lunedì 3 ottobre 2011

Le Grotte di Frasassi - Parco Gola della Rossa (Genga - Ancona)

   
È tutto merito di una corrente di aria fredda se nel 1971 un gruppo di giovani speleologi di Jesi scoprì uno dei complessi sotterranei più incantevoli della terra, le Grotte di Frasassi.
Ed è merito di questi appassionati esploratori se noi, dopo 30 anni, approfittando di una vacanza nelle Marche abbiamo potuto ammirare questa meraviglia della natura a Genga in provincia di Ancona


Video delle Grotte di Frasassi    


   
Ci impiegarono circa un mese, i sette ragazzi, ad ingrandire quel piccolo passaggio rivelatore, poi battezzato la "Strettoia del Tarlo", ed arrivare ad un complesso di cunicoli, gallerie e pozzi che ancora custodiva tracce di animali che nel passato vi avevano vissuto.
  

Abisso Ancona
   

Successivamente molte altre spedizioni speleologiche esplorarono l'enorme ritrovamento, scoprendo il maestoso "Abisso Ancona", la splendida "Grotta del Vento" e gli altri ambienti di questo immenso dedalo sotterraneo.


Negli anni seguenti venne costruita una galleria artificiale lunga più di 200 metri che tutt'oggi porta all'entrata della "Grotta Grande del Vento" e finalmente nel 1974 le Grotte di Frasassi vennero aperte al pubblico.


Per visitarle in tutta sicurezza ci si affida a guide professionali ed esperte che in 75 minuti ci accompagneranno attraverso ambienti ricchi di concrezioni, con una suggestiva e ben studiata illuminazione che rende il tutto ancora più affascinante.


Nel silenzio spezzato solo dal rumore dell'acqua che goccia lungo le pareti, si avanza tra stalagmiti e stalattiti, carezzando laghetti, fino a giungere alle grandi sale nel cuore delle grotte:


L'Abisso Ancona:

200 metri di altezza e 180 di lunghezza, dentro ci potrebbe stare comodamente una basilica. Nel corso dei millenni le rocce che si sono staccate sono precipitane nel fondo della cavità dove ora si ritrovano accumulate in giganteschi blocchi, posso solo immaginare l'emozione degli speleologi che per la prima volta si affacciarono su questo abisso.
  
Cascate del Niagara


   
Appena entrato, la mia attenzione è subito stata catturata da enormi stalagmiti che si stagliano alte una ventina di metri, sono "I Giganti". Passando a fianco di queste costruzioni di calcare siamo arrivati alle "Cascate del Niagara", una colata di candida e purissima calcite.
  
I Giganti
  
Andando oltre l'escursione fiancheggia un "Sedimento Gessifero" e l'incredibile stalattite "Albero Morto" chiamata così per la sua particolare forma ramificata.


Poco più avanti c'è il "Lago Cristallizzato" una pozza d'acqua azzurra con sul fondo una distesa di cristalli di calcite che emergendo qua e là appaiono come candide isolette.
  
Sala Duecento


Sala dei Duecento:

Un lungo corridoio di 200 metri che termina con la spettacolare vista sulla "Spada di Damocle", una stalattite alta oltre sette metri che nella sua imponenza sembra minacciare i visitatori.


Il Grand Canyon:

Prende il nome dai profondi crepacci dove sul fondo fluiscono le acque del fiume Sentino, lo stesso che scorre attraversando la Gola della Rossa.
  


La Sala delle Candeline (Due immagini)



   
La Sala delle Candeline:

Siamo rimasti estasiati di fronte a cotanta bellezza. L'acqua limpida del delizioso laghetto qua e là si cristallizza, dando vita a nivee inflorescenze e candeline che emergendo dall'acqua danno l'impressione di galleggiare, e tutt'intorno le pareti della grotta dai delicati colori rosa, azzurro e bianco.
       
Sala dell'Orsa

   
Ci sono poi la "Sala Bianca" con le sue candide pareti di calcite purissima e la "Sala dell'Orsa" con i suoi pozzi verticali dove un tempo risalivano acque sulfuree.
  
La Sala dell'Infinito...dove mi son perso...


   
Il tour termina con "La Sala dell'Infinito", un insieme sinuoso di labirinti con bassi soffitti ricchi di stalattiti.


I più ardimentosi possono avventurarsi in altri due percorsi di varia difficoltà, il percorso Blu, con media difficoltà dura due ore ed e adatto a partire dai 12 anni. Mentre il percorso Rosso dalla durata di circa tre ore è consigliato a chi ha già una certa dimestichezza con la speleologia.
  


    
Vi consiglio di munirvi di scarpe comode e di una felpa anche in piena estate, perché la temperatura all'interno delle grotte è costantemente di 14 gradi. Troverete tutte le informazioni necessarie su come raggiungere il posto, i costi e gli orari, nonché uno splendido filmato che vi illustrerà le varie sale, sul sito ufficiale: http://www.frasassi.com/index.php
  
Eremo di Santa Maria infra Saxa


   
L'enorme ingresso alle Grotte di Frasassi ospita anche l'Eremo di Santa Maria infra Saxa, il cui interno è stato in parte ricavato nella roccia viva. Lì vicino merita senz'altro una visita il tempietto a pianta ottagonale con cupola, costruito nel 1828 dall'architetto Giuseppe Valadier, per volere di Papa Leone XII.
  
Tempietto Valadier

   
Le Grotte di Frasassi sono circondate dal cuore verde delle Marche, il e di Frasassi. Ricco di patrimoni artistici e storici custodisce i suoi tesori con aspre gole e con una folta e selvaggia natura. Qui si possono visitare le terme sulfuree di San Vittore e la bellissima e sobria abbazia romanica di San Vittore alle Chiuse, edificata dai longobardi alla fine del X secolo vicino a un ponte romano oggi protetto da una torre gotica. Privo di qualsiasi fronzolo il complesso monastico emana una sensazione di pace e serenità. L'unico decoro presente è un 8 o simbolo dell'infinito rovesciato, scolpito nella pietra vicino alla porta sinistra dell'altare. Per me significa molto quel simbolo, ma non sto a spiegare, sicuramente qualcuno capirà...ma forse no....
  
Abbazia di San Vittore e il Museo Speleo Paleontologico e Archeologico di Genga
    


Accanto al suggestivo edificio religioso si trova il Museo Speleo Paleontologico e Archeologico, con importanti reperti dell'età del bronzo e l'enorme fossile di un ittiosauro ritrovato nel 1976.


Poco lontano da San Vittore sorge il castello di Pierosara. La leggenda narra che un ricco feudatario di fosse perdutamente innamorato di Sara, una ragazza di Castelpetroso, promessa sposa di Piero un suo concittadino. Il signorotto decise allora di rapirla, gli abitanti del paese tentarono di difenderla ma inutilmente, i soldati uccisero la fanciulla e il suo amato Piero. E proprio in onore dei due giovani innamorati che il borgo cambiò nome, da Castelpetroso a Pierosara.

Pierosara.....romantico.......
  
Torre di Pierosara








  Parco Naturale Gola della Rossa



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1 commento:

Anonimo ha detto...

bellissimo!!!!!
bacio...Marianna :-***

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