giovedì 5 gennaio 2012

LA CIVILTA' CRETESE - Creta - Crete - Kreta - Крит - クレタ - Κρήτη


    
Dopo la semibarbarie pelasgica, ecco nel mondo mediterraneo una civiltà raggiante che ha in Creta la sua sede principale. 
Palazzi grandiosi, regali scalee marmoree, sale amplissime fulgenti di pietre, di metalli, di smalti multicolori, aperte a tutti gli azzurri del cielo, a tutti gli aliti del mare.
  


    
Affreschi, rilievi, vasi elegantissimi dove snodano le agili membra figure umane piene di ideale bellezza. 
Ceselli e agemine, dove uomini, fiere, uccelli sono fissati, con linee di suprema eleganza, nell'argento, nel rame, nell'oro fulvo, pallido, verde; una capra di porcellana con le membra protese in agilissimo palpito..., un toro vivo nell'oro..., sopra fini ceramiche, nautili spingenti flessili vele da candide conchiglie..., polipi che aprono, fra raggiere di tentacoli, grandi occhi di fascino..., cespugli fitti di foglie e di fiori, viluppi che stringono in freschissime armonie delfini, stelle di mare, alghe natanti.
  
   
E non meno delle forme c'incantano i colori, massime quelli dei vasi. 
Le tinte più delicate, le più fini sfumature vi s'incontrano con accordi tenuissimi e arditi. 
I vocaboli non possono rendere il fascino di quelle colorazioni prodigiose. 
La pupilla avvezza alla violenta e semplificatrice policromia della Grecia classica vi riposa con delizia infinita. 
La parola che spontanea ci corre alle labbra, quando contempliamo questi avanzi di un'arte pur così umile è magia.
  

Il palazzo di Cnosso




     
E se poi cerchiamo di precisare il sentimento che, reduci dalla contemplazione delle più antiche arti orientali, c'invade il cuore dinanzi alla grandiosa visione egea, un'altra parola affiora e si precisa nel nostro spirito: liberazione.
   
La Sala del Trono, Palazzo di Cnosso a Creta
   

Quell'incubo che ci opprime dinanzi alle opere, e siano anche eccelse, dell'Egitto o di Babilonia, o in genere orientali, è sparito. 
Qui si respira liberamente. 
Qui per la prima volta appare che l'uomo si sia svincolato dalla confusione col bruto che sino allora lo aveva irretito in un'ambiguità di rapporti, onde il bruto gli era sembrato persino superiore all'uomo, persino un Dio.
  


   
Qui l'uomo non interroga più gli innumerevoli aspetti dell'universo per cercarvi risposte metafisiche e simboli paurosi: bensì li contempla per inebbriarsi, senza alcuna mira pratica, della loro bellezza.
  


   
E un assai più fine senso religioso è in questa commossa contemplazione dinanzi al giovanile trepidar del lattonzolo o al piegarsi delle corolle a un alito di vento. 
È un sostituire all'idolo-mostro l'idolo-bellezza, all'orrore l'amore, alla divinità delle tenebre la divinità della luce.
E col trionfo della bellezza appare per la prima volta la gioia. 
Decine di secoli sono trascorsi e la civiltà cretese fu ferocemente distrutta, e già nell'età classica se ne è perduto ogni vestigio. 
Eppure anche dai resti miserrimi solo oggi restituiti ai nostri occhi emana un senso di vita così puro, festoso e sereno, come non si ritrova in nessun'altra epoca della storia. 
Nell'isola di Creta la travagliata stirpe degli uomini ha sognato forse il suo sogno più bello.
  

2 commenti:

Marianna S. ha detto...

sono stata a Creta alcuni anni fa....bellissima ...ne farò un'opinione per dooyoo di quell'esperienza...forse :)
ciao loriccetto :-*

Mauro ha detto...

Idem sono stato a Creta per ben due volte ed è un isola fantastica. Anche ne parlo nel mio blog

http://ilblogdiunbravoragazzo.blogspot.it/2013/01/i-miei-viaggi.html