lunedì 12 marzo 2012

ARCHITETTURA DEL NOVECENTO - Eliel Saarinen (Architecture of the Twentieth Century)


Gottlieb Eliel Saarinen
(Rantasalmi, 20 agosto 1873 – Bloomfield Hills, 1 luglio 1950) è stato un architetto finlandese.
         
Insegnò un diverso modo di costruire sposando alla moderna funzionalità il gusto fantastico della sua nativa Finlandia, Eliel Saarinen s'impose nel vecchio e nel nuovo mondo come uno dei pionieri dell'architettura del Novecento.

Helsinki, una giornata fredda e grigia. Vi trovate di fronte a uno degli edifici progettati da Eliel Saarinen e stentate a non farvi prendere dall'entusiasmo: l'Istituto di assicurazioni Pohjola. Lasciate vagare lo sguardo sulla facciata di granito, dove caricature di rezzi contadini finlandesi sembrano sorreggere l'ingresso ad arco. Passate la mano sul bassorilievo di rame del portone, che raffigura una fila di anatre, fiancheggiato da musi di volpi, visoni, linci e tassi scolpiti in pietra.
Adesso andate a sedervi sui gradini del Museo Nazionale: di fianco a voi si erge l'irsuto orso finnico scolpito in una speciale pietra grigia e friabile. Osservate il gran numero di decorazioni: sembrano vive tanto sono naturali! E affiorano da ogni angolo, da ogni anfratto. Ora siete in grado di comprendere perché ogni opera di Saarinen è eccitante come una favola.
  
Nel 1904 fu indetta una gara per il progetto di una nuova stazione ferroviaria a Helsinki. Saarinen, sposato da poco, trascorse la luna di miele in Germania, Inghilterra e Scozia, dove visitò numerose stazioni. L'edificio fu realizzato nel 1916.


    
Infine, visitate la stazione ferroviaria. Si tratta di una moderna costruzione, dalle linee sobrie, che l'architetto Alvar Aalto ha definito “un monumento nella storia della moderna architettura dei trasporti”. Nessuna meraviglia allora se Saarinen viene cunsiderato uno dei maggiori architetti del nostro tempo.
La sua carriera ebbe inizio nel 1893, quando studiava presso l'Istituto universitario di tecnologia di Helsinki: Saarinen si rese conto allora che l'architettura tradizionale - da lui definita una “forma d'arte defunta” - non era in grado di esprimere ciò che egli riteneva fosse il moderno concetto di architettura, in funzione del XX secolo. Come sosteneva a quei tempi, “la nostra epoca deve produrre una forma architettonica propria”.
Nel 1896, Saarinen si mise in società con due colleghi che condividevano le sue idee, Herman Gesellius e Armas Lindgren. L'anno seguente, quello della loro laurea, i tre giovani avevano già vinto due concorsi grazie ai loro progetti. Nel 1898, il promettente trio partecipò alla gara per il padiglione finlandese all'Esposizione di Parigi del 1900; fra lo stupore di molti architetti affermati, furono proprio loro, i giovani, a imporsi.
  
Il primo grande trionfo del trio Gesellius-Lindgren-Saarinen:
il padiglione finlandese all'Esposizione di Parigi del 1900
    
Dopo la realizzazione del padiglione di Parigi, Saarinen si dedicò a un nuovo progetto: edificare un complesso comprendente abitazioni separate per i tre soci, oltre a uno studio. Il luogo venne scelto sulle pendici di un colle in riva a un lago, a 30 chilometri da Helsinki. Durante la costruzione dell'edificio - che divenne noto col nome di Hvittràsk (attualmente è un celebre museo e ristorante) - Saarinen e i suoi colleghi decisero di sfruttare i materiali presenti nel paesaggio circostante. Le pareti di granito di Hvittràsk sembravano affiorare naturalmente dal colle sul quale sorgevano, e certe soluzioni cilindriche della costruzione riecheggiavano la foresta di betulle, pini e abeti tutt'intorno.
   
Casa Museo di Hvittràsk
  
Nel 1946 Saarinen rilevò l'intero complesso di Hvittràsk dagli ex soci. Anche se da quel momento l'edificio cominciò a ospitare artisti, scrittori e compositori famosi, Hvittràsk fu sfruttato soprattutto da giovani studenti di architettura che vi si recavano per lavorare, studiare e vivere con il maestro. Non esisteva un orario fisso per il lavoro nello studio, ma quando occorreva portare a termine un progetto, Saarinen e i suoi allievi lavoravano 24 ore su 24.
L'ultranovantenne Otto Meurman, professore emerito di architettura presso l'Istituto di tecnologia di Helsinki ed ex allievo del grande architetto ricordava:

“Saarinen era sorprendente. Una volta, mentre stavamo progettando il palazzo della Corte Suprema di Helsinki, prese una matita, si mise al tavolo da disegno e cominciò a disegnare la decorazione interna. Senza mai fermarsi, riempí l'intero foglio - 6o centimetri per 70 - con una fitta serie di disegni che stavano a rappresentare i complessi intagli lignei sui pannelli delle pareti e del soffitto. Nessun cambiamento fu mai apportato a questi bozzetti estemporanei.”
  
Museo Nazionale finlandese costruito nel 1910 su progetto di Eliel Saarinen, Herman Geselluis e Armas lingreen, un 'trio' destinato a diventare famoso
    
Durante gli anni difficili successivi alla prima guerra mondiale, quando in Finlandia mancavano i fondi per costruire su vasta scala, Saarinen sbarcò il lunario disegnando francobolli e banconote. Poi, nel 1922, la sua vita ebbe una svolta significativa, allorché, il Tribune di Chicago indisse un concorso per la progettazione del “piú bel palazzo per uffici del mondo”. Vi parteciparono architetti di 22 paesi. Il progetto di Saarinen non vinse la competizione, ma si classificò secondo e fu molto apprezzato dal pioniere dei grattacieli, Louis Sullivan. Come risultato, il progetto di Saarinen fu copiato e divenne il modello per generazioni di grattacieli americani.
L'anno seguente, a 50 anni, Saarinen si recò a visitare la città per la quale aveva ideato il suo progetto e la nazione in cui era stata realizzata l'idea stessa dei grattacieli. Non appena sbarcato negli Stati Uniti si rese conto che era quello il paese dell'avvenire per le costruzioni monumentali e si fece raggiungere dalla moglie e dai due figli. Trasferendosi in America, tuttavia, i Saarinen non ruppero i legami con la Finlandia. 
Saarinen dichiarò a quell'epoca: 

“Quando i gamberi d'acqua dolce saranno rossi e l'acquavite ghiacciata, tornerò in Finlandia”. 

Mantenne la promessa. Tranne durante il periodo della seconda guerra mondiale, trascorse con i familiari a Hvittràsk la maggior parte d'ogni estate fino alla fine dei suoi giorni.
  
Il Museo e la Libreria della Cranbrook Academy of Art


     
Negli Stati Uniti, Saarinen divenne docente di architettura presso l'Università del Michigan e poco dopo ricevette l'incarico di edificare una scuola per ragazzi e Bloomfield, sempre nello stato del Michigan. Fu il primo passo verso la creazione del famoso complesso architettonico noto come Comunità scolastica di Cranbrook. Questa comunità arrivò a comprendere alla fine, oltre alla scuola maschile, l'istituto di scienze e un'accademia delle arti. 
Il complesso di Cranbrook ideato da Saarinen è oggi considerato uno dei capolavori dell'architettura americana ed è stato riconosciuto monumento nazionale degli Stati Uniti.
Nel 1932 Saarinen fu eletto presidente della Accademia delle arti di Cranbrook, incarico che ricoprí per il resto dei suoi giorni. Fu un insegnante rispettato e amato. Da tutto il mondo giungevano studenti di architettura per studiare col maestro.
Cranbrook, grazie ai suoi laureati piú illustri, ha svolto un ruolo di primaria importanza nell'architettura americana del XX secolo.
Il primo luglio 1950, a 77 anni, Eliel Saarinen morí. Un mese dopo, quando “i gamberi erano rossi e l'acquavite ghiacciata”, le sue ceneri furono portate in Finlandia e inumate sul colle di Hvittràsk. Sul masso di granito che contrassegna la località si legge: 

“Il lavoro è la chiave per la crescita creativa della mente.”
  
Chiesa Cristiana di Columbus, Indiana,  completata nel 1964 su disegno di Eliel Saarinen 

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4 commenti:

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