sabato 31 marzo 2012

GANGE - Varanasi - वाराणसी - Vārāṇasī - Benares - Banaras - Benaras - Kashi - Kasi



    
Di buon mattino, io e Onais, eravamo pronti per recarci alle rive del fiume Sacro, che rappresenta la più grande attrattiva di Benàres. Il Gange, largo qui settecento metri, scorre imponente fra le due rive, alte una decina di metri sul livello della corrente; la città si estende per oltre tre chilometri sulla sponda sinistra, che, per tutto il suo declivio è coperta da ampie gradinate di oltre cinquanta gradini, le quali congiungono la città, in tutta la sua lunghezza, all'onda del fiume. Sono questi i famosi Ghats, termine indiano che significa gradinate. È qui che da secoli innumerevoli, ogni mattina, al levar del sole, migliaia di pellegrini accorrono dalle più remote province dell'India. 
La meta dei pellegrini non è tanto la città di Benàres, quanto il fiume.
  


    
Lungo i Ghats, specchiantisi nelle acque divine, sorgono templi senza numero; grandiosi recinti destinati ad ospitare i pellegrini che hanno viaggiato settimane e mesi per raggiungere questo sogno di tutta la loro vita; palazzi di maharajas che ambiscono di venir a passare gli ultimi giorni in questo luogo per sentirvi l'onda sacra del Gange fluir.
  


   
Perchè, se il bagnarsi nel Gange in riva a Benàres è, per un credente indiano, il compendio di ogni bene, nulla assicura tanto la felicità eterna quanto il morire sulle sue rive...
Giungemmo al fiume mentre i primi raggi del sole rivestivano di luce fantastica le cupole e le guglie dei mille templi e si riflettevano in una miriade di sprazzi d'argento sulle acque...
   


    
Ci saranno stati più di diecimila credenti; tutta la cornice dei Ghats era affollata di devoti che si preparavano alla preghiera mattutina, all'adorazione del Gange e del Sole nascente. Ciascuno si mostrava assorto nei suoi atti religiosi come fosse solo; quell'infinita varietà di figure, di movimenti, di colori dava allo spettacolo un aspetto magico.
  


    
Ed ecco che ogni orante scende lentamente di gradino in gradino, fa la sua preghiera guardando il Sole, tocca la superficie dell'acqua, entra nel fiume, immerge la testa con un tuffo, si strofina generosamente le membra con l'acqua divina e ne beve un sorso col cavo della mano. 
Nessuno di essi bada ai vicini... e tutti questi atti si compiono in mezzo ad un religioso silenzio, col raccoglimento di chi esercita un rito alla presenza della divinità.
  
   

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao, grazie per questo blog ...amazing india

TheSweetColours ha detto...

vogliono tutti andare a morire lì?