domenica 27 novembre 2011

DALMAZIA, isole, mare e sole (Dalmatia, islands, sea and sun)

Korcula - Bastioni del porto

   
  
DALMAZIA - SEIMILA CHILOMETRI DI MARE E DI SOLE

  
Il traghetto rallentò, puntando verso i bastioni del porticciolo che si apriva davanti a noi. La città emerse come una gemma dalle trasparenti acque azzurre: il castello, le chiese, tutto l'agglomerato di nobili edifici risplendeva sotto il sole; una pioggia violacea di buganvillee chiazzava le mura dorate da mille anni di luce; il verde riposante di un bosco ammantava le colline dietro l'abitato. Il mio amore, seduta sul sedile fianco a me, mormorò stupita: “È la prima volta che vedo un posto più bello di come lo descrivono i pieghevoli turistici.”

Il posto cui si riferiva era la cittadina di Korčula o Curzola, nell'isoletta omonima della Croazia.
Ma in seguito, durante il mio viaggio, quella frase la risentii più volte, perché si applicava a decine e decine di altri luoghi della stupenda costa dalmata.
  
Korčula (Curzola) - Torre Zakerjan

   
ENTRO NEL MEDIO EVO


In un certo senso, di coste dalmate ce ne sono due. La prima è quella di oggi, la costa moderna che vedevo, toccavo e filmavo con la mia cinepresa. È una fascia profonda 20 chilometri, lunga 1000 e disseminata, si dice, di mille città e di mille fantastiche isole che con i loro contorni fanno salire lo sviluppo totale della costa a qualcosa come 6000 chilometri. Essa ha un numero infinito di insenature e di spiagge solitarie, di fantastiche grotte e cascate e laghi e tumultuosi corsi d'acqua, e una miriade di nuovi alberghi.

L'altra è la costa di ieri, un magico tappeto tessuto in centinaia e centinaia di anni e i cui fili rappresentano ciascuno l'apporto di un popolo diverso: illiri, greci, romani, turchi, italiani, francesi, veneziani, inglesi, ungheresi, austriaci e slavi, che un tempo combatterono e costruirono in questa terra.
  
Spalato - Palazzo romano di Diocleziano
   


Split, nota anche con il nome romanico di Spalato, deve la sua esistenza all'imperatore romano Diocleziano, che nacque da queste parti e che quando abdicò si ritirò nel grandioso palazzo-fortezza da lui fatta costruire dove ora sorge la città. Parecchi secoli dopo fra le mura abbandonate della fortezza vennero a rifugiarsi i profughi delle invasioni barbariche. Quando furono tanto numerosi da non riuscir piú a trovare posto nel palazzo, che in gran parte è ancora in piedi, fondarono la città, che oggi è il centro più popoloso di tutta la costa.
  
Dubrovnik/Ragusa
   


Entrando in Dubrovnik per la grande porta di Pile si entra nel Medioevo: dentro le mura è una città portuale fortificata intatta, un museo vivente i cui fieri abitanti non permettono che si sposti nemmeno una delle antiche pietre o che un'insegna al neon o un manifesto di cattivo gusto deturpino l'insieme. Per quasi cinque secoli Dubrovnik riuscì a restare una piccola repubblica indipendente con un ordinamento assai progredito. Anticipò di molto quasi tutto il resto d'Europa in materia di servizi sociali - ospizi per la vecchiaia, orfanotrofi, enti per la salute pubblica - e soppresse il commercio degli schiavi quattro secoli prima che lo si se in qualsiasi altro posto in Europa.
  
Senj
   

Ogni città, ogni paese, grande o piccolo, ha un passato affascinante e ricco di avvenimenti.
Prendiamo per esempio la cittadina di Senj. Oggi si stenta a credere che per quasi un secolo, fino al 1617, Senj terrorizzò tutto l'Adriatico. Qui si annidava una feroce banda di pirati la cui audacia li portava ad attaccare perfino la potente Venezia. Gli abitanti di Senj nutrivano un odio particolare verso i turchi e quando riuscivano a catturarne uno, per essere certi che non perdesse il turbante glielo assicuravano alla testa... con un grosso chiodo.


ALLE ISOLE

Nella parte settentrionale, vicino a Senj, ci sono numerose isole, mentre sono scarse le spiagge di sabbia. (Per qualche strana ragione, che i geologi potrebbero forse spiegare, lungo questa costa esiste un singolare equilibrio tra isole e spiagge di sabbia: dove la natura è prodiga di isole è avara di sabbia e viceversa.).
Quante sono le isole? Siccome ognuno mi dava una risposta diversa, mi rivolsi a uno che pensavo avrebbe dovuto saperlo bene, un uomo di mare che aveva passato quasi tutta la vita sulle navi che facevano servizio tra le isole. “Dipende da quello che si intende per isola, no?”... mi rispose.
“Dunque: ce ne sono 725 che hanno un nome e 66 di queste sono abitate. Se si vuole se ne possono aggiungere altre 508 tra rocce, scogli e banchi che affiorano dall'acqua. Così si arriva a un totale di 1233. Le basta?”.
  
Grotta Azzurra di Vis - Bisevo
   


Le isole sono diversissime fra loro.
Al largo della costa c'è Bisevo, dove si trova una grotta azzurra che si, dice stia alla pari con quella più famosa di Capri. Anche Kolocep ha una grotta azzurra, e inoltre essa vanta - come un'altra mezza dozzina di isole del Mediterraneo - di essere l'isola dove Calipso trattenne Ulisse per sette anni.

La fortezza - Hvar / Lesina 
   


Un' altra isola, Hvar o Lesina, è tanto bella che gli antichi la consideravano una delle Isole dei Beati, giudizio oggi condiviso da molti turisti.
  
Lumbarda
  


Fra i ricordi del mio viaggio dalmata il più prezioso è quello di un pomeriggio all'isola di Korčula, o Curzola, che trascorsi percorrendo in macchina le strade sonnolente che si snodano fra oliveti e muri coperti di buganvillee, lungo piccole baie azzurre fino al paesino di Lumbarda. Qui andai a trovare Ivan Jurjevic (nato nel 1920), un semplice contadino e pescatore che è però anche pittore, e di un certo successo.
Ci mettemmo a sedere all'ombra di un rampicante in fiore. Poi lui andò a prendere una brocca di pastoso e robusto vino fatto con la sua uva, delle mandorle salate prodotte dai suoi alberi, dei pesciolini pescati da lui e insaporiti con il succo dei suoi limoni e un meraviglioso pane croccante ancora caldo, cotto nel suo forno. Quell'ozioso pomeriggio immerso nel sole fu per me il simbolo di Korčula, anzi dell'intera Dalmazia in quanto ha di più prezioso e di genuinamente naturale.
  
Korčula

     



SABBIE E ROCCE STRANE

Il tratto meridionale della costa dalmata abbonda di lunghe spiagge dalla sabbia bianca, rosa o grigia.
“Se lei soffre di reumatismi”... mi assicurò un uomo di Ulcinj, una località turistica costiera del Montenegro ...”basta che si seppellisca in quella sabbia grigia e si sentirà subito meglio.”...E aggiunse che c'era anche una spiaggia dalla quale potevano trarre giovamento le donne sterili.

Ulcinj
  


A sud di Ulcinj c'è poi una spiaggia che si estende ininterrotta per 12 chilometri e mezzo: è la più lunga della Dalmazia.
Il litorale è tutto delimitato da montagne di rocce calcaree. Viste dalla costa appaiono tetre, brulle e inospitali, ma il versante interno cela un paesaggio fiabesco, perché la corrosione operata nel corso di milioni di anni sulle rocce calcaree dalle acque sotterranee ha generato forme di singolare bellezza.

Nella zona carsica ci sono circa 45.000 fra caverne e grotte..., e sono state esplorate soltanto per un decimo.
Le più importanti sono le grandiose grotte di Postumia in Slovenia: 30 chilometri di gallerie già esplorate e altre ancora da scoprire.
  
Grotte di Postumia in Slovenia

   



Il "vangelo secondo le agenzie di viaggi".

I turisti che ormai affluiscono numerosi in Slovenia, Croazia e Montenegro per ammirarne le intatte bellezze, sono accolti e trattati con molta cortesia.
Già Tito cominciò con l'aprire la fascia costiera ai turisti motorizzati. Nel 1960 gli iugoslavi diedero il via alla costruzione di una strada litoranea, La Jadranska Magistrala (Strada Maestra dell'Adriatico - è una strada che costeggia buona parte della costa orientale del Mar Adriatico, appartenente alla Strada Europea E65. La strada si estende per la maggior parte in Croazia - dove è classificata D8 - e passa per pochi chilometri anche attraverso Bosnia-Erzegovina e Montenegro) è uno dei grandi percorsi panoramici d'Europa: alcuni tratti sono stati scavati in alte pareti rocciose che scendono a picco nelle acque scintillanti del mare e grandi ponti attraversano ampie valli, fiumi ed estuari.
In un secondo tempo venne approvato un intenso programma di edilizia alberghiera che forse non trova riscontro in nessun'altra regione. In un altro Paese del Mediterraneo ho visto cominciare un albergo di 400 stanze che oggi, a distanza di tre anni, non è ancora finito. I dalmati, un albergo simile lo costruiscono in otto mesi e, a giudicare da quanto è stato fatto finora, sarà senz'altro confortevole, elegante, ben disposto e ben arredato.
  
Sveti Stefan - Montenegro
    

Inoltre in confronto con la maggior parte dei Paesi europei e americani, i prezzi in Dalmazia sono molto bassi. Perfino nell'elegante albergo di prima categoria di Sveti Stefan, sulla costa del Montenegro, dove si pensa possa risiedere solo un riccone, si spende invece poco, alla portata di tutti i plebei come me.
Per un occidentale è un'occasione favolosa, perché Sveti Stefan è un posto unico: è un'isoletta collegata alla terraferma da una sottile lingua di sabbia rosata e coperta da un grappolo di casette che per secoli sono state abitate da pescatori. L'aspetto esteriore è intatto, ma all'interno le casette sono state trasformate in uno dei più begli alberghi della costa.
Lo sviluppo turistico ha subito un impulso davvero notevole.
Lo sforzo del Montenegro per incrementare il turismo ha superato le più rosee previsioni.
“Cinquanta anni fa” mi ha detto un anziano del posto “avevamo più agenti della polizia segreta che turisti.”

Oggi in Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina e Montenegro, il turismo costituisce di gran lunga la loro più grande fonte di valuta estera.
Molti di questi turisti sono italiani; alcuni dei quali passano il confine per un solo giorno per fare acquisti a prezzi vantaggiosi, soprattutto di carne e benzina.
I turisti americani sono relativamente pochi, mentre i tedeschi superano quelli di tutti gli altri Paesi.

Alcuni indigeni cominciano a domandarsi se il boom turistico non stia prendendo loro la mano.
Un giovane architetto ha espresso i suoi dubbi:
“C'è il pericolo che commercializzando e costruendo troppo o costruendo le cose sbagliate nel posto sbagliato finiamo per distruggere proprio le bellezze che attirano i turisti.”
  
Drasnice
  
Da quanto ho potuto vedere, tutti i Paesi della costa dalmata hanno affrontato questo problema con più saggezza dell'Europa Occidentale. In molti posti è stata adottata la soluzione di conservare intatti i centri storici costruendo gli alberghi moderni a qualche chilometro, in modo da non creare un contrasto troppo forte. Ammirevole, per esempio, è stato il grazioso paesino di Drasnice in Croazia, che ha coraggiosamente deciso di non permettere la costruzione di nessun nuovo albergo, offrendo invece belle stanze pulite e rimodernate nelle case dei pescatori. Uno di questi mi ha spiegato come mai lui e gli altri siano giunti a questa eccezionale decisione:

“Vede, ci sono volute centinaia e centinaia di anni perché Drasnice diventasse quella che è. A noi piace così e vogliamo che ci vengano quei turisti che l'apprezzano così com'è. E ne arrivano più di quanti ne possiamo ospitare. Non sarebbe giusto, le pare, rovinare il nostro paese per un po' di soldi in più.”

Mi auguro che non cambino mai idea, ma non ci credo.

VEDI ANCHE . . .

 Korčula (Curzola) - Croazia  

3 commenti:

Marianna S. ha detto...

posti meravigliosi...

xena58 ha detto...

Posti a dir poco eccezionali...e che belle foto!!!!!!! grazie

Isola Di Korcula ha detto...

THANKS FOR THE LOVELY COMMENTS! I AM GLAD YOU LIKE THE POST ASWELL! MORE TO COME!