domenica 11 settembre 2011

SAN SEVERINO MARCHE (Septémpeda) - Provincia di Macerata

Panorama di San Severino Marche
       
SAN SEVERINO MARCHE - Comune in provincia di Macerata

Frazioni - Agello, Aliforni, Berta, Biagi, Cagnore, Carpignano, Case Bruciate, Casette, Castel San Pietro, Cesolo, Chigiano, Colleluce, Collicelli, Colmone, Colotto, Corsciano, Cusiano, Elcito, Gagliannuovo, Gaglianvecchio, Granali, Isola, Maricella, Marciano, Monticole, Orpiano, Palazzata, Parolito, Patrignolo, Pitino, Portolo, Rocchetta, San Mauro, Sant'Elena, Serralta, Serripola, Serrone, Stigliano, Taccoli, Ugliano, Villanova.


Partendo da Tolentino si arriva a San Severino Marche per una buona strada, ma con pendenze vive.
Si esce ad ovest, per la strada di Visso, e, appena traversato un torrentello, si volta a destra, salendo nella nella verde valle che nell'altro versante è percorsa dalla ferrovia, con curve sentite e serpentine si raggiunge la sella del contrafforte tra la Valle del Chienti e quella del Potenza e si incomincia subito a discendere con un bellissimo panorama verso la Valle dell'ultimo e Tréja.
Si raggiunge il fondovalle e si volge ad ovest in lenta salita.
Si traversa il Posso di Bagno e siamo in vista di San Severino.
Giriamo verso nord per attraversare il contrafforte tra la Valle del Chienti e quella del Potenza.
Si rasenta a sinistra Tolentino, di cui si vedono anche gli avanzi delle mura con torri quadrilatere, poi si mostra il monte Lettegge.
Si risale una verde valletta, mentre dietro i poggi si nascondono le lontane vette appenniniche.
   
Monte San Vicino


   
Più avanti si rivede per un istante all'indietro Tolentino nella sua verde conca, poi una lunga galleria, quindi una vista aperta fino al Monte San Vicino, caratteristico per la sua forma a pan di zucchero..., a sinistra di esso, su un colle, una torre medioevale.
Dopo si domina da qualche altezza la conca del Potenza...., a destra, volgendosi all'indietro, si vede il lungo paese di Tréja.
Un viadotto e si scopre in avanti San Severino.

San Severino Marche,sulla destra del fiume Potenza, è una delle più pittoresche e interessanti fra le cittadine minori delle Marche, specialmente per chiese, la Pinacoteca e una mirabile opera del Pinturicchio.
  
Pinturicchio - Madonna della Pace (1490 circa)
   
Fu detto anticamente “Septémpeda”, di lontana origine, ed ebbe un tempio dedicato alla dea Feronia.
Dopo la conquista romana del Piceno (486 d. C.) divenne colonia e municipio.
Fu poi sede vescovile, ma nel 545 fu distrutto da Totila ed i suoi abitanti si rifugiarono sul vicino colle di Montenero,, dove innalzarono un Castello che fu detto di San Severino dal nome dell'ultimo dei suoi vescovi, morto poco prima della distruzione di Septémpeda.
Ebbe i vari domini della regione, poi fu Comune libero, ghibellino, in continue lotte o alleanze coi comuni vicini, ma, dopo la morte di Manfredi, dovette sottomettersi alla Chiesa.
Nella riscossa dei Ghibellini, al principio del Trecento, aderì alla così detta Lega degli Amici, (capitanata da Gerardo De Tastis e lottò contro Tolentino, Ancona e la Chiesa, alla quale dovette di nuovo assoggettarsi.
Intanto vi si affermò la signoria degli Smeducci, che, in qualità di legati, vi dominarono fino al 1426 e che, esiliati, tentarono più volte il ritorno.
San Severino fu occupato da Francesco Sforza nel 1433 e nel 1444-45, poi tornò stabilmente alla Chiesa.
Ebbe lotte interne nella prima metà del Cinquecento tra le fazioni dei Gentili e dei Caccialupi e divenne sede vescovile nel 1586, seguendo le vicende del resto della rcgione.

Furono di San Severino Bartolomeo Eustachi , un anatomista morto nel 1575..., Eustachio Indivini, un matematico e ottico morto nel 1685..., Lorenzo e Jacopo Salimbeni, fondatori di una scuola pittorica al principio del Quattrocento..., Lorenzo d'Alessandro..., i fratelli Antonio e Giovanni Gentile di Lorenzo, pittori del Cinquecento..., e gli altri pittori Lodovico Urbani, seconda metà del Quattrocento..., Marino Samminucci, un allievo di Bernardino di Mariotto che stette in San Severino nel 1602-21..., Giulio Lazzarelli (1607).., Cipriano Indivini morto nel 1686..., Domenico Palombi morto nel 1690..., Filippo Bigioli morto nel 1878.
Inoltre, gli scultori Venanzio Bigioli (1854) ed Ercole Rosa (1846-93) e gli architetti Antonio di Piergiacomo (XV-XVI secolo) e Ireneo Aleandri (1795-1885).
L'intaglio ligneo vi ebbe cultori di valore e specialmente l'insigne Domenico Indivini (1502), Pierantonio Acciaccaferri e il fratello Francesco(XVI secolo) e Giovanni di Piergiacomo (XVI secolo).

La cittadina consta di una parte antica (il Castello) sulla vetta, m. 344, del Monte Nero, in gran parte diruta e quasi disabitata, e di una parte relativamente più recente (il Borgo), nel declivio verso il fiume.
  
Duomo antico di Castello al Monte
   
Dal piazzale davanti alla Stazione si vede a sinistra sull'alto, San Severino Castello, che consta quasi unicamente del Duomo antico e di monasteri..., a destra, il Giardino Pubblico.
Si sbocca nella lunghissima ellittica Piazza del Popolo (224 metri e larga al massimo, coi portici, 55), quasi tutta a portici (1360 al 500).
  
Palazzo Servanzi-Collio


    
A destra ammiriamo il bel Palazzo Servanzi-Collio, del principio del '500.
Nell'ingresso ci sono dei frammenti marmorei da Septémpeda e un bellissimo camino del '400.
Sulle scale, frammenti di coro ligneo intagliato quattrocentesco da San Catervo a Tolentino.
Nelle sale possiamo ammirare una “Madonna col Bambino e Angeli”, di Giovanni di Paolo..., un gonfalone di Nicola da Foligno..., il “Baccanale” di Giulio Carpioni..., e poi dei bellissimi mobili intarsiati.
  
Piazza del Popolo


   
A sinistra, portale sotto la Torre dell'Orologio, ci viene incontro la chiesetta della Misericordia, al cui altare maggiore ammiriamo la “Madonna della Misericordia”, opera del Pomarancio, e, in sagrestia (già Loggia pubblica per gli affari e talvolta per le sedute del Consiglio generale), ammiriamo i “Ss. Antonio abate, Cristoforo e Severino”, figure colossali attribuite a Bernardino di Mariotto (1513) e affreschi di Lorenzo Salimbeni (1404).

Proseguendo nella piazza, con un monumento ai Caduti, a sinistra c'è il Teatro Feronia, di Ireneo Aleandri (1823), quindi il Palazzo Gentili, del 1624, con finestre guelfe allo pianoterra, e il Palazzo Comunale, di Clemente Orlandi (1764), davanti al quale, ammiriamo i busti di Bartolomeo Eustachio e di Ercole Rosa.

La piazza del Popolo continua nella via Garibaldi, in fondo alla quale, l'oratorio del Corpus Domini, con portale dalle ricche candeliere, del principio del '500.
Nella via a destra, il Palazzo Collio, nel cui atrio e scalone, ci sono un'iscrizione e marmi romani.
Si prosegue in via Nazario Sauro, che sale verso il Duomo Nuovo, chiesa antica, già dedicata alla Maddalena e verso il 1200 a S. Agostino, rimaneggiata anche nell'esterno, cattedrale dal 1827.
Facciata rifatta nel '400, con portale ogivale del 1473, inquadrato in una bella decorazione.
  
San Domenico sorge al di fuori della cerchia muraria di San Severino


    
Di ritorno in Piazza del Popolo, si volta a sinistra in via Ercole Rosa a S. Domenico o S. Maria del Mercato, chiesa della prima metà del '200, fondata, secondo la tradizione, da S. Domenico stesso nel 1220 circa, rifatta al principio del '300, rimaneggiata nel 600.
È preceduta da un atrio.

L'interno è a croce latina ad una navata, rifatto nel 1664.
Nell'altare a destra, ai lati, i Ss. Eustachio e Taziana., dipinti attribuiti alla scuola di Bernardino di Mariotto..., nell'altare a destra, Estasi di S. Domenico, tela attribuita a C. Cignani..., all'altare maggiore, Madonna col Bambino in gloria e i Ss. Severino, Caterina da Siena, Domenico e Ansano, bella tavola di Bernardino di Mariotto..., nell'altare a sinistra del presbiterio, ammiriamo le Pentecoste, tela attribuita al Lanfranco..., in sagrestia, ci sono tracce di affreschi di Lorenzo Salimbeni.
La chiesa ha un campanile romanico-ogivale a bifore, imitazione di quelli delle Cattedrali.

All'inizio della piazza si prende la via Cesare Battisti che sale tra nobili palazzi: subito a sinistra, incontriamo il Palazzo Pretorio, quasi del tutto alterato (nell'interno c'è l'Archivio Notarile dal 1325), quindi, pure a sinistra, i due grandiosi palazzi, del Seminario e Confidati-Servanzi e, a destra, la casa Vannuccci, graziosa palazzina della fine '400 o principio '500.
All'estremità della via si volta a destra, si sale verso San Severino Castello, che consta essenzialmente del Duomo Vecchio e di tre monasteri.
Verso la sommità, la casa Coscio, con finestre ogivali, quindi si volta a sinistra lungo le mura e si raggiunge un piazzale deserto, dove, sorge il Duomo Vecchio (San Severino), la prima chiesa del Castello, eretta nel 944, rifatta dal vescovo Eudo nel 1001, poi dal vescovo Ugone nel 1061, quindi ampliata e rimaneggiata più volte.
Cessò di essere Cattedrale nel 1821.
La facciata romanico-ogivale è del '300.
Al lato sinistro di essa, il campanile romanico-ogivale coevo, con bifore al piano della cella campanaria, prototipo di tutti gli altri di San Severino.

L'interno è ad una navata, rinnovato di recente in forme molto eleganti, su disegno di Giuseppe Rossi da Fermo.
Nella cappella di sinistra, nella volta, ammiriamo le “opere umane”, affreschi dei Salimbeni..., nell'abside, c'è un magnifico coro ligneo intagliato e intarsiato,
cominciato da Domenio Indivini (1483), compiuto dagli allievi Pierantonio e Francesco Acciaccaferri (1513).

Al Duomo è unito un interessante chiostro con tre lati ad archi a pieno centro, fine '400 e, nel quarto, archi ogivali su pilastri ottagoni e loggia sovrapposta con capitelli romanici, forse dalla chiesa del 1061.
Di fronte alla chiesa, l'alta torre del Castello, del principio '300, torre di vedetta simile ad altre che si trovano sui colli intorno.

Bel panorama sulla città sottoposta e la valle.

In piazza del Castello, avanzi dell'antico Palazzo Consolare (XII secolo), annessi al Convento delle Clarisse, nella cui chiesa, coro ligneo intagliato e intarsiato, scultura di Domenico Indivini (1511).
   
Serrone

      
Gaglianvecchio
   
La torre del Castello di Aliforni
        
Chiesa di Marciano        

Castello di Pitino
  
Castello di Aliforni


           
Elcito
  
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1 commento:

Anonimo ha detto...

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