giovedì 1 dicembre 2011

GIAN LORENZO BERNINI - Vita e opere romane (Life and roman work)

Bernini - Autoritratto malinconico
  
Gian Lorenzo Bernini (Napoli 1598 - 1680) attraversa con la sua lunga e poliedrica attività (fu infatti scultore, architetto, scenografo, pittore ecc.) l'intero secolo. Amato dai pontefici (ne serve otto), richiesto da sovrani (Luigi XIV), realizzò pienamente le aspirazioni e gli ideali del barocco.
  
Apollo e Dafne - Bernini
  
I suoi esordi sono nel campo della scultura e rivelano la sua formazione prevalentemente classicheggiante ("Apollo e Dafne" e "David" nella Galleria Borghese, Roma).
  
David - Bernini
  
Caratteri del barocco berniniano sono il virtuosismo tecnico e la ricchezza dei materiali (bronzo, marmo, stucco bianco e dorato).
La scultura è caratterizzata da linee mosse, curve ed aperte, dalle masse colte in poderosi slanci dinamici o in complesse torsioni. Particolarmente importante e spettacolare è l'uso della luce, come appare dagli artifici luministici della "Cattedra di San Pietro".
   
Estasi di Santa Teresa - Bernini
  
Testo principe del virtuosismo berniniano è l'Estasi di Santa Teresa (Roma, S. Maria della Vittoria), cui il corpo della santa, folgorata dall'angelo e dalla luce che piove dall'alto, non è più riconoscibile sotto l'incredibile rigoglio del panneggio, fantasioso e gonfio, come la nuvola su cui è distesa. Qui non solo il gruppo scultoreo è del Bernini, ma anche la progettazione l'intera cappella, la cui architettura finge uno spazio teatrale che si apre come un boccascena: lateralmente i membri della famiglia Corsaro, committenti dell'opera, si affacciano proprio come da un palco di teatro per assistere all'evento.
Tali soluzioni sono comuni all'architettura.

Colonnato Piazza San Pietro - Roma
   


Con i suoi interventi architettonici Bernini ha contribuito a dare nuovo volto alla città di Roma: davanti alla basilica di San Pietro ha spalancato una delle più grandiose piazze della cristianità, opera titanica delimitata dal colonnato (1656-67) costituito da un quadruplice ordine di colonne (che assommano al numero di 284) e coronato in alto da 140 statue. Si risolve così in modo dinamico il complesso rapporto tra lo spazio vuoto della piazza, la massiccia facciata della basilica ed il respiro superiore della cupola.

Obelisco del circo di Nerone
  
L'effetto spettacoloso trovò più tardi suoni e luci nelle grandi fontane del Maderna, e un contrasto pittorico nell'obelisco del circo di Nerone.
  
Baldacchino - Bernini
  
Il Baldacchino (1633) costruito con il bronzo che gravava sul pronao del Pantheon, minacciandone la resistenza, è proporzionato alla vastità della cupola. Su quattro colonne torte, con i cavi della spirale adorni di rami d'alloro (derivano dalla "vitinea Santa, colonna spirale, a fregi di vite, del IV secolo), si ferma in una corona l'intelaiatura del manoso tessuto, che ricade nei drappelloni. Le colonne sostituiscono le aste dei baldacchini portatili, e sopra gli angoli sporgenti della cornice stanno quattro angeli. All'ambiente creato dal baldacchino occorreva qualche grandiosa risonanza, e però si scavarono nei quattro piloni d'imposta della cupola le nicchie berniniano, dove si agitano quattro statue alte cinque metri.
  
Palazzo di Montecitorio - Roma
    


Scala regia del Vaticano - Bernini
  
Sant'Andrea al Quirinale
  
Assunta d'Ariccia - Bernini
  
Il Palazzo di Montecitorio è una mole monotona, quantunque il Bernini abbia proposto la linea convessa e lievemente poligonale della facciata (1650)..., ma la fantasia mobilissima, che gode della finzione scenografica, dei tratti scattanti e del colore, si riammira nella Scala regia del vaticano (1656-67), nell'ellittico Sant'Andrea al Quirinale (1658), con il perimetro stretto da enormi volute, che l'aspro Milizia chiamava "a contra senso"..., nella rotonda Assunta d'Ariccia (1664) e nella pianta greca del San Tommaso di Castel Gandolfo.
  
San Tommaso di Castel Gandolfo
  
Tra le principali realizzazioni ricordo ancora il celebre gruppo della fontana dei Fiumi (1657) in piazza Navona.
L'acqua, elemento mobile per eccellenza, ha una parte di primo piano nell'arte barocca delle fontane: solo quando lo zampillo sprizza dalla conchiglia del tritone, animando l'opera non solo in senso visivo ma anche uditivo, la fontana del Bernini appare finalmente "compiuta".
  



   
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