
Dall'inizio dell'età del Bronzo, l'isola ha conosciuto invasioni, colonizzazioni commercio e cultura. Tutt'oggi Lipari è un porto decisamente attivo, oltre che pittorescamente animato. Nel mare i pescatori fanno lo slalom con le loro barche tra yacht e traghetti, mentre a terra via Garibaldi brulica di vita. Fuori dai negozi e dai ristoranti dipinti con variopinti murales, trecce di aglio e ghirlande di peperoncini appese ai muri, deliziosi liquori al mandarino e alle mandorle e appoggiate qua e là bellissime ciotole di terracotta rossa di Stromboli, invitano a entrare nei freschi locali e in botteghe traboccanti di cose.
  
Lipari - Acropoli del Castello

    
Una delle principali attrazioni di Lipari, si trova nell'Acropoli denominata il Castello, si tratta del Museo archeologico eoliano. Qui la storia e la cultura delle isole è illustrata in modo esauriente, essendo il museo uno dei più ricchi e evoluti d'Italia, lontano anni luce dallo stereotipo del noioso e polveroso museo di provincia. Vi si trovano, descritti da accuratissime didascalie, reperti preistorici, greci, romani, interessanti oggetti di ossidiana, e splendide ceramiche, perfettamente conservate e decorate con disegni che illustrano i rapporti commerciali tra le Eolie e l'Egeo. Famose in tutto il mondo le sepolture di una necropoli di epoca classica che grazie alle ceneri laviche emesse dal monte Chirica, sono state splendidamente conservate.


Un servizio di autobus percorre i 26 km di strade permettendo di visitare, tra l'altro, Acquacalda, le terme di San Calogero e le spiagge di pomice di Canneto.



VULCANO
  

    
Gli antichi la chiamavano Hierà, "la sacra" e ritenevano che Eolo abitasse proprio qui.
Vulcano si trova a poco più di 20 km dalla Sicilia, con i sui 22 chilometri quadrati di superficie non è la più grande delle Eolie, ma in compenso è la più giovane, essendo nata "appena" 136.000 anni fa. Vulcanello, un l'istmo vicino a Vulcano, è invece spuntato dal mare nel 183 a. C, evento che dev'essere stato terrificante per i contemporanei.


Mentre il traghetto si avvicina all'isola, scivolando lungo la costa occidentale dell'isola, si vedono le ripide scogliere laviche svettare dal blu del mare. Una fitta vegetazione mediterranea ricopre i fianchi della montagna, mentre i circa 8000 residenti vivono nelle tipiche case eoliane che punteggiano la pianura. Più in alto le fumarole del Gran Cratere emettono gas vulcanici che aleggiano nell'aria.


L'ultima volta che il vulcano si è fatto vivo è stato più di 100 anni fa, per questo è considerato "dormiente" ma a testimoniare il calore che persiste nella profondità della montagna, sono le potenti fumarole che continuano a sputare densi fumi di anidride solforosa. Per osservarle da vicino è possibile, in circa due ore di cammino, arrivare in cima al cratere. Il panorama che vi si presenterà sull'arcipelago e la Sicilia è a dir poco straordinario, come straordinario è il suolo ricoperto di cristalli di zolfo di color giallo acceso. Ma se soffrite di vertigini o non sopportate il pungente odore dello zolfo, astenetevi dal fare questa escursione, ho visto persone stare molto male .
    
Vulcano - Porto Levante

   
Nei pressi di Porto Levante è possibile immergersi fino al collo nel fango caldo che poi verrà sciacquato via nel mare anch'esso caldo e frizzante per le fumarole subacquee. Capita così che chi passa in traghetto diretto a Lipari, veda in lontananza sagome nere che si sbracciano per salutare, mentre all'orizzonte una barca aspetta i sub intenti nell'esplorazione della fauna che popola il canale tra Lipari e Vulcano.



STROMBOLI
  

   
L'ultima delle Eolie è la fumante e suggestiva Stromboli. I "fuochi" notturni che il vulcano ci regala, sono irresistibili, anche se sapere che le eruzioni avvengono frequentemente, può suscitare qualche inquietudine.


Quasi tutti i 550 stromboliani vivono sulla costa settentrionale, solo una ventina di loro hanno deciso di stabilirsi a Ginostra, sul versante opposto dominato dalla Serra dei Vancori (926 m) cima dell'isola. I crateri si trovano 200 metri più in basso, ma tutti i fenomeni, tra cui la suggestiva colata lavica della Sciara del Fuoco, avvengono sul versante a occidente.
  
Stromboli - Il vulcano

    
Se volete ammirare lo spettacolo lo potete fare con un'arrampicata di cinque ore che vi porterà fino alla cima...troppe vero?....allora fate come me, fatevi portare con una barca al largo dalla costa e se sarete fortunati potrete vedere esplosioni, sbuffi, nuvole gassose. Ma purtroppo non succede sempre, talvolta il vulcano preferisce manifestare la sua forza con qualche bagliore rossastro che illumina il cielo, accompagnato da tuoni e rombi che si odono appena. Questo è quello che ho visto e sentito io. Ma Marianna mi ha consolato promettendomi maggiore fortuna la prossima volta. E io come una falena attirata dalla luce, sono tornato a spiare il vulcano.


"Isole che ho abitato verdi su mari immobili.
D'alghe arse di fossili marini, di spiagge ove corrono
cavalli di luna e di vulcani."

( S. Quasimodo )


Conclusione: scoprire le più affascinanti isole del mediterraneo


Grazie Marianna . . .

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1 commento:

Anonimo ha detto...

splendido...
S.