lunedì 23 aprile 2012

CHIUSAFORTE (Scluse in friulano) - Provincia di Udine


   
CHIUSAFORTE (Scluse in friulano, Kluže in sloveno) è un comune italiano di 750 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.


FRAZIONI

Costamolino, è un piccolo nucleo di case che sorge in posizione assai panoramica sulla destra orografica del Canal del Ferro, nel tratto compreso tra Dogna e Chiusaforte. Vi si giunge dalla statale Pontebbana attraverso il sentiero CAI n.427 oppure da Plagnis tramite una strada sterrata.

Sella Nevea, località di sport invernali sorta negli anni sessanta e settanta a 1.190 m s.l.m., nella conca tra il monte Canin e il Montasio. Sul Canin si snodano diversi chilometri di piste da sci, che si sta progettando di collegare con gli impianti di Bovec/Plezzo nella vicina Slovenia.

Borghi e località: Casasola, Chiout Cali, Chiout Micheli, Patocco, Pianatti, Piani di là, Piani di qua, Piani di sotto, Raccolana, Roveredo, Saletto, Sotmedons, Stretti, Villanova.
  
Altopiano del Montasio (Sella Nevea)


   
L'antico e più vero nome di questa località storica è La Chiusa: come evidente indicazione di una strozzatura naturale della vallata creata dal fiume Fella tra le Alpi Carniche e le Alpi Giulie, al cui fondo passava la strada da Aquileia per il Norico. 
E come tale ha avuto, fin dai tempi più antichi, una sua inevitabile e insostituibile funzione di guardia, di controllo e di tributi da pagare. 
Anche se questa "fortificazione-presidio" non impedì diverse incursioni provenienti dal Nord. 
La Chiusa mantenne fino all'epoca italiana una sua configurazione ricca di riferimenti storici: il controllo della Chiusa era troppo importante perché non intervenissero Patriarchi e Signori, con reciproche cupidigie su una "muta" che poteva rendere tremila ducati d'oro all'anno. 
Ogni potente, piccolo o grande che fosse, ci teneva a questo passaggio: nel 1336 il grande Bertrando tagliò corto con tutti e trasferì la "muta" a Tenzone. 

Chiusaforte, proprio per questa sua posizione geografica, fu teatro di lotte tra patriarchi e imperatori e veneziani, e vi arrivarono anche i Turchi, non bastassero le lunghe mani dell'Austria. 
Chiusaforte assistette all'eroica resistenza di Antonio Bidinuccio e Anastasia di Prampero contro il Duca di Brunswich. 
Qualche anno dopo La Chiusa subì una devastazione traumatica da cui uscì a fatica. 
E non bastava certo la buona amministrazione della giustizia da parte dell'Abbazia di Moggio a dare respiro e tranquillità a questo spazio tanto calpestato. 
L'Austria, dopo l'avventura napoleonica, allargò la Pontebbana e l'Italia abolì finalmente tutti i legami feudali e pascoli comuni: cominciò l'emigrazione stagionale e permanente. 

La Chiusa cambiò nome nel 1867 e divenne Chiusaforte. 
Ebbe particolari e gravi ferite nel secondo conflitto mondiale, riaprendo una storia antica di passaggi militari, di truppe in fuga o alla conquista: come sempre, senza contare la rivolta della natura...., stagioni amare e dolorose. 

Oggi Chiusaforte costituisce una realtà significativa per la zona commerciale e industriale del mio Friuli. 
Dopo il terremoto del 1976, grazie agli sforzi degli enti pubblici e all'iniziativa privata, l'economia della zona ha segnato un notevole incremento, decretando l'inizio dello sviluppo e la fine dell'isolamento economico e culturale. 

In questa zona meravigliosa ho trascorso i peggiori mesi della mia vita...ero in servizio di leva militare... ma questa è un'altra storia.....
  



    
Medaglia d'oro al Merito Civile

«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e d’alto senso del dovere, meritevole dell’ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta.»

1 commento:

TheSweetColours ha detto...

che immagini...