venerdì 20 gennaio 2012

ARCHITETTURA ITALIANA DEL DOPOGUERRA (Architecture italian post-war)

 Palazzetto dello sport -  Roma 1960 
    
Negli anni cinquanta del secolo scorso, nel campo dell'architettura, si ebbe una reazione contro le tendenze razionalistiche, caratterizzate da un'estrema semplicità e dalla mancanza di qualsiasi ornamento. Diversi architetti si sforzarono di progettare gli edifici non più come accadeva nell'immediato passato, cioè in maniera troppo astratta e teorica, ma tenendo conto dell'ambiente e delle costruzioni preesistenti. Così negli edifici di nuova costruzione cominciarono ad apparire allusioni, citazioni, riferimenti a determinati stili del passato.
  
Cassa di Risparmio a Pistoia
  
Cassa di Risparmio a Pistoia di Giovanni Michelucci 

Opere come la Torre Velasca a Milano o la sede della Cassa di Risparmio a Pistoia di Giovanni Michelucci nascono in un preciso collegamento con la realtà architettonica circostante. Ma è soprattutto nei musei che gli architetti possono, per così dire, colloquiare con il passato. Difatti vari musei, distrutti dalla guerra, vengono ricostruiti e altri, invecchiati, sono rinnovati secondo criteri più moderni, privilegiando non più il pezzo unico, il capolavoro assoluto, ma cercando di ricostruire un determinato ambiente e una determinata civiltà artistica. 
  
Stadio Olimpico - Roma 1960


    
Nel clima ottimistico della ricostruzione vennero prese molte altre iniziative architettoniche, concernenti i grattacieli, le fabbriche, le strutture sportive (ricordo lo Stadio Olimpico e il Palazzetto dello sport, costruiti a Roma per le Olimpiadi del 1960).
   
Torre Velasca a Milano
   


La Torre Velasca fu realizzata a Milano dopo il 1950 dallo Studio Bbpr (dalle iniziali dei componenti: Gian Luigi Banfi, Lodovico Belgioioso, Enrico Peressutti, Ernesto Rogers). L'edificio assomiglia vagamente ad una torre e dunque intende stabilire un collegamento con le memorie della Milano medievale; come disse Rogers nel 1959: 
“Questo edificio è un grattacielo proprio nel centro di Milano, a cinquecento metri dalla cattedrale... e noi abbiamo trovato necessario che il nostro edificio respirasse l'atmosfera del luogo e anzi l'identificasse”.
  
Il grattacielo Pirelli
   
Il grattacielo Pirelli, costruito nel momento in cui stava per cominciare il boom economico, divenne ben presto un simbolo della vocazione europea e moderna di Milano. All'origine, però, prima ancora di essere simbolo di un miracolo economico, il “Pirellone" stava a dimostrare il prestigio di un'industria, di cui era sede amministrativa.
  
La chiesa dei Santi Pietro e Girolamo è un edificio sacro
Via di Collina - Pontelungo nel comune di Pistoia


    
Nei suoi edifici sacri l'architetto Giovanni Michelucci si è sempre preoccupato di stabilire uno stretto legame con l'ambiente, non solo fisico ma anche sociale. Così la chiesa della località agricola di Collina a Pontelungo (Pistoia) è quasi mimetizzata in mezzo alle case coloniche.
  
Chiesa dell'Autostrada - Firenze


   
Nella Chiesa di San Giovanni Battista alle porte di Firenze (è chiamata anche Chiesa dell'Autostrada del Sole per la sua collocazione all'incrocio fra l'Autostrada del Sole e la A11 Firenze-Mare), Giovanni Michelucci, sempre la copertura, che è l'elemento di maggior spicco nella costruzione, evoca l'immagine della tenda, allusione ai viaggiatori e al carattere provvisorio di ogni viaggio. Da notare, in questo caso, la semplicità dei materiali impiegati: cemento armato e pietra a vista per la struttura portante e la muratura..., e rame per la copertura.



1 commento:

Soffio ha detto...

La chiesa dell'autostrada poi no...scusa ma no!