lunedì 24 dicembre 2012

IL COLOSSEO o ANFITEATRO FLAVIO (The Colosseum) - Roma




   
COLOSSEO o ANFITEATRO FLAVIO

Il Colosseo (denominazione medievale dell'anfiteatro) è il più famoso monumento della romanità, considerato il simbolo stesso dell'eternità di Roma. Fu iniziato da Vespasiano verso il 72 d. C. e portato a termine da Tito Flavio nell'8o. Era destinato a pubblici spettacoli e soprattutto ai combattimenti di gladiatori e di belve, durati fino al VI secolo. 
La tradizione che lo vuole luogo di martirio di numerosi cristiani, pare destituita di fondamento. 
Gravemente danneggiato dai terremoti, fu trasformato in fortezza nel medioevo e divenne cava di pietrame nel periodo del Rinascimento.
Le spoliazioni cessarono nel '700 per iniziativa di Benedetto XIV, e dopo di lui vari papi provvidero a lavori di riparazione e di sostegno.
   


   
Il grandioso monumento è realizzato in tufo, calcestruzzo e marmo, ha la forma di un'ellisse, con l'asse maggiore di 188 metri, l'asse minore di 156 metri e la circonferenza di 527 metri. L'esterno, che appare quasi intatto nel lato nord-est, è alto 57 metri...,  presenta tre ordini di arcate su pilastri riquadrate da mezze colonne e un quarto piano con rare finestre, decorato di lesene e di mensole (a sostegno dei pali che infilati in appositi anelli della cornice di coronamento sostenevano il velario). Quattro ingressi principali immettevano direttamente nell'arena..., per oltre 80 arcate numerate si accedeva alle gradinate della cavea.
  


    
L'interno poteva contenere circa 50 mila spettatori. L'arena, ove avevano luogo gli spettacoli, misurava 76 X 46 metri. Le girava attorno una terrazza o 'podio', occupato dal palco imperiale e dai seggi dei senatori, pontefici, magistrati e vestali. 
La 'cavea' era divisa in tre ordini di gradinate..., il superiore al popolo, che trovava posto anche nella soprastante terrazza. Sotto l'arena gli scavi hanno messo in luce corridoi, celle e passaggi che servivano all'organizzazione degli spettacoli. Moderne scale conducono alle gallerie superiori.
  








   

        

PIAZZA NAVONA - Roma

Piazza Navona - Fontana del Moro



   
Piazza Navona, una delle più belle piazze del mondo, dà al visitatore l’opportunità di cogliere la continuità urbanistica di duemila anni di storia romana. La piazza è una spettacolare composizione barocca e poggia sui resti di un antico stadio romano. Oggi dà ospitalità a coloro che vi accorrono per un momento di riposo, due chiacchiere, un aperitivo, un pranzo in uno scenario meraviglioso realizzato dalle mani dell’uomo.
    
Piazza Navona




    
Osservando attentamente gli edifici che formano il perimetro della piazza, ci si accorge che sono fondati sulle gradinate della cavea dello stadio agonale costruito da Domiziano nell’86 per ospitare i giochi atletici greci, che si svolgevano in totale nudità, Lo stadio era grandissimo e la sola curva poteva accogliere fino a tremila spettatori.
       
Ricostruzione dello stadio di Domiziano



         
Con il ritorno dei papi dalla cattività avignonese, nel 1377, e la scelta della nuova residenza in Vaticano, iniziò un intenso sviluppo urbano dell’area. Nel 1477, per esempio, papa Sisto IV spostò qui il mercato centrale dalla storica sede del Campidoglio, dove rimase per quasi quattro secoli.
Oggi viene evocato dalle bancarelle tradizionali di Natale che vendono giocattoli e decorazioni natalizie. 
      
Piazza Navona - Roma


   
La Piazza Navona che vediamo oggi risale al 1640 circa, quando papa Innocenzo X, un Pamphilj, scelse di stabilire qui la residenza familiare; nel piano urbanistico erano incluse elaborate fontane e una chiesa. Palazzo Pamphilj, completato nel 1650, e Sant’Agnese in Agone, completata dieci anni dopo, sono opera di Girolamo Rainaldi, del figlio Carlo e di Francesco Borromini.
      
Palazzo Pamphilj e Sant'Agnese




         
Palazzo Pamphilj, oggi sede dell’ambasciata del Brasile, presenta degli affreschi di Pietro da Cortona con le storie di Enea.

La chiesa di Sant’Agnese in Agone fu costruita dove la tredicenne Agnese venne esposta completamente nuda alla gogna dopo che rifiutò le avance del figlio di un ufficiale romano. Secondo l’agiografia della santa, le crebbero miracolosamente i capelli tanto da coprirla completamente. Agnese venne decapitata nel 304 durante le persecuzioni anticristiane dell’imperatore Dioclesiano.

La facciata della chiesa è opera dell’irascibile Borromini, che vi lavorò fino alla rottura con la famiglia nel 1657.
     
Chiesa di Sant'Agnese

       
Le magnifiche fontane barocche della piazza nascondono un’altra storia sulla leggendaria rivalità tra Bernini e Borromini. Quest’ultimo perse la commissione per la Fontana dei Quattro Fiumi perché il più diplomatico e furbo Bernini seppe ingraziarsi Donna Olimpia, cognata del papa. Secondo la leggenda il Bernini costruì una delle statue della fontana col braccio alzato per prevenire l’imminente caduta della chiesa di Sant’Agnese, mentre la statua della santa all’interno della chiesa ha la mano sul cuore per dire “Non cadrò”.
Ma è solo una leggenda. La fontana infatti fu completata nel 1651, anni prima che Borromini terminasse la chiesa.

La Fontana de Moro di Giacomo della Porta prende il nome dal personaggio centrale disegnato da Bernini. Le figure minori sono copie del XIX secolo.
  
Piazza Navona - La Fontana del Moro


   

venerdì 21 dicembre 2012

PANTHEON - Roma




    
Il Pantheon sorge in piazza della Rotonda, ornata di una bella fontana cinquecentesca, di Giacomo Della Porta, sormontata da un antico obelisco egizio. È uno dei più augusti monumenti dell'antichità romana e il meglio conservato. Lo fece costruire Marco Vipsanio Agrippa nel 27 a. C., ma fu completamente rifatto nelle forme a noi pervenute al tempo di Adriano.
   
Cannoni di Castel Sant'Angelo - Roma


    
Dedicato al culto cristiano (Santa Maria ad Martyres) nel 609, ebbe solo leggeri restauri..., fu spogliato però dei bronzi che l'ornavano..., gli ultimi vennero asportati da Urbano VIII Barberini ("quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini") per fondere il baldacchino del Bernini in San Pietro e cannoni per Castel Sant'Angelo.
  
Pantheon e fontana in piazza della Rotonda - Roma


    
È costruito tutto in mattoni, con potenti archi di scarico nello spessore (6,20 metri) dei muri, e consta di un grande corpo cilindrico di eguale altezza e larghezza (43,30 metri), coperto da calotta emisferica e preceduto da un pronao..,  questo è sorretto da 16 alte colonne corinzie (12,50 metri) monolitiche di granito rosso e bigio, ed è coronato da un grande frontone triangolare.
   
Interno del Pantheon - Roma


   
L'interno (vi si entra per l'antica porta di bronzo), pur denudato d'ogni ornamento, è di una maestà e armonia impareggiabili.
Tutto intorno si aprono 7 nicchioni o cappelle alternate a edicole. Sopra la trabeazione corre un attico a nicchie, dal quale si innalza la meravigliosa cupola a cassettoni con un occhio al centro (diametro 9 metri), unica apertura da cui penetri la luce. Nell'antichità tutte le pareti erano rivestite di marmi, statue di bronzo popolavano le nicchie e le edicole, ornamenti di bronzo dorato ricoprivano i cassettoni della cupola.
  
Annunciazione - Pantheon a Roma
   
Nella prima nicchia a destra, si può ammirare l'Annunciazione, un affresco attribuito a Melozzo da Forlì (XV secolo). 
Nella  seconda nicchia a destra c'è la tomba di vittorio Emanuele Il (m. 1878), e nella corrispondente, a sinistra, le tombe di Umberto I (m. 1900) e della regina Margherita (m. 1926). 
Sotto la terza edicola a sinistra, che contiene una statua della Madonna, del Lorenzetto, si trova la semplice tomba di Raffaello (m. 1520).
  





     

giovedì 20 dicembre 2012

FARFALLE MONARCA (Monarch Butterflies) - Messico




     
Una volta all’anno le foreste pluviali temperate sui monti del Messico centrale indossano abiti spettacolari, ospitando milioni di farfalle monarca migratrici.

È facile capire perché gli Aztechi, imbattendosi in un mare di ali arancione e nere che ricoprono ogni albero da cima a fondo, credessero che le farfalle monarca fossero la reincarnazione dei guerrieri risplendenti dei loro colori di guerra.

Il ciclo di vita di queste farfalle è altrettanto fantastico, soprattutto per la loro straordinaria attitudine migratoria, un comportamento che non ha eguali nel mondo degli insetti.
  


   
Quando il tempo comincia a migliorare le monarca adulte riprendono il volo verso nord e, nel corso della migrazione, si fermano per deporre le uova sulle asclepiadi, per poi morire.


I bruchi che nascono si nutrono di queste piante velenose di cui sfruttano le tossine per difendersi dai predatori e, crescendo, si trasformano in pupe, per poi emergere come farfalle adulte e proseguire la migrazione.

Sul finire dell’estate la temperatura più bassa e la diversa luminosità del sole innescano un cambio nel comportamento degli adulti, obbligandoli a riprendere il volo, questa volta verso sud.

Il grasso accumulato nell’addome permette alle farfalle di portare a termine il viaggio fino al Messico, coprendo una distanza che può giungere fino a 4.800 chilometri.
  
Farfalle Monarca

    
Gli studiosi si interrogano ancora sulla loro tecnica di volo, dato che ogni individuo completa solo una parte del viaggio durante la sua breve vita.

Le centinaia di milioni di farfalle che creano questo straordinario spettacolo sono i discendenti degli esemplari dell’anno precedente.

Purtroppo oggi le farfalle sono gravemente minacciate dalla perdita del loro habitat . proprio ciò che fa degli alberi farfalla uno degli spettacoli naturali più belli, ovvero la loro concentrazione in una piccola area, li rende particolarmente vulnerabili alle attività illegali dei taglialegna.
  


   
Anche se scorgere la monarca migratrice non è facile, 10.000 visitatori, soprattutto famiglie messicane e gruppi scolastici, si recano al santuario di El Rosario ad Angangueo durante i tre mesi dell’anno in cui le farfalle vi si posano. I boschi si trovano in alto sui boschi ed è preferibile raggiungerli accompagnati da un autista locale.