sabato 17 marzo 2012

VARSAVIA - Dipinti del Canaletto (Vedute di Varsavia - Views of Warsaw)


SUI QUADRI DEL PITTORE ITALIANO RICOSTRUITA LA CAPITALE POLACCA

Le tele di Bernardo Bellotto riproducono fedelmente il volto dell'antica Varsavia.
Le case, le strade, le piazze da lui dipinte sono state prese a modello dagli architetti polacchi.
  

   
Il Centro internazionale delle Arti e del Costume, a suo tempo, ha offerto le sale di Palazzo Grassi, sul Canal Grande, alla mostra di Bellotto e di Alexander Gierymski (Varsavia 1850 - Roma 1901). La manifestazione era posta sotto gli auspici del Ministero della Cultura e delle Arti della Polonia e del Ministero italiano della Pubblica Istruzione.
La mostra presentava un indubbio interesse in quanto era la prima volta che i 33 quadri e i 61 disegni di Bellotto lasciavano la Polonia per essere esposti all'estero, così come per la prima volta, all'estero, venne allestita una rassegna di opere di Gierymski, artista polacco della seconda metà dell'Ottocento.
I quadri di Bellotto sono quasi tutti paesaggi della città e dei dintorni di Varsavia.
Bernardo Bellotto infatti, (nipote di Antonio Canal, detto il Canaletto), nacque a Venezia il 30 gennaio 1721..., visse e lavorò nella capitale polacca dal 1767 all'anno della sua morte, 1780. Del Canaletto, il Bellotto era stato allievo e collaboratore, da lui aveva appreso la perizia della scuola vedutista veneta: nitidezza, precisione, osservazione realistica, senso della natura; scuola che reagiva alla magniloquenza dei tiepoleschi con l'aderenza vivace ai motivi della vita, della realtà. Era una scuola insomma nata nel clima illuministico e prerisorgimentale, lo stesso clima in cui si formò la commedia di Carlo Goldoni.
   





     
Il Bellotto, a differenza del Canaletto, adoperava un colore più grigio e sommesso, ma lo stesso possedeva la capacità di dare atmosfera, profondità e luce alle immagini del paesaggio.
Bernardo Bellotto era giunto a Varsavia - come detto prima - nel 1767, ma Venezia l'aveva lasciata ben venti anni prima, nel 1747. La Sua prima tappa era stata Dresda. Qui egli era stato nominato "pittore di corte" dal re di Sassonia Federico Augusto I. In quell'epoca la corte di Dresda, come del resto altre corti d'Europa, era diventata un centro di vita artistica, dove particolarmente ben accolti erano i pittori, gli scultori, gli architetti, i musicisti, gli attori italiani.
In Sassonia il Bellotto rimase dieci anni. Di lì, in seguito allo scoppio ella guerra dei "Sette anni", passò a Vienna, nel 1758, lavorando per l'imperatrice Maria Teresa. Tre anni dopo era stato a Monaco: intanto, a Dresda, la sua casa e ogni suo avere erano stati distrutti sotto un bombardamento prussiano.
Bellotto allora pensò di recarsi, come molti altri artisti italiani, a Pietroburgo, presso la corte di Caterina II.
Si mise in viaggio nel gennaio del '67, ma arrivato a Varsavia, invitato con insistenza dal re Stanislao Augusto Poniatowski, finì col rinunciare alla corte russa e prendere dimora definitiva nella capitale polacca.
   





    
La Polonia in questo periodo della seconda metà del Settecento è tutta animata da una vita nuova. Le grandi idee dell'illuminismo suscitano un vasto movimento culturale e di riforme. Nel 1773 viene sciolto l'ordine dei gesuiti e le scuole passano sotto il controllo dello Stato. Stanislao Augusto è un re "illuminato", nutrito di cultura francese e favorevole ad un sistema di governo del tipo inglese; ed inoltre è particolarmente amante delle arti figurative. Per queste ragioni il Bellotto, alla corte di Varsavia, si trova a suo agio
Durante i quattordici anni della sua attività in Polonia, il Bellotto portò a termine una ricca serie di quadri. Soltanto nella galleria reale ne raccoglieva una sessantina. Purtroppo parecchi dei suoi dipinti, eseguiti in Polonia, sono andati distrutti durante la guerra.
Tutti questi quadri, tranne alcuni di tema storico-celebrativo, come ho già detto, sono paesaggi o vedute di Varsavia: le strade, le piazze del centro, il palazzo e il parco di Wilanòw nei pressi della capitale, i sobborghi e i quartieri della periferia.
In questi quadri del Bellotto la vita vara e vivace della città è colta con estrema acutezza e verità. Da questi quadri possiamo renderci conto del rapido trasformarsi e svilupparsi della capitale polacca nella seconda metà del secolo: sviluppo che portò la popolazione cittadina dai 23.000 abitanti del 1754 ai 110.000 del 1790, facendo di Varsavia una grande capitale europea. Così, per questa crescita impetuosa e veloce, i contrasti urbanistici ed edilizi, in quegli anni, si erano fortemente accentuati;: grandiosi palazzi sorgevano accanto a tuguri di legno, grosse case moderne vicine a edifici barocchi e rococò, templi neoclassici di fronte alle chiese gotiche.
La fedeltà delle linee architettoniche dei palazzi e delle chiese, nei quadri del Bellotto, è tale che i suoi dipinti sono serviti alla ricostruzione di storici quartieri di Varsavia quasi totalmente distrutta durante la seconda guerra mondiale.
   





    
Ma i quadri del Bellotto sono interessanti anche per la verità e la vivacità dei personaggi che li popolano: personaggi che sono qualcosa di più di generiche figurette eseguite di maniera per animare il dipinto. Sono invece, per la maggior parte, figure rappresentate dal vero, nei loro costumi, nei loro mestieri, nelle loro abitudini.
E' una visione di personaggi differenziati di ogni classe e ceto sociale: nobili, ecclesiastici, ricchi borghesi, militari, contadini, servitori, mendicanti. E tutti questi personaggi parlano e si agitano, dando immediatamente l'impressione della vita attiva e variamente articolata dell'animatissima Varsavia settecentesca.
Ciò che tuttavia si deve ancora osservare è il fatto che Bellotto, di tutti i personaggi di Varsavia, non ne ha mai dipinto uno che ritragga la città nel suo caratteristico aspetto invernale: Varsavia sotto la neve. Bellotto, insomma, anche dopo tanti anni, era rimasto un pittore veneziano


Se Bellotto è morto in Polonia il 17 ottobre 1780, a Varsavia, influendo con la sua arte su molti artisti polacchi, Alexander Gierymski si è spento invece a Roma, nel 1901, dopo aver studiato e assimilato la lezione dell'arte italiana, specialmente del Rinascimento Veneziano.




Conclusione: Bellotto viene scambiato col grande Canaletto, mentre è il nipote, detto anche Canaletto il giovane.





2 commenti:

TheSweetColours ha detto...

...wow!

Mario Sommarti ha detto...

Infatti, già nel 1970, visitando Varsavia, le guide ci dicevano che la ricostruzione della Piazza Stare Miasto distrutta dai naziztsi fu rifatta grazie alle pitture del Canaletto e non dal Bellotto.