lunedì 12 dicembre 2011

FILIPPO BRUNELLESCHI, l'architetto di FIRENZE (The architect of Florence)


Veduta di Firenze - Santa Maria del Fiore
   

Filippo Brunelleschi (Firenze 1377 - Firenze 1446), il primo architetto toscano del Rinascimento, è anche orafo, gioielliere, meccanico e scultore. Divenuto amico di Donatello - che ha nove anni meno di lui -, va a Roma, e "desideroso d'onore", si applica allo studio dell'antico.
Al grande rivoluzionario, ritornato in Firenze, sua patria, tocca di voltare con procedimenti gotici la cupola di Santa Maria del Fiore, di cui è costruito il tamburo ottagono fino agli oculi.
   
Cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze
Ha otto vele triangolari, poggianti su costoloni di marmo
  


La basilica, di grandiose proporzioni, progettata da Arnolfo di Cambio (1296), era rimasta interrotta al tamburo per difficoltà tecniche connesse all'equilibrio della costruzione.
Nessuna maestranza infatti era in grado di costruire impalcature sufficientemente alte e complesse.
Brunelleschi risolse brillantemente il problema ideando una cupola che fosse in grado di autosostenersi nel corso della costruzione, ispirata alla forma delle calotte romane.
Il poderoso problema viene risolto dalla sicura audacia del maestro che, con una mole di m. 42,40 di diametro, arriva a m. 90 d'altezza.
La lenta e gloriosa fatica, nella quale convergono tutte le ricerche anteriori dell'ingegneria, si compie senza l'aiuto di armature, fino alla lanterna - il lanternino è posto in opera da Giuliano da Maiano dopo la morte dell'autore -..., percorsa da costoloni ed eretta con materiale leggero, essa riposa su pennacchi sostenuti da alti pilastri, ed è rinfiancata dalle cappelle laterali.
  
Ospedale degli Innocenti a Firenze
   


Nello "Ospedale degli Innocenti" (iniziato nel 1419) il Brunelleschi dà prova di straordinaria semplicità: sugli archi a pieno centro, che chiudono un medaglione in ogni pennacchio, si stendono due fasce, e nel 1436 si ha il primo esempio di finestre con frontone.
  
Sagrestia di San Lorenzo a Firenze
  
Lo stile della Rinascita si manifesta con larghezza più progredita nella "Sagrestia di San Lorenzo" (1442-46), dai pilastri scanalati con elegante trabeazione, i quali svolgono gli archi a tutto sesto e misurano i larghi spazi quadrati.

La Cappella dei Pazzi a Firenze
  


"La Cappella dei Pazzi" in Santa Croce (1443-46), geometrica e signorile nelle combinazioni lineari, immuni dai complessi giochi del chiaroscuro, ha la cupola a raggi, ed il vivace arco del prospetto innalza sulla volta a botte del portico ad architrave una seconda volta a bacino.
  
Chiesa di San Lorenzo a Firenze
   


I risultati più felici dell'arte brunelleschiana si riconoscono nel "San Lorenzo" (1442-46) e nel "Santo Spirito" (iniziato nel 1444): l'uno finito dal suo discepolo Manetti, e l'altro ricostruito dopo un incendio.
  
Chiesa di Santo Spirito a Firenze
   


Il tipo basilicale, con il soffitto piano ed i colonnati divisori, è ripreso, e sopra i capitelli si conserva un pittoresco frammento di trabeazione, che innalza ed aggrazia il fusto cilindrico dei sostegni.
Nel "Santo Spirito", luminoso vaso cinto di colonne, gli effetti prospettici sono inarrivabili, e la mancanza di ornamenti conferisce grandezza alla concezione.
  
Corpo centrale del Palazzo Pitti a Firenze
  


Il corpo centrale - che comprende sette finestre - del "Palazzo Pitti" (1440 e seguenti), severo come un forte, non si può confrontare con il "Palazzo di Parte Guelfa", dove i pilastri scanalati, i capitelli corinzi e gli armonici sviluppi degli architravi e delle cornici promettono uno schema costruttivo che, purtroppo, non a fortuna.
II Brunelleschi è un innamorato del suo bel San Giovanni, ed il suo classicismo sembra non sappia staccarsi da Firenze..., l'ordine che egli predilige è il corinzio, ed i capitelli ionici non li usa che in qualche balaustrata.
Quanto ai motivi delle cornici (ovoli e dentelli), non varia molto, e certi particolari della decadenza imperiale, che non si scoprono nella piccola basilica dei Ss. Apostoli, sono sempre tolti dal Battistero.
  
Crocifisso della Cappella Gondi a Firenze
  
Filippo Brunelleschi, grandissimo nell'architettura, sperimenta la versatilità del suo ingegno in un "Crocifisso" di legno dipinto (1420 - Firenze, Cappella Gondi in Santa Maria Novella), che nella secchezza anatomica delle forme e nell'affranta inerzia del corpo, con il capo chino ed i capelli lunghi, continua l'iconografia trecentesca.
  
Sacrificio di Isacco - Museo Bargello a Frenze 
  
Il saggio per il percorso della seconda porta del Battistero di Firenze (formella bronzea del "Sacrificio di Isacco", 1401-1402, si conserva nel Museo del Bargello).
Uno strano impeto scuote le persone: Abramo si scaglia addosso al figliolo per sgozzarlo, e l'angelo ferma a fatica il coltello del sacrificatore.
Gli accessori sono di un realismo sgradevole, dall'ariete che si gratta l'orecchio con una zampa posteriore all'asino assetato, che bilancia la composizione fra i due servi: l'uno intento a levarsi una spina (probabile reminescenza del Cavaspino antico) e l'altro nell'attitudine di pulirsi con lo strigile.
  
Battistero di San Giovanni a Firenze


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2 commenti:

lisanna ha detto...

non puoi neanche immaginare quanti libri ho letto su di lui... per motivi di studio ; )

Marianna S. ha detto...

mamma mia che meraviglia!!!