giovedì 5 aprile 2012

Gerhard Kremer - Gerardo Mercatore e la cartografia (The cartography)


    
Tra le figure di maggior del Rinascimento europeo, un posto particolare spetta a Gerhard Kremer, noto con il nome latinizzato di Mercator o Mercatore, uno dei più grandi geografi e cartografi di tutti i tempi, e non solo per le sue opere geografiche, le sue carte e la proiezione che porta il suo nome, ma per gli stretti legami che la sua figura e le sue opere ebbero con il periodo storico in cui visse.
Il Rinascimento fu nel suo complesso un fenomeno di rinnovamento culturale e sociale, che si sviluppò in tutta Europa dagli ultimi decenni del Quattrocento fino alla seconda metà del Cinquecento interessando ogni campo dell’attività umana. Tutte le attività culturali e scientifiche che per secoli erano stato monopolio della Chiesa si concentravano ora nelle corti dei principi, che diventavano i mecenati ed i sostenitori degli uomini di cultura del tempo.
La classe dominante costituita dai “signori” e dai “principi” sentì la necessità di superare le contraddizioni ormai insolubili che travagliavano il sistema economico-politico feudale, cercando l’appoggio della allora nascente borghesia cosiddetta “mercantile”, perché in presenza costituita da mercanti e da banchieri. Nel periodo precedente, quello comunale, questa classe sociale, ancora debole, non era riuscita ad imporsi sul sistema feudale le cui strutture erano già attaccate da serie contraddizioni interne, e accettò quindi l’appoggio morale e materiale dei “signori” e “principi”. Assieme ai mercanti e ai banchieri entrarono nelle corti principesche anche gli artisti, i letterati e gli uomini di scienza.
Nei Paesi Bassi, nelle città anseatiche e in quelle tedesche, collegate con il Mare del Nord attraverso il Reno, la borghesia mercantilista aveva affrontato il proprio ruolo in modo molto più deciso di quanto lo facesse nell’Europa meridionale ove l’influenza del papato era più forte. In quei paesi la forza della borghesia era tale da imporre ai principi la propria volontà e far sì che quest’ultimi aiutassero non solo artisti e letterati che davano lustro alla corte, tenendo alto il nome del principe, non solo scienziati, matematici e fisici che applicavano le loro scoperte a fini militari, ma pure scienziati che direttamente, attraverso le loro scoperte, contribuissero all’espansione mercantile e tra questi in primo luogo i cartografi e geografi.
Le opere di questi scienziati erano dedicate ai principi, ma dietro le quinte si manifestava la volontà di una classe costituita da banchieri, mercanti e artigiani che via via andava acquistando coscienza della propria forza e che nell’espansione economica vedeva la possibilità vedeva la possibilità di affermare il proprio ruolo di nuova classe dirigente.
In questo periodo così ricco di fermenti e di trasformazioni visse Mercatore, geografo e cartografo, una delle figure più significative del Rinascimento europeo, anche se, purtroppo meno nota di tante altre.
Gerhard Kremer nacque a Rupelmonde, una piccola cittadina delle Fiandre orientali, il 5 marzo 1512, da una famiglia borghese benestante; non è certo se suo padre fosse mercante o artigiano tessile o tutte le due cose assieme. La sua famiglia apparteneva a quel ceto sociale in ascesa che vedeva ella cultura uno dei propri punti di forza. Nel 1530, all’età di 18 anni il giovane Gerhard si iscrisse all’università di Lovanio ed in quel ateneo studiò matematica, astronomia e cosmografia, sotto la guida del grande scienziato Gemma Frisius, sotto la cui guida costruì le prime carte geografiche.
Ultimati gli studi, entrò al servizio dell’imperatore Carlo V, il fondatore dello Stato nazionale spagnolo, al cui impero, che si estendeva in Europa ed in America, appartenevano allora anche i Paesi Bassi. Divenuto abile costruttore di astrolabi, di sfere, ecc., e anche provetto agrimensore, il Mercatore iniziò l’attività cartografica nel 1537, per incarico di Carlo V, con una carta della Palestina. Nel 1538 eseguì un mappamondo cordiforme e due anni dopo (1540) una grande carta delle Fiandre in 4 fogli.
Le opere più importanti di questo primo periodo, assieme all’ANELLO ASTRONOMICO e al manoscritto DECLARATIO presentato in Bruxelles a Carlo V, furono il globo terrestre costruito nel 1541, con un diametro di 41 centimetri, e il gemello globo celeste, ultimato dieci anni dopo nel 1551.
Per le idee espresse nella sua opera DECLARATIO Mercatore fu posto sotto accusa per eresia dal tribunale dell’Inquisizione, e arrestato nel 1544. La sua posizione enne aggravata dalla simpatia da lui manifestata per il calvinismo che stava facendo allora numero sempre maggiore di proseliti nelle Fiandre e in tutti i Paesi bassi. Carlo V, pur sostenuto nella sua politica espansionistica dai finanzieri dei Paesi Bassi e della Renania, lo privò della sua protezione, per non inimicarsi la Chiesa di Roma che restava il suo sostegno principale.
  
Carte di Mercatore del 1554

      
LA GRANDE CARTA D’EUROPA DEL 1554

Non è noto come Mercatore riuscì ad uscire indenne dalla pericolosa avventura: nel 1552 emigrò nella Renania tedesca ed entrò al servizio del duca di Duisburg, nella cui corte vigeva uno spirito più liberale e meno influenzato dalla Chiesa di Roma.
A Duisburg, Mercatore trovò il clima ideale per i suoi studi lì videro la luce le sue opere più famose. Fu lì che applicò la proiezione che ancora oggi porta il suo nome. Tutte le sue opere furono da ora in poi dedicate al duca.
Nel 1554, Mercatore pubblicò a Duisburg la grande carta d’Europa in 15 fogli alla quale aveva lavorato fin dai tempi di Lovanio. Quest’opera occupa un posto fondamentale nella sua produzione perché con essa ha inizio il processo interno di emancipazione di Mercatore da Tolomeo, il grande geografo, astronomo e matematico dell’età alessandrina, che fino ad allora aveva influenzato tutti i cartografi del tempo. Infatti sulla grande cartA D’Europa l’estensione del Mediterraneo che era di 62° nelle carte tolemaiche, veniva ridotta a 52°.
Nel 1564 eseguì, in 8 fogli, la carta delle Isole Britanniche, e nel 1569 la sua opera più importante (NOVA ET AUCTA ORBIS TERRAE DESCRIPTIO AD USUM NAVIGANTIUM ACCMODATA), la meravigliosa carta mondiale in 18 fogli ove applicò la proiezione che porta il suo nome. Mercatore non fu né inventore né il primo ad usare la proiezione cilindrica isogona, ma il primo ad applicare questo tipo di proiezione con metodo essenzialmente empirico, in cartografia, costruendo una carta nautica di facile uso da parte dei naviganti. Su questa carta il capitano, con l’uso del compasso, poteva tracciare la rotta rappresentata da una retta, avente lo stesso angolo con tutti i meridiani. L’opera cosmografia di Mercatore viene descritta dall’autore nella sua CHRONOLOGIA (che è la parte rimastaci di una specie di enciclopedia cosmografia sintetica), pubblicata in Colonia nel 1569; nella CHRONOLOGIA l’autore sottopose a critica le carte tolemaiche e quelle più antiche e preannunciò, in un certo modo, l’opera successiva, ossia la sua edizione critica delle 27 carte tolemaiche, pubblicata nel 1578 pure a Colonia (TABULA: geographicae Cl. Ptolomaei ad mentem aucroris restitutae et emendatae).
  
Carta di Mercatore del 1585



    
IL MONUMENTALE ATLANTE DEL 1585

L’opera più voluminosa di Mercatore fu l’ATLAS (Atlas sive Cosmographicae meditationes de fabrica Mundi et fabricati figura), l’atlante, al quale si dedicò negli ultimi anni della sua vita e che, in parte, fu pubblicato dopo la sua morte.
In quest’opera, monumentale per quei tempi, Mercatore fu aiutato dal figlio Rumoldo che lo coadiuvò nella fase di elaborazione e di disegna. La pubblicazione di quest’opera avvenne in vari periodi e subì dei ritardi a causa della mancanza di incisori. Le carte venivano realizzate allora per mezzo di incisioni a mano su piastre di rame, che costituivano vere opere d’arte, da qui la difficoltà di trovare incisori all’altezza del compito.
Nel 1585 fu pronta la prima parte, costituita da 61 carte includenti la Gallia, il Belgio inferiore e la Germania, e nel 1589 la seconda parte costituita da altre 23 carte, includenti l’Italia, la Slavonia e la Grecia.
Mercatore non vide la pubblicazione dell’Atlante completo. Dopo due infarti subiti nel 1590 e 1593, morì infatti a Duisburg il 2 dicembre 1594, quando ormai il suo nome e le sue carte erano conosciute in tutto il mondo civile. La terza parte dell’Atlante, includente le Isole Britanniche, fu pubblicata nel 1595, dopo essere stata completata dal figlio Rumoldo che la dedicò alla regina d’Inghilterra Elisabetta I. Rumoldo Mercatore, nello stesso 1595 pubblicò l’Atlante completo in 107 carte. Il successo di quest’opera, che ha dato il nome a tutte le raccolte di carte geografiche moderne, fu enorme.
Assieme a Kremer, oltre suo figlio Rumoldo, collaborarono come corrispondenti numerosi geografi e cartografi del tempo come John Dee e Richard Hakluyt in Inghilterra e Abraham Ortelius in Olanda, nonché come suo allievo e stampatore Cristophe Plantine, il quale ebbe il grande merito di divulgare le opere e gli strumenti del maestro in tutta l’Europa.
Gerardo Mercatore ebbe intuizioni estremamente moderne per quei tempi; intuì ad esempio la necessità di operare in gruppo nelle opere geografiche e cartografiche. Nel laboratorio di Duisburg egli praticava tutti i processi di cartografia, dalla raccolta ed elaborazione dei dati geografici, alla compilazione dei disegni, fino alle incisioni. Fu un genio multiforme e nessuna definizione gli si addice al meglio di quella datagli da un suo biografo dell’epoca, Gualterius Ghynnius: “Ingegno dexter, dexter et ipsu manu”… ingegno versatile, e contemporaneamente di mente e mano versatili.
Il contributo che Mercatore dette alla navigazione ed alle scoperte geografiche successive fu grande; egli è stato il degno rappresentante di una classe sociale in ascesa che sin dal suo sorgere si prefiggeva obbiettivi precisi, considerando la scienza come un mezzo per la propria espansione economica, e sarà ricordato come uno di quegli uomini che hanno dato un contributo decisivo al progresso dell’umanità.
  
Proiezione di Mercatore





   
LA PROIEZIONE DI MERCATORE (Per i più interessati…)

La proiezione di Mercatore è una proiezione cilindrica isogona (conforme, cioè conservante gli angoli) in cui i meridiani sono rappresentati da un fascio di rette parallele a latitudine crescente, cioè non equidistanti. L’Equatore è rappresentato da una retta come in generale ogni circolo massimo della sfera terrestre (Ortodromica). Le distanze dei meridiani da quello centrale, considerato come primo meridiano, sono funzioni delle tangenti delle longitudini. I paralleli hanno invece forma di iperboli la cui ampiezza decresce con l’aumentare della latitudine. Le distanze dei punti di ogni parallelo dall’Equatore sono funzioni della tangente della latitudine per la secante della longitudine. Con questa proiezione, le deformazioni delle terre emerse sono sensibilissime.
Tuttavia le deformazioni nel senso della longitudine vengono compensate con proporzionali aumenti delle distanze fra paralleli, a mano a mano che ci si allontana dall’Equatore, allo scopo di mantenere l’isogonia della rappresentazione. In tal modo ogni lossodromia (curva sulla sfera che incontra sotto un angolo costante i successivi paralleli) deve mutarsi, in proiezione, in una curva piana che sega sotto il medesimo angolo le rette immagini dei paralleli: cioè in una retta; e questo fatto è di grande utilità pratica nella determinazione della rotta. Questo tipo di proiezione risulta utilizzabile solo fino a 60° o 70° di latitudine; al di sopra la deformazione aureolare è eccessiva.
    

1 commento:

TheSweetColours ha detto...

interessante...