sabato 10 dicembre 2011

6 - FOGOLÂR FURLAN - Tipi di cjavedàl (alare del caminetto)


Fogolâr  a Torreano di Cividale

  
TIPI DI CJAVEDÀL
  
Se il cjavedàl non ha in italiano un nome corrispondente secondo l'origine etimologica, ciò è dovuto al fatto che l'oggetto è tipico del Friuli. Visitando i Musei itaiani d'arti e tradizioni popolari o scorrendo pubblicazioni di carattere etnografico, scopriamo sì alcuni esemplari di alari doppi, ma ci accorgiamo anche che si tratta di esemplari unici nelle raccolte e che si trovano solitamente (e significativamente) nelle zone più vicine al Friuli.

L'oggetto viene indicato in italiano col nome di “alare doppio”, perché in effetti il tipo più comune conosciuto in Italia e diffuso sporadicamente anche in Friuli (specie ai margini) è l'alare con un unico ritto, munito di cestello. Quest'ultimo tipo è conosciuto con il nome dialettale di bràndol (o una variante) in tutta l'Italia Settentrionale.

II tipo classico friulano è quello costituito dai due collegamenti orizzontali e di due montanti che recano ciascuno un cestello ed un braccio girevole (o ala). Tale elemento ha il compito di sostenere - per mezzo di una breve catena terminante con un gancio - i pentolini durante la cottura del cibo. Negli esemplari più grandi anche le ali possono recare all'estremità un cestello (la citàrie), rendendo l'arnese - assieme al fastigio - più maestoso.

Vi è da tener presente che in alcuni casi i montanti verticali erano dotati di due grossi anelli pendenti (solitamente lavorati a tortiglione) per facilitare lo spostamento dell'alare.

Un altro tipo molto diffuso era costituito dai due piedritti, come il solito muniti di citàrie e di braccio girevole, e da una sola barra, quella basale. Ciò per usare più agevolmente il cjadenàz, cioè la catena pendente dalla cappa e destinata - come si sa - a reggere i recipienti più grandi.

Un quarto tipo era costituito dalla barra basale e dai due pie-dritti, ma con le ali fisse.

Se questi erano i tipi principali, moltissime erano le varianti, dovute all'estro del fabbro-artista o alla richiesta del committente, il quale era più o meno esigente a seconda delle sue possibilità economiche.

Certamente la ricchezza decorativa e la presenza di elementi accessori del cjavedàl (ganci, pomelli, anelli, supporti vari) davano la misura delle condizioni finanziarie della famiglia.



VEDI ANCHE . . .

1 - IL FOGOLAR FURLAN - Il focolare friulano

2 - IL FOGOLAR FURLAN - La cjase dal fun (La casa del fumo)

3 - IL FOGOLAR FURLAN - Il larin (Il piano rialzato)

4 - IL FOGOLAR FURLAN - Il cjadenàz (La catena del focolare)

5 - IL FOGOLAR FURLAN - Il cjavedàl (alare del focolare)

6 - IL FOGOLAR FURLAN - Tipi di cjavedàl (alari del caminetto)

7 - IL FOGOLAR FURLAN - Confessioni di un ottuagenario (Ippolito Nievo)

8 - IL FOGOLAR FURLAN - Accessori del cjavedàl (alare del caminetto)

9 - IL FOGOLAR FURLAN - Arredi del fogolar (focolare)

10 - IL FOGOLAR FURLAN - La nape (cappa fumaria)

11 - IL FOGOLAR FURLAN - Recipienti per cucinare

12 - IL FOGOLAR FURLAN - Il nadalìn (ceppo natalizio)

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