sabato 10 dicembre 2011

5 - FOGOLÂR FURLAN - Il cjavedàl (alare del focolare)


Fogolâr  a Montereale Valcellina
  
IL CJAVEDÀL
   
In italiano non c'è un nome specifico per indicare questo tipico arnese friulano: “alare doppio” è il nome generico. Se volessimo trovare il corrispondente nome badando all'etimologia della parola di origine latina, dovremmo dire “capitale”.

E veramente il cjavedàl costituiva un capitale per la famiglia friulana. Siccome rappresenta il simbolo, il “biglietto da visita” della famiglia, doveva essere l'oggetto più curato, quasi più prezioso della casa, come per la sposa era la cassa nuziale, l'arcje.

Infatti il materiale di per se stesso era nei tempi passati pregiato; la lunga lavorazione lo rendeva poi ancor più prezioso. Il cjavedàl costituiva - per i virtuosismi tecnici - il vanto, il massimo raggiungimento dei fabbri “a fino”.

Nella sua classica forma era composto essenzialmente da quattro barre, sì da assumere una forma rettangolare con la base di circa un metro e venti centimetri e l'altezza (distanza fra le due barre orizzontali) di circa un metro. Allorchè era completato, aveva l'ingombro di un quadrato con i lati che misuravano mediamente centoquaranta centimetri. La barra inferiore stava alta sul larín circa dieci centimetri mediante due coppie di piedi foggiati a volute. Ma l'abilità dell'artigiano non si rivelava solo in ciò, ma anche nella lavorazione a punzone attenendo un abbellimento con motivi geometrici o decorativi. Anche nei ritti o montanti verticali si notava la perizia dell'artigiano. Infatti nella maggior parte dei casi erano costituiti da quadrelli foggiati a tortiglione.

I ritti terminavano con un cestello (la citàrie), pure pazientemente foggiato a calice: negli esemplari più semplici con lamelle, in quelli più ricchi con sagome di foglie o addirittura con motivi antropomorfi! Alla citarie si appendevano gli accessori del cjavedàl o della cucina o il lumino ad olio (il lumin) e trovava posto la ciotola del sale (salarín) o il boccale del vino (bocâl).

Specialmente nel collegamento superiore fra i ritti si esprimeva tutta la fantasia e l'abilità tecnica dell'artigiano. Tale collegamento era costituito talvolta da un quadrello variamente sagomato, talaltra dalla barra arricchita superiormente da un motivo decorativo a volute che culminava al centro con una croce, con una banderuola, con le iniziali della famiglia o con lo stemma stilizzato della famiglia. 

2 commenti:

Marianna S. ha detto...

anche questo è bellissimo

Anonimo ha detto...

infonde un senso di caldi affetti familiari.Molto bello. Rosalba