venerdì 17 febbraio 2012

PALAZZO DEI CONSOLI – Gubbio



    
Nel lato nordest di Gubbio, maschia austera grande si leva la mole del Palazzo dei Consoli (1333-46), edificio romanico con lieve inluenza gotica, ispirato alle grandiose forme del Teatro romano e tutto in massi diligentemente squadrati di calcare. Il nome dell'architetto è ancora assai controverso. La tradizione attribuisce l'opera all'eugubino Matteo di Giovannello di Matteo detto Gattapone; ma l'iscrizione che si legge sul portale sembra indicare (opinione di Guardabassi, Adamo Rossi, Giuseppe Mazzatinti) il nome di Angelo da Orvieto, il quale però sarebbe comunque il costruttore del portale. 
La facciata è tripartita da lesene. Una bella scala a ventaglio, poi sul dorso di un arco rampante, sale al portale (nella lunetta, Madonna col Bambino e i Ss. Battista e Ubaldo, un affresco di Bernardino di Nanni dell'Eugenia, 1495), fiancheggiato da due bifore a pieno centro, con archetti trilobi. 
Al disopra, un'alta parete liscia, poi un ordine di 6 finestre a pieno centro, accoppiate due a due e ornate da una cornice a dentelli, che gira sugli archi e insieme li congiunge. Alla sommità, archetti ogivali e una corona di merli rettangolari. Dall'angolo sinistro si slancia una torre merlata. Gli altri lati del palazzo ripetono le forme della facciata, salvo il fianco sinistro, dove, al piano della piazza, è un portico ad archi ogivali che discende fortemente inclinato e che doveva continuare fino alla sottoposta via Baldassini; in alto, al 2° piano, è una leggiadra loggia. 
L'interno è sede del Museo e Pinacoteca Comunale. 
Si sale lo scalone e si entra nel salone, grandioso ambiente che occupa lo spazio di tutto l'edificio, degno delle adunanza del popolo al tempo del libero Comune. A sinistra, la scala pensile porta ai piani superiori, dove possiamo ammirare una Madonna col Bambino e 2 Santi, un affresco della tarda scuola del Nelli..., poi ci sono delle iscrizioni romane..., due teste..., un grosso vaso...., avanzi di pavimenti musivi..., un sarcofago romano..., marmi provenienti dal Teatro romano (fra cui un'iscrizione relativa a restauri fatti al tempo di Augusto)..., marmi medioevali..., costole di balena. 

Si salgono quattro scalini e si entra nel museo. 

SALA 1: stampe e piante di Gubbio..., pochi oggetti di scavo.
  

   
SALA II (a sinistra, antica cappella): le celebri Tavole Eulubine, trovate nel 1444 in un sotterraneo presso il Teatro romano di un certo Paolo di Gregorio, che nel 1456 le vendette al Comune. Sono ci sono 7 lastre di bronzo, di due grandezze, cioè 4 grandi (cm. 50 x 30) e 3 piccole, in quest'ordine: 2 grandi, 3 piccole, 2 grandi. Le grandi sono scritte su entrambe le facce: le prime 2 con caratteri umbri, le altre con caratteri latini; le 3 piccole sono scritte su una faccia, salvo la quinta, che ha nel rovescio 6 righe umbre con 11 righe latine. In tutte però la lingua é umbra e il contenuto di carattere religioso (Bréal). Da esse risulta che ad Ikúvium era un grande tempio dedicato a Giove Gradivo o Grabovio e ufficiato da una corporazione di sacerdoti detti fratelli Attidi. Queste tavole, che si attribuiscono al II secolo a.C., sono il monumento epigraflco più insigne della lingua umbra ed hanno una straordinaria bibliografla. 
Sotto vetro, la serie delle monete ikuvine fuse, dell'epoca umbro-romana, dal semisse all'oncia, con la leggenda: “Ikuvini”..., monete papali. 
Alla parate, ammiriamo una “Madonna col Bambino, i Ss. Battista, Antonio, Francesco e Ubaldo e il gonfaloniere della città”, un affresco attribuito dubitativamente al Palmerucci. 

Si sale una prima rampa di scala e si entra nella SALA III: dove cio sono autografi e documenti (testamento di Ottaviano Nelli; diplomi imperiali, ecc.); armi; piccoli modelli dei ceri; ceramiche (S. Francesco, di mastro Giorgio); tessuti antichi; vetri.

Si sale un'altra rampa e si entra nella Pinacoteca. Si attraversa direttamente due sale ed si entra a sinistra nella SALA I (XIV-XV secolo): Madonna col Bambino attribuita al Palmerucci, o meglio, della scuola di  Lorenzetti..., polittico di Pietro Lorenzetti..., due Crocifissi dipinti su tavola...,  S. Vincenzo, di Tommaso Nelli..., paliotto..., autografo di S. Ubaldo..., Crocifisso metallico..., tabernacoletto con Madonna col Bambino..., Crocifisso e 4 Santi grafiti su vetro..., Pietà, di Vittorio Crivelli..., Madonna della Carità, attribuita ad Ottaviano o - a Martino Nelli.

SALA II: Madonna adorante il Bambino e S. Giovannino, di Neri di Bicci...,, Baccanale, di Timoteo Viti...,, Noli me tangere, dello stesso..., cassone intagliato da Antonio Maffei eugubino (3 mirabili ghirlande)..., altri cassoni nuziali..., altri legni intagliati..., una cassaforte..., alari. 

SALA III: affreschi distaccati da S. Ilaria Nuova, tra cui: Madonna col Bambino tra i Ss. Francesco e Ubaldo. 

SALA IV: Assunta, di Francesco Signorelli da Cortona (firmato)..., S. Crescentino, attribuito dubitativamente al Caravaggio...,, gonfalone con Madonna della Misericordia e S. Ubaldo, di Sinibaldo Ibi (1503)..., Resurrezione di Lazzaro, di Virgilio Nucci eugubino (7586)..., Fuga in Egitto, di Rutilio Manetti da Siena (notevole il costume di Maria)...,, Pentecoste, di Benedetto Nucci..., Giudizio finale, di Virgilio Nucci..., altri quadri dei Nucci, tra cui Presentazione di Gesù..., S. Ubaldo, del Baroccio.., altri cassoni..., tavoli..., banchi lignei..., paramenti sacri.., grandioso lavabo. 

SALA V: lunetta col lupo d'Agobbio, un affresco di Felice Damiani..., Madonna col Bambino e S. Francesco, attribuito a Giulio Cesare Procaccini..., S. Girolamo, attribuito allo Spagnoletto..., Nudo, dello stesso..., Convito di Baldassarre, di scuola veneta (notevole per la fantastica composizione)..., altri cassoni e corali niniati.

Si esce nella vicina Loggia, dove ci aspetta un bellissimo panorama. Per una scala a chiocciola si sale al piano dei merli, e per una scala esterna in ferro al primo piano della torre: panorama simile a quello della piazza, ma molto più aperto ed anche sulla parte alta della città.
     



         
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1 commento:

TheSweetColours ha detto...

...dove mi porterai la prossima volta? ahahahah