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| La Porta dei Leoni - Micene |
Sono di un vecchio archeòlogo queste parole che rimemoro: la mia mente non sa che ripeterle. Guardo i due massi obliqui che formano gli stipiti, l'enorme pietrone che f a da architrave, i leoni affrontati che sulla pietra triangolare di calcare grigio si arrampicano fieramente contro la colonna simbolica.
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| Entrata alla tomba di Atreo |
Siamo avvezzi a considerare le sue colossali immagini di forza eroica, come la visione fantastica e quasi puerile di un'età leggendaria e favolosa: questa realtà davanti ai miei occhi supera il canto del poeta. Dinanzi a queste mura si comprende che l'età eroica della Grecia non fu un sogno, che gli eroi vissero veramente, e che furono tanto superiori ai comuni uomini, quanto la colossale concezione di questa rocca di titani sovrasta le nostre dimore.
Lassù doveva vigilare la sentinella a guardia dell'ingresso: il suo sguardo piombava sul piano per miglia e miglia all'ingiro. Qual flutto di orde furenti venne a cozzare contro il baluardo incrollabile, quanti cranii si spezzarono contro le pietre ciclopiche, rigandone di sangue il bruno colore, quanti corpi dalle grandi membra si ammonticchiarono fra gemiti e urli ai suoi piedi e furono spazzati nel baratro, in pasto ai cani e agli uccelli? Agamennone salì questa china, reduce dalla caccia o dalla mischia, si arrestò, splendido d'oro e di bronzo, su questa soglia sublime, appoggiò l'asta in quel canto, respirando dal gran petto quest'aria pungente del monte e terse dalla fronte il sudore della lotta, fissando gli occhi d'aquila sul piano e sul cèrulo seno scintillante, picchiando il pugno sui bronzei battenti. Qui tornò, dopo dieci anni, da Troia; qui scesero ad incontrarlo Clitennestra ed Egisto. Per la vuota apertura ride ora l'azzurro, e si profilano linee di dolci colli: un raggio di sole illustra di sbieco la pietra insensibile, trae scintille dalle sue asperità.
Nella pietra della soglia e dell'architrave sono ancora i fori circolari in cui giravano i cardini di bronzo; nello stipite immane stanno le incavature che servivano ad introdurre le travi per sprangare i battenti. Tocco quella pietra levigata, la palpo, come se potesse dirmi, pel tramite misterioso dei sensi, qualche cosa dell'antico artefice che la incavò. I grappoli bianchi degli asfodeli ondeggiano fra i massi; un altare di marmo brilla di candore nel sole: è un silenzio immenso, una quietudine di cose morte.
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| Ingresso alla tomba di un notabile - Micene |
Mi inoltro lento fra le rovine: mi appoggio a un lastrone, ascolto il sussurro del vento, e vedo. Vedo alzarsi nel mezzo le stele delle tombe; sul gradino ricurvo siedono vecchi venerandi e guerrieri animosi. Le candide tuniche e le corazze bronzee scintillano al sole. Gli araldi alzano lo scettro d'avorio e impongono silenzio. Un uomo, il più illustre degli Achei, si- alza, li arringa. La voce risuona chiara e squillante nella vastità serena, echeggia contro la rupe di fronte. Dalle torri le sentinelle, dal palazzo ; le donne tendono l'orecchio con ansia. La realtà eroica dell'epopèa rivive ai miei sensi.
Sono sul sommo dell'Acropoli. Attorno a me fra le rovine ondeggiano gli asfodeli e fiammeggiano i papaveri. Alle spalle è una conca rossastra e ferrigna, desolata. Laggiù, oltre la pianura verdeggiante di biade, il paesello di Argo rannicchia le sue case sotto le mura guerriere della sua Larissa. Cavalli pascolano in libertà fra i campi. Dietro splendono i monti sereni, laggiù oltre il flutto verde ride lo specchio azzurro del mare.
L'aria è pura e forte come in montagna. La luce è abbagliante, ma non cruda come nell'Attica, i colori sono freschi e non polverosi.
Vi è qui un incitamento di vita, qualche cosa di giovane e di gagliardo che manca alla severità nuda della conca ateniese. Superba di forza dovette scorrer la vita in questo nido d'aquila, e quale magnifico arnese di guerra fu allora questa Micene che Omero disse “ricca d'oro, spaziosa, ben costrutta”! Tutta la valle e il colle sono sparsi di resti di mura, di ponti, di tombe; in vetta al monte Sant'Elia sono ancora le rovine di una torre.
Il vento sussurra, i fiori ondulano, il macigno scintilla al sole..., e tu respurchino sei qui con me....
VEDI ANCHE . . . La scoperta di Troia - Heinrich Schliemann




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3 Lasciami un pensiero...:
Immagini e luoghi che vanno oltre la nostra finitezza
sei troppo bravo :-*
wow... non ho parole...
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