venerdì 9 dicembre 2011

DONATO BRAMANTE, tra Milano e Roma


Santa Maria di San Satiro
Milano (Spaccato)


Donato Bramante (1444­ 1514) nasce a Monte Asdrualdo, nei dintorni di Urbino, e passa la gioventù alla corte di Federico da Montefeltro, dove conosce Luciano Laurana e Piero della Francesca. Recatosi a Milano trentenne, dipinge occasionalmente ed architetta con grande attività. Egli fa dipendere la scelta degli accessori dall'organismo costruttivo, concepito con semplice e coerente grandezza. In luogo delle colonne isolate, si serve dei gruppi di pilastri, e cerca gli effetti gagliardi con la purezza delle forme. Le linee si sviluppano piane e trascurano gli ornamenti lombardi con un ritmo di proporzioni ed una forza di membrature che riflettono i più spontanei modi del classicismo romano.
In Santa Maria di San Satiro a Milano, Bramante - adattando la chiesa alla vecchia cappella della Pietà - si fa valere nella finta prospettiva del coro e nella sagrestia ottagona.
La facciata del Duomo d'Abbiategrasso ha un enorme protiro, con l'arcone sostenuto da due binati soprapposti di colonne, che può ricordare il Sant'Andrea di Mantova, e che l'autore ripete, con piú slanciato accordo di curve, nel portico della Canonica di Sant'Ambrogio in Milano, il quale conserva quattro colonne con la scorza simulata dei tronchi d'albero.
In Santa Maria delle Grazie l'interno della crociera, con le larghe nicchie ed il tranquillo giro degli archi, richiama lo spirito di Bramante, come il chiostrino del Capitolo nella Certosa e la chiesa ottagona di Santa Maria di Canepanova in Pavia.


Quando Lodovico il Moro abbandona Milano, l'architetto parte per Roma, e vi è celebre qualche anno avanti l'assunzione al pontificato di Giulio II.


Tempietto - San Pietro in Montorio - Roma


Il suo stile, prima di dedicarsi alla monumentalità, mostra dell'irresoluzione nel chiostro di Santa Maria della Pace, mentre nel Tempietto di San Pietro in Montorio l'interprete dei classici costruisce un edifizio monoptero, con la cupola su tamburo e la balaustrata a coronamento del giro di colonne doriche.
Questa esercitazione archeologica non può avere imitatori, ma l'imponente abside del Cortile della Pigna in Vaticano e la pensata riduzione del San Pietro a croce greca sono opere che bastano alla gloria.


Pianta di San Pietro in Vaticano - Roma



Nello stabilire i piani del primo tempio della cristianità, Bramante utilizza le spinte laterali e moltiplica i gruppi di sostegni assai leggeri per seguire con gli accorgimenti statici dei costruttori del San Vitale di Ravenna l'idea informatrice del romano San Lorenzo di Milano, e per cingere il vasto quadrato del centro con l'alta cupola. La fabbrica colossale, che doveva ospitare la montagna di marmi immaginata da Michelangelo per la tomba di Giulio II, non fu proseguita, ma la sua potente concezione fu intesa da Raffaello nella Scuola d'Atene.


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