sabato 14 gennaio 2012

IL CARSO TRIESTINO E GORIZIANO (Karst - Kras)




    
Carso, è il termine con il quale vengono indicate regioni di media montagna caratterizzate dalla presenza di calcare cristallino su cui si esercita l'azione chimica delle acque di dilavamento.
  
   
In queste regioni non si verifica la presenza di idrografia superficiale, bensì è comune ad esse un'idrografia sotterranea alimentata dalle acque piovane. Queste ultime vengono assorbite dalle fessure superficiali che si trovano al fondo delle depressioni in cui si viene ad accumulare il residuo di disfacimento del calcare.
    
Selva di Tarnova


     
Con il nome di Carso si indica la regione che comprende la Selva di Tarnova, la conca di Gorizia, l'Isonzo e l'Idria. L'Isonzo, il Vipacco, la val Rosandra e l'Adriatico delimitano il Carso su suolo italiano. Si tratta di un fragile ecosistema che interessa l'intera provincia di Trieste e gran parte di quella di Gorizia. Fra i terreni sedimentari ed argillosi, fra le formazioni calcaree e i blocchi di arenarie e scisti sono molto frequenti i fenomeni delle doline, delle foibe e dei Karrenfelder (letteralmente "campi carreggiati", ovvero solchi rocciosi somiglianti alle impronte lasciate dal passaggio dei carri). 
  
Fiume Isonzo
   



In questa regione affiorano i calcari del triassico, del giurassico e del cretacico; la zona viene divisa in due parti dal solco carsico di Chiapovano, antico corso del fiume Isonzo, fra il fiume Idria e il Gargaro: l'Altipiano della Bainsizza e la Selva di Tarnova.

Vallone di Chiapovano o Cepovanski Dol
   


Il primo si eleva oltre i 500 m ed è ricco di doline e di terra rossa.
La Selva di Tarnova ha un'altitudine media superiore ai mille metri ed è caratterizzata dalla presenza di faggi ed abeti e da un'economia quasi esclusivamente forestale.
   



   
Altra regione carsica è il Carso proprio che si estende dal corso del Timavo superiore, lungo la sella di Ciana, il fiume Recina e il corso del Vipacco, giungendo sino al golfo di Trieste.
Questa regione rappresenta il secondo gradino delle pieghe occidentali carsiche e sui suoi fianchi si rintracciano calcari nummulitici dell'eocene.
Il calcare di questa zona è estremamente più fessurizzato che nelle altre e la sua superficie è particolarmente brulla e caratterizzata dalla presenza di antichi corsi d'acqua abbandonati.
  
Abisso di Trebiciano
   


Anche nel Carso proprio abbondano le grotte; ricordo l'abisso Bertarelli, l'abisso Federico e la grotta di Trebiciano nei pressi di Trieste.

La zona è inoltre ricca di un'abbondante idrografia sotterranea che dà luogo al risorgere delle acque nei pressi del mare.

Nelle regioni carsiche la pioggia raggiunge valori relativamente elevati, con massimi in ottobre e minimi in febbraio.
  
Algiroide magnifico
   


La flora consiste in una steppa di erbe xerofile; in queste regioni vengono a contatto la flora mediterranea, quella pannonica e quella dell'Europa centrale con presenza di boschi di faggio e di abete.

La popolazione parla il dialetto friulano e nel Carso triestino, la lingua slovena.
L'economia è a base agricola e pastorale; solo negli ultimi anni si è assistito al sorgere di alcune industrie che hanno progressivamente risollevato il tono economico della regione.
  
Castello di Duino
 
 

 CARSO GORIZIANO 
  

   
La Landa Carsica goriziana è una delle Aree di Reperimento del Friuli Venezia Giulia e si estende fra i territori di Fogliano Redipuglia, Doberdò del Lago e Ronchi dei Legionari, centri abitati che condividono anche un altro habitat protetto: la Riserva Naturale Regionale dei Laghi di Doberdò e Pietrarossa, una serie di laghi-stagno carsici che occupano una piccola zona paludosa. All'interno dell'Area di Reperimento si trova inoltre il Parco Rurale Alture di Polazzo, un paese che costituisce una frazione del comune di Fogliano Redipuglia.
Il tipico paesaggio della landa a Fogliano Redipuglia e, sotto, uno dei cartelli dell'area protetta.
Il nome del centro abitato di Redipuglia trae origine proprio da questi elementi: per 'polija' si intende infatti un tipo di dolina ampia ed estesa oltre il normale, solitamente allargata nel tempo dall'azione delle acque sotterranee.


TRA COLOMBI E... FARFALLE
   
    
La vegetazione e la flora del Carso goriziano si presentano assai varie e ricche di endemismi. Nei boschi dominano l'orniello e la carpinella, accompagnate da querce ed aceri, da macchie di robinia e stazioni di pino nero, questi ultimi introdotti dall'uomo. Le distese prative sono intervallate da roverelle ed ornielli, cespugli di rosa canina e biancospino.
  
     
Le grotte del Carso offrono l'ambiente adatto al colombo torraiolo, all'astore, al gufo reale, a numerose specie di pipistrelli e ad un anfibio tipico di questi luoghi: il proteo (Proteus anguinus), una sorta di "relitto" dell'età preistorica. È un piccolo urodelo con occhi atrofizzati che abita esclusivamente le acque sotterranee e stagnanti del goriziano, del triestino e di parte della Slovenia. Ha una eccezionale caratteristica: può rimanere a digiuno anche per dodici anni di seguito.
   
All'interno della landa carsica vivono anche varie specie di rettili (in particolare 'l'orbettino e la vipera dal corno) e di mammiferi (caprioli, tassi, lepri e scoiattoli, talpe, ricci, volpi e martore, faine e gatti selvatici.
La riserva accoglie anche una grande quantità di farfalle, quali ad esempio la Coenonympha oedippus, uno dei lepidotteri più rari d'Europa. 
                       
  



NOTE GENERALI

CARSISMO

Attività chimica dell'acqua su rocce solubili.
Il carsismo dà origine, sulle rocce calcaree e gessose, a fenomeni appariscenti quali: solchi, carreggiate, doline e grotte.


DOLINA

   
Dal termine sloveno dolina, derivato da dol: valle.
Concavità di grandezza variabile, sino a qualche centinaio di metri, comune nelle regioni carsiche.
Le doline si sono formate per dissoluzione della roccia calcarea ad opera di acque superficiali o per il cedimento di masse rocciose in seguito alla dissoluzione ed asportazione sotterranea di materiale calcareo ad opera di acque circolanti.
Le doline si classificano in: doline a piatto, a scodella, a ciotola, ad imbuto, a calice, a pozzo, a seconda della forma.
In Italia si trovano doline sull'Appennino (dette anticrateri) ed in Puglia (dette grave).
Notevoli sono le doline in Istria ed in Dalmazia.
   






   
NON MI TENTA

Non mi tenta l'umidore della neve
che l'inverno del Carso disdegna;
qui solo sibili aspri.
Tricee
tracciano dimenticati labirinti:
l'aria rugge di pianto congelato.

Abbracciati,
il mignolo a lenire le labbra screpolate
nei tuoi baci
un sapore di burro.

Profumi, sapori, inverni, risate
a volte pianti,
l'amore della mia adolescenza
l'ha ingoiato il Carso.

(Angelo Folin)
  
I colori del Carso

3 commenti:

Soffio ha detto...

di quella selva mio padre mi raccontò episodi di guerra

Marianna S. ha detto...

bellissimo, bravo furlan!

sergio celle ha detto...

...quante meraviglie offre la natura e il nostro paese! Un post affascinante che mi ha permesso di conoscere luoghi mai visti...con una tua descrizione accattivante che cattura..grazie Loris...:-)