mercoledì 11 gennaio 2012

PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO (National Park of Abruzzo)



    
Il Parco Nazionale d'Abruzzo, nato nel 1922 per iniziativa privata ed istituzionalizzato legislativamente l'anno successivo, occupa tre regioni (Abruzzo, Lazio, Molise) e si estende su un territorio tipicamente montano dell'Appennino Centrale. 
Questo territorio si può distinguere in quattro aree geografiche: l'Alto Sangro, la Marsica Fucense, la Valle del Voltumo e il versante laziale. 

L'Alto Sangro che comprende il tratto della vallata che va dalle sorgenti del fiume Sangro alla Foce di Barrea, è la zona più frequentata del Parco dove si trovano i villaggi più importanti (Pescasseroli, Opi, Villetta Barrea, Civitella Alfedena, Barrea, Alfedena) e le principali attrattive (Difesa di Pescasseroli, Monte Marsicano, val Fondillo, Camosciara, lago artificiale di Barrea, Lago Vivo).
  


    
La Marsica Fucense, situata attorno alla conca del Fucino, ha un clima meno rigido dell'Alta Valle del Sangro, a cui è collegata da imponenti montagne, ed è anch'essa ricca di interessanti villaggi (Villavallelunga, Lecce nei Marsi, Gioia dei Marsi, Bisegna) e luoghi famosi (Prati d'Angro, Cicerana, altopiano di Templo, Passo del Diavolo, in cui si trovano le rovine di Gioia Vecchio, un antico centro distrutto dal terremoto del 1915).
  
Lago di Scanno 
  


Su questo versante nella zona esterna del Parco, si trova il paese di Scanno che conserva il nucleo antico dalle caratteristiche scalinate e stradine strette. 
La Valle del Volturno, in territorio molisano, è circondata dalla catena delle Mainarde. Il centro più importante è il pittoresco villaggio di Pizzone. 
Il versante laziale ridente e assolato, si affaccia sulla val di Comino. I centri principali di questa zona sono: San Biagio Saracinisco, Picinisco, Settefrati, San Donato, Val Comino, Campoli Appennino e Alvito.
  
Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise
   


I massicci montuosi che costituiscono il Parco Nazionale d'Abruzzo hanno una struttura geologica complessa: sono rocce sedimentarie di origine marina e hanno una natura calcarea in cui talvolta sono presenti formazioni arenaceo-argillose. Queste montagne si formarono durante il periodo compreso fra il Mesozoico ed il Terziario e nei periodi seguenti la loro struttura venne modificata e modellata da due importanti fattori naturali: l'azione dei ghiacciai (glacialismo) che, scendendo da nord, scavarono le valli ad U, ed il carsismo (escavazione di grotte, cavità e doline dovuta all'azione dell'acqua) che ha portato alla formazione di veri e propri fiumi sotterranei. La zona è infatti ricca di acque (nel Parco nasce il fiume Sangro e scorrono altri importanti corsi d'acqua come il Giovenco, il Melfa e il Volturno) che però, proprio per il fenomeno del carsismo, vengono inghiottite nel sottosuolo per riaffiorare ad una grande distanza e ad una quota inferiore, creando polle e risorgive. 
L'unico lago di origine naturale è il Lago Vivo.
  
 Lago Vivo - A destra il Monte Petroso  e a sinistra l'Altare  
   


Altri laghi formatisi lungo il corso del Sangro durante il Pleistocene, sono scomparsi a causa del lento processo di escavazione del fiume: le gole o foci nei pressi di Opi e Barrea sono infatti archi profondi scavati dal Sangro nelle rocce calcaree. 
Altri due laghi naturali si trovano nella zona esterna al Parco (zona di protezione esterna): il piccolissimo Lago Pantaniello, di origine carsica e glaciale, situato presso il monte Greco e il Lago di Scanno che sembra essere stato originato da una frana del monte Genzana che sbarrò la valle del Sagittario nel periodo delle guerre puniche. 
Gli altri due laghi importanti interni al Parco sono il Lago di Barrea e quello di Grottacampanaro, entrambi artificiali.

Abbarbicato su uno sperone roccioso, a 1.250 m d'altezza, sorge il centro agricolo di Opi nei pressi dell'antichissima Ope, edificata dai Marsi
   


Nato sotto la spinta dell'interessamento di uomini di cultura come Benedetto Croce che temevano la scomparsa della zona, un tempo adibita alla riserva reale di caccia, e degli animali che vi abitavano (orso bruno marsicano, camoscio d'Abruzzo, lupo appenninico), il Parco Nazionale d'Abruzzo svolge una funzione importante per la salvezza e la conservazione della flora e della fauna appenniniche salvaguardandole dai pericoli del diboscamento e dell'estinzione. Le zone di riserva integrale assicurano infatti al bosco e agli animali che lo popolano quiete e protezione.
  
L'aquila reale
   


Poiana in volo
   
La vegetazione del Parco è costituita per la maggior parte da estese e profonde foreste di faggi (faggete) a cui si alternano pinete (fra le specie più interessanti troviamo il Pino nero di Villetta Barrea e il Pino mugo, che sopravvivono solo nel Parco e sulla Maiella). Frequenti sono anche i querceti (rustica roverella, cerro); la rarissima selva ripariale, che nasce lungo le rive dei fiumi e, nelle zone più calde, la macchia mediterranea. Fra le altre specie arboree sono diffuse l'acero italico, l'acero di monte, il tasso, l'agrifoglio, la betulla; ad altitudini inferiori e lungo i corsi dei fiumi si trovano il salice bianco, il carpino bianco, il pioppo nero e il tiglio nostrale. 
Numerosi sono anche i fiori fra cui spiccano rarità quali la scarpetta di Venere e la nigritella, il giglio martagone, la peonia, la genziana maggiore, la genziana appenninica e il giaggiolo marsicano.
  
Orso bruno marsicano

   
Camoscio d'Abruzzo 
   


La popolazione animale del Parco è molto ricca e ha un grande valore zoologico soprattutto per la presenza dei grandi predatori che sono scomparsi quasi ovunque in Italia.
  
Lupo appenninico


  
Martora
       
Gatto selvatico


    
Lontra
   
Volpe
     
Tasso

   
L'orso bruno marsicano, il lupo appenninico, il gatto selvatico, la martora, la lontra, la volpe e il tasso hanno ritrovato nel Parco il loro ambiente naturale e non si deve dimenticare il bellissimo camoscio d'Abruzzo, una delle specie che il Parco ha salvato da sicura estinzione. Negli ultimi anni sono stati introdotti il cervo e il capriolo, mentre il cinghiale è ritornato spontaneamente.
   
Cinghiali

   
Capriolo

  
Camoscio d'Abruzzo

   
Cervo

  
Gufo reale
  
Fra i volatili assieme ai grandi rapaci come l'aquila reale, la poiana, l'astore, il falco pellegrino e il gheppio spiccano gli uccelli notturni: il gufo reale, l'allocco, il barbagianni e la civetta.
  
Merlo acquaiolo


   
Picchio muraiolo

   
 Picchio di Lilford o Picchio dorsobianco
    
Germano reale
    
Ballerina bianca 

    
Airone cinerino

   
Altri abitatori del Parco sono quei volatili che hanno un ruolo importante per l'equilibrio ecologico: il merlo acquaiolo, il picchio muraiolo e il rarissimo picchio di Lilford. Nelle zone umide si trovano uccelli acquatici migratori come il germano reale, la ballerina bianca e l'airone cinerino.
  
Vipera dell'Orsini



   
Salamandra pezzata appenninica

   
Fra i rettili e gli anfibi molto importanti sono la vipera dell'Orsini e la salamandra pezzata appenninica; numerose sono le trote di torrente e le alborelle.
  
Scoiattolo comune
   






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