giovedì 29 marzo 2012

MARTINICA - LA PELÉE (Saint-Pierre)


Monte La Pelée, la Montagna Calva


     
Monte La Pelée, la Montagna Calva, è un vulcano dell'isola di Martinica, di cui rappresenta la massima quota (1350 metri). 
Nel maggio del 1902 fu protagonista di una spaventosa eruzione che seppellì le cittadine di Saint-Pierre e di Morne Rouge.c
Montagna Calva è così chiamata perchè la lava eruttando dal cratere l'aveva privata di vegetazione. Ma questo era accaduto molto tempo prima.
Ormai spento, il cratere conteneva l'incantevole lago delle Palme, mèta preferita delle comitive che da Saint-Pierre e da Fort-de-France (Città di 75.00o abitanti, porto principale e capoluogo della Martinica) partivano per le merende in campagna. Chi mai doveva temere il maestoso Monte La Pelée, un vulcano spento?
   

      
Tuttavia, quella primavera, gli abitanti della Martinica ricevettero un duro colpo. Il vulcano non era spento, a quanto sembrava. La Pelée brontolava e ne uscivano fumate nere, illuminate, la notte, da fiammate e da bagliori di lampi. Poi, il 5 maggio, un torrente di lava si abbattè paurosamente lungo il fianco della montagna, investendo in pieno uno zuccherificio e seppellendo ventotto persone.
La notte del 7 maggio, il Monte La Pelée offrì uno spettacolo pirotecnico. Sembrava che il vecchio vulcano volesse celebrare in anticipo la domenica, che era il giorno dopo. Alle otto meno dieci dell'8 maggio 1902, una salva di rombi come di artiglieria pesante giunse dal Monte La Pelée. Poi, intasata dalla lava incandescente, la cima della montagna saltò. Come un gigantesco razzo pirotecnico, il La Pelée cominciò a vomitare lingue di fuoco e globi fiammeggianti. Una colonna di fumo lanciata ad altezza vertiginosa oscurò il cielo.
  
Eruzione de Le Pelée del 1902


    
Rivelato nella sua sagoma imponente da un rosso bagliore infernale, il La Pelée vomitava viscide masse che facevano piovere ceneri roventi sulla terra e sul mare.
A un tratto, serpentino e abbagliante come una saetta, uno spacco si aprì nel fianco della montagna, verso Saint-Pierre. Ne scaturì un immenso nembo di vapore e cenere che, a velocità incredibile, si abbattè sulla condannata città di Saint-Pierre.
In tre minuti quella nube rovente, soffocante, annientò quasi 30.00o persone! Lasciando nella sua scia la città in fiamme, il nembo devastatore piombò sulle calate del porto; e il mare, sibilando e ribollendo, si ritrasse davanti a quella furia. Le squadre di soccorso partite da Fort-de-France raggiunsero Saint-Pierre quel pomeriggio, ma non trovarono nessuno a cui prestare aiuto. 
Saint-Pierre sembrava una città morta, distrutta da qualche cataclisma, quasi dimenticata e appena riportata in parte alla luce: un'altra Pompei, un'altra Ercolano. Nelle vie la cenere raggiungeva l'altezza di circa due metri.
   
Saint-Pierre dopo il 1902


    
Il numero delle vittime mietute dal Vesuvio nel 79 d. C. era stato superato dal Monte La Pelée. Le ceneri del La Pelée caddero su navi che si trovavano a centinaia di miglia di distanza, e l'eruzione depositò due milioni di tonnellate di polvere sull'isola di Barbados, 20o miglia a Sud.
Oggi, il Monte Pelée, sebbene sia attualmente in fase di semi-quiescenza, è sorvegliatissimo: il rischio di un'altra eruzione come quella del 1902 è più che possibile. Saint-Pierre è oggi ridiventata una florida città turistica con circa 6000 abitanti, e si vi possono ancora trovare le rovine della città distrutta. Inoltre, un Museo locale raccoglie abbondantissimo materiale sull'eruzione e l'attività del Monte Pelée.
  
Saint-Pierre e La Pelée oggi

VEDI ANCHE . . .


    

2 commenti:

TheSweetColours ha detto...

bellissimo

Anonimo ha detto...

XD