domenica 30 ottobre 2011

LA LACHERA di Rocca Grimalda - Provincia di Alessandria.

Castello di Rocca Grimalda


    
Una tradizione di lotta feudale nella Lachera di Rocca Grimalda

Su una rocca alta oltre un centinaio di metri che si erge sulla sponda destra del fiume Orba, nei pressi di Ovada, in provincia di Alessandria, è issato un piccolo paese di circa millecinquecento abitanti: Rocca Grimalda.

Il suo nome primitivo era Rocca d'Orba..., poi fu chiamato Rocca Trotti e, nel 1570, passando da feudo del Duca di Mantova in proprietà alla famiglia Grimaldi, assume la denominazione attuale.
  
Danza della Giga


   
In questo antico paese vive una tradizione folcloristica che richiama alla mente tempi lontanissimi: la tradizione della "lachera".
Si tratta di un ballo popolare in costume che ricorda la vittoria di una famiglia contadina che riuscì a rompere una secolare schiavitù che pesava sugli abitanti del villaggio: la schiavitù dello "jus primae noctis"..., diritto di prima notte.

Dal contenuto di questo ballo parrebbe che il feudatario, signore del paese, (in questa località era propriamente chiamato "castellano") avesse un privilegio per tutti i suoi sudditi che si univano in matrimonio: essi, infatti, dovevano concedere al feudatario la sposa affinché trascorresse con questa la prima notte.

A questo ignobile sopruso nessuno mai aveva osato sottrarsi.
Solo una coraggiosa famiglia si ribellò e sfidando l'ira del feudatario riuscì a porre fine a questo suo triste privilegio.
  
Danza del Calisun


   
Una fanciulla tutta vestita di bianco rappresenta la sposa.
Il marito è in giacca nera, pantaloni bianchi rigati a strisce multicolori, e porta un cappello con un nastro di fiori.
I mulattieri con campanelli legati alla cintura da una robusta cinghia di cuoio con lunghe fruste fanno largo alla copia con schioccanti scudisciate.
Due armigeri difendono con la spada in pugno gli sposi, mentre altri personaggi in caratteristici costumi completano il gruppo, in cui spiccano i "lacheri" vestiti di bianco con in testa una specie di cappello vescovile messo di traverso e ornato di nastri multicolori che cadono dalle spalle fino ai piedi.
Essi fanno onore agli sposi danzando al suono del clarino o di un violino accompagnato da una chitarra.
Poi ad un certo punto il ballo diventa generale: vi prendono parte gli sposi e gli altri personaggi.
Ne nasce uno spettacolo con effetti coreografici molto belli, al quale i lavoratori rocchesi sono molto affezionati.
  
     
La "Lachera" partecipa anche alle feste popolari della zona e non solo, perché mi ricordo di aver assistito a questa manifestazione anche al Festival Nazionale dell'Unità a Milano di qualche anno fa.
  

   

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