giovedì 26 gennaio 2012

MISURINA – Dolomiti


 Il lago di Misurina è il lago naturale più grande del Cadore e si trova a 1754 m s.l.m. a Misurina, frazione di Auronzo di Cadore (Belluno). 
Il perimetro è di 2,6 km mentre la profondità è di 5 metri.


     
Qualche estate fa mi trovavo in villeggiatura sulle Dolomiti, a Misurina. Il mese di luglio era passato senza un goccia di pioggia e così pure la prima metà di agosto. Il cielo era sempre limpido e azzurro, il clima mitissimo: era un incanto. Ogni giorno facevo lunghe passeggiate nei boschi di abeti e di pini con alcuni miei compagni e qualche volta mi recavo in comitiva con altre persone, che avevo conosciute lassù, a visitare i vari laghetti alpini, che sono una meraviglia.


Il Lago di Braies (Pragser Wildsee in tedesco) è un piccolo lago alpino situato in Val di Braies (una valle laterale alla Val Pusteria) a 1.496 m s.l.m. nel comune di Braies (Bolzano)   


   
Per ferragosto stabilimmo di fare un gita, fino al Lago di Braies, a circa trenta chilometri, rinomata stazione climatica e idrominerale. Ci servimmo di un torpedone che faceva servizio pubblico e, alle sette e mezzo, stavamo già specchiandoci nelle acque azzurre limpidissime del lago, situato in una conca formata dai fianchi della montagna Cima dei Colli Alti, a nord-ovest, (m. 2568) di Monte Sella di Sennes, a sud (m. 2787), di Campo Rosso, a est (m. 2552).
  
Cima dei Colli Alti - Punta Kasera


   
Consumata un'abbondante colazione e presi gli accordi per il pranzo in una caratteristica trattoria del luogo, cinque baldi giovanotti ed io cominciammo ad arrampicarci su per i costoni scoscesi e le ripide mulattiere di Cima dei Colli Alti, seguendo dapprima il corso accidentato e irregolare del torrente, chiamato il Rio Fresco, che è immissario del Lago di Braies e infilando poi il sentiero che mena diritto alla cima. A mano a mano che salivamo, panorami, sempre nuovi e sempre più vasti, s'aprivano davanti ai, nostri occhi.
  
 Le Punte del  Monte Sella di Sénnes 


    
Il suolo roccioso era povero di vegetazione. Su qualche roccione sporgente biancheggiavano delle stelle alpine e ne raccogliemmo alcune. Alle undici raggiungemmo la cima e, infilati i nostri grossi maglioni, ci mettemmo a sedere per fare uno spuntino e per contemplare l'immenso anfiteatro di montagne e di vallate, che ci circondava.
   
Alpi Breonie - Pan di Zucchero


    
L'aria fredda ci faceva rabbrividire, perché eravamo sudati e già pensavamo di riprendere la via del ritorno. Volgendo lo sguardo a Nord-Ovest, le Alpi Breonie ci apparvero avvolte da densi nuvoloni plumbei, che si dirigevano verso di noi, infilando la valle dell'Isarco.

Alta valle dell'Isarco


     
Alpi Aurine 

    
Subito, dopo altri nuvoloni copersero i Monti Sarentini e altri, ancor piú grassi, avanzavano dalle Alpi Aurine da Nord, coprendo le Vedrette Giganti e la Croda Nera.
  
Croda Nera

   
Monti Sarentini (BZ) Gruppo di Punta Cervina


   
Riva Tures - Vedrette Giganti   

     
Altrettanto avveniva a Sud dal Gruppo della Marmolada, dalle Tofàne e a Sud-Est dal massiccio del Cristallo. Eravamo proprio chiusi in un cerchio pauroso. Infilammo in fretta i nostri zaini, raccogliemmo i  nostri alpestolk e, di corsa, ci precipitammo a valle, nella speranza di arrivare in tempo a Braies, prima che il temporale ci raggiungesse.
   
Parete Sud della Marmolada




     
Si sentiva lontano il rombo e il brontolio fragoroso dei tuoni, il sole cominciava a venir meno, dietro la densa cortina di nuvole minacciose. Fra salti, scivoloni e rotoloni in breve ci trovammo a fondo valle, abbagliati dai lampi e spaventati dai tuoni, che già si facevano sempre più frequenti e rumorosi e dagli schianti dei fulmini, che ci facevano trasalire dal grande spavento, mentre la natura si andava avvolgendo e quasi scomparendo in in una luce  vivida e crepuscolare.
  
Gruppo delle Tofàne


     
Comunque ci trovammo nella trattoria. Appena varcata la soglia, si aprirono le cateratte del cielo e acqua e grandine scrosciarono a catinelle, fra un finimondo e un rovinio di nuovi di nuovi tuoni, bagliori di lampi e schianti di fulmini. L'uragano durò più di un'ora. Il Rio Fosco, in piena, rumoreggiava, il lago torbido e agitato cresceva, non riuscendo a contenere le valanghe d'acqua, che scendevano tumultuose dalle decine di torrenti improvvisati sui fianchi delle montagne circostanti. Cessato l'uragano, il vento, in un batter d'occhio, spazzò via tutta la nuvolaglia; il sole riapparve fulgido nel cielo azzurro e sereno.
  
Monte Cristallo 3221 metri


    
Uscimmo all'aperto. Che spettacolo pietoso! Orti, giardini, frutteti e campi pieni di messi erano stati devastati. I prati sui pendii erano arabescati dai cumuli di ghiaie depositate dai corsi d'acqua. Nei boschi era tutto un arruffio di rami schiantati e di alberi divelti. La paura dell'uragano prima e quella visione di rovina poi, ci avevano fatto sbollire ogni senso d'allegria e di spavalderia e ci avevano tolta anche l'appetito, eppure erano già le tre del pomeriggio. Ciononostante ci sedemmo a tavola e pranzammo, alquanto silenziosi c pensierosi. A ridarci un po' di euforia furono alcune ragazze del luogo, nei loro caratteristici costumi, che, entrate giulive e festose, si affollarono intorno al jou-box. Rianimati dalla musica delle note canzoni, ci alzammo e ci mettemmo a ballare con loro, dimenticando ogni senso di tristezza. 
Verso il tramonto lasciammo Braies e col nostro torpedone ritornammo a Misurina.
  
Lago di Misurina

Grazie Pinzimonio

1 commento:

Anonimo ha detto...

Bellissimi immagini dei Laghi e montagne nelle Dolomiti. Ulteriori informazioni sulle Dolomiti, sui laghi nelle Dolomiti trovate sul sito http://www.dolomiti.eu