venerdì 20 gennaio 2012

LE VALLI DEL NATISONE (The valleys of Natisone) - Friuli


Cividale del Friuli, veduta col fiume Natisone


      
Partendo da Cividale e costeggiando a ritroso il pittoresco, tortuoso fiume Natisone, si perviene alla Chiusa di Purgessimo.
  
Chiesa di S.Maria e S. Mauro -  Purgessimo


    
A breve distanza s'inarca il Ponte di San Quirino che, in bimillenaria funzione di transito, mette in comunicazione due mondi: quello della fulgida storia e dell'alta civiltà e l'altro del silenzioso, pronto eroismo, nonché di semplicità e sincerità di modi, che attestano dei più nobili, ricercati sentimenti.
  
La falesia di Ponte S. Quirino sul fiume Natisone


   
Gente quella delle Convalli del Natisone sempre protesa nell'integrità dei suoi confini verso Oriente perché decisa a vivere la sua vita nella piena libertà di poter esplicare qualsiasi attività nell'ambito del mondo latino.
  
Il Natisone a Pulfero

    
E mentre i prodi valligiani presidiavano le loro terre custodendo i passi montani del Pulfero, di Luico, di Clinaz, di Clabuzzaro, di San Nicolò, nei singoli paesi si svolgeva tranquilla ed ordinata la vita. 
Fiorivano le istituzioni attraverso le sedute del Rengo delle Banche di Antro e di Merso, nello spirito delle sane tradizioni e nel rispetto delle vigenti leggi.
  
Clabuzzaro


    
Le sedute, ordinariamente, erano annuali (oltre che in caso di emergenza), sotto la direzione dei "Decani grandi" o "Giudici" affiancati dai rispettivi cancellieri, scelti dalle singole valli. 
  
Chiesetta di San Quirino
   
Un attivo mercato (di cui si ha notizia sin dal 1254) avvicinò per lunghi secoli, gli abitanti dei vari settori, mentre rappresentazioni sacre erano allestite ogni anno nel giorno del Venerdì Santo (fino al 1792), presso la chiesetta di San Quirino, che per il suo ruolo costantemente riconosciutole, per la posizione, per l'artistico insieme bisogna riguardare il centro religioso delle Convalli. 
  
Grotta/cappella di San Giovanni d'Antro


   
Altri luoghi sacri, degni di menzione sono..., il delubro del Tiglio (del pari monumento nazionale) presso San Pietro al Natisone, quello di Sant'Antonio, la cappella nella grotta d'Antro, senza dire che gli abitanti furono sempre devoti al Santuario di Castel del Monte (Castelmonte).
   
Castelmonte - Salita al Santuario della Beata Vergine

       
Nei registri parrocchiali di San Pietro al Natisone non si riscontra una sola parola slava: tutto è in latino. 
E nei contratti, come pure nelle relazioni epistolari con uffici, tutto risulta in italiano. 
Né la cosa può suscitare meraviglia, perché quell'angolo d'Italia volle sempre operare nella concezione italica.
   
San Pietro al Natisone


    
Venezia ben sapeva di poter contare, in ogni evenienza, su questi "fidelissimi et validi homini", che scrissero nei secoli numerose pagine di fulgido valore. 
E questo valore si tramandò nelle generazioni e tutt'oggi si manifesta. 

Il popolo delle Convalli insorge a difesa dei confini della patria, sul Monte San Martino (20-21 aprile 1848). 
Dei molti singoli merita particolare menzione il Maggiore dell'Esercito italiano, Stefano Vogrig, di Clastra (1823-1886), le cui eccezionali patenti di nobiltà sono fissate in questa epigrafe... 

"Combatté per l'Indipendenza ne '48 
Contro gli Austriaci nel '49 
In Crimea nel ?55 
A San Martino nel '55 
Ad Ancona a Gaeta nel '60 
Contro i Briganti nel '66..." 

Ma tutti i ceti hanno sempre sentito italianamente 
Infatti i fratelli don Stefano (1823-1919) e don Valentino Domenis (1837-1932) di Tarpezzo, hanno lasciato larga fama di sacerdoti, cittadini, patrioti venerandi. 
Il primo fu tra i difensori di Venezia nel 1848. 
  
Cimitero di guerra di San Wolfango


    
Quale contributo di eroico sangue abbiano offerto alla Patria, nella guerra del 1915-18, risalta dalle lapidi marmoree del tempietto di San Quirino, mentre nel Cimitero di guerra di San Wolfango si legge l'eloquente epigrafe, che sta ad attestare delle loro gesta mirabili... 

"Mai noi pensammo forma più nobile di Eroi". 

Parole ristoratrici per chi considera l'evolversi di questo basso mondo. 
D'altra parte si può comprendere per quali fattori quegli abitanti posseggano tali intrinseche virtù: nel diuturnamente attingere alla maestà delle arcane manifestazioni della natura, che li circonda e nell'ambiente in cui vivono. 
Nei mesi apocalittici di nevicate, acquazzoni, tempeste si ha la sensazione che il "Creatore" si manifesti quale giudice severo. 

Ma ci si rinfranca nei fiorenti periodi, quando le alture verdeggianti invitano a salirle additando gli arditi, sinuosi sentieri che ne attingono le cime, stagliate nel firmamento, mentre in vari punti dei costoni, in mezzo ai prati ed a boscaglie, appezzamenti sempre più numerosi attestano dell'insonne cura nel sistemare frutteti e campi dai svariati prodotti. 

Intanto al basso i corsi d'acqua dalla tinta cilestrina, sommessamente, armoniosamente gorgogliano, trastullandosi con i sassolini tra le rive variopinte ed i minuscoli isolotti, che rendono ancor più pittoresco il paesaggio creando scene di boitiano sapore a somiglianza delle classiche, placide valli d'Arcadia.
  
Rocca Bernarda - Valli del Natisone - Premariacco

1 commento:

Marianna S. ha detto...

un giorno o l'altro ritornerò dalle tue parti...mi farai da guida?