sabato 10 dicembre 2011

10 - FOGOLÂR FURLAN - La nape (La cappa fumaria)


Fogolâr a Rosa di San Vito al Tagliamento

   
LA NAPE
  
Generalmente, se il focolare era situato nel vano apposito, le tre falde del tetto della piccola costruzione costituivano la cappa. Il camino rimaneva pertanto addossato al muro perimetrale della casa. 
Sopra l'apertura di comunicazione con la cucina, in corrispondenza dell'architrave, correva una mensola, dove si sistemavano le suppellettili occorrenti: il pestasale (pestesàl), la coppa del sale (salarín), il portapepe (pevarîn), il macinino del caffè (masanín), il lumino ad olio (lumin), i candelieri (cjandelîrs) e piccoli recipienti di terracotta (creps). 
Altre volte però, al fine di non avere tutta la parte alta annerita dal fumo, veniva costruita la cappa. La sua presenza era comune dove il fogolâr trovava posto nella cucina.

Le cappe erano spesso un capolavoro di abilità e di buon gusto, specialmente quando avevano una forma a campana. La sagoma tozza trovava un equilibrio architettonico nello sviluppo orizzontale di una mensoletta di legno che correva alla base della cappa. Su questa mensoletta si ponevano, come nel caso precedentemente descritto, le piccole suppellettili. 
L'aspetto della cappa poteva esser ancora di più ingentilito da una balza pieghettata (ora nei locali tipici tale balza è impreziosita con disegni decorativi o con proverbi friulani eseguiti a ricamo).

Nelle costruzioni rustiche di montagna volutamente non si costruiva la cappa, perché essa limitava una funzione essenziale di conservazione dei cibi: l'affumicatura. Infatti tale operazione richiedeva un certo spazio, dato che sopra il focolare - a ridosso dei soffitto - doveva trovare posto la secjarole, cioè il graticcio di legno sul quale venivano sistemati i salami, le bistecce di maiale, il lardo, la ricotta. 
Il processo di affumicazione dava un duplice vantaggio: di conservare a lungo i cibi (in mancanza di frigoriferi!) e di dare un particolare gusto a tali cibi.

La ricerca di alimenti con un simile sapore rappresenta forse inavvertitamente per tanti di noi un desiderio di ritorno alle origini.



VEDI ANCHE . . .

1 - IL FOGOLAR FURLAN - Il focolare friulano

2 - IL FOGOLAR FURLAN - La cjase dal fun (La casa del fumo)

3 - IL FOGOLAR FURLAN - Il larin (Il piano rialzato)

4 - IL FOGOLAR FURLAN - Il cjadenàz (La catena del focolare)

5 - IL FOGOLAR FURLAN - Il cjavedàl (alare del focolare)

6 - IL FOGOLAR FURLAN - Tipi di cjavedàl (alari del caminetto)

7 - IL FOGOLAR FURLAN - Confessioni di un ottuagenario (Ippolito Nievo)

8 - IL FOGOLAR FURLAN - Accessori del cjavedàl (alare del caminetto)

9 - IL FOGOLAR FURLAN - Arredi del fogolar (focolare)

10 - IL FOGOLAR FURLAN - La nape (cappa fumaria)

11 - IL FOGOLAR FURLAN - Recipienti per cucinare

12 - IL FOGOLAR FURLAN - Il nadalìn (ceppo natalizio)

2 commenti:

xena58 ha detto...

stupendo post..

Marianna S. ha detto...

mamma mia quella polenta fatta nello "stignat de ram"....da noi si chiama così il paiolo di rame