lunedì 30 aprile 2012

GIULIANO DA SANGALLO - Architetto del Quattrocento (Architect of the Fifteenth)


La chiesa della Madonna delle Carceri - Prato oggi


Giuliano da Sangallo (1445 - 1516) ebbe i primi rudimenti del padre e, ventenne, cominciò gli studi dell'antico a Roma, formandone in seguito il prezioso libro che si conserva nella Barberiana.
Sotto Paolo II, lavorò al Palazzo San Marco e al Palazzo Vaticano con la collaborazione di Meo del Caprino e di altri aiuti.
Dal 1479, anno del suo ritorno a Firenze, si adoperò nelle fortificazioni di Colle di Val d'Elsa, costruì il modello di legno per il compimento di Santa Maria dei Servi ed un altro, insieme al fratello Antonio (nel 1482), per la chiesa ed il chiostro della Badia.



Madonna delle Carceri (spaccato) - Prato
Giuliano da Sangallo


La Villa di Poggio a Caiano risorse nel 1485, e nei sette anni successivi fu condotta a termine la "Madonna delle Carceri" a Prato, che inizia così un nuovo periodo dell'arte.
Come nella sagrestia di San Lorenzo e nella Cappella Pazzi, la cupola emisferica si leva sopra il tamburo, si incentra nella croce greca, ed intorno al quadrato di pianta sporgono quattro corti navate.
I tre prospetti si compongono di due ordini di doppi pilastri, dorici e ionici, e di un frontespizio triangolare..., le liste di marmo verde di Prato riquadrano con purezza geometrica le superfici...., all'interno, il semplice organismo ed il pieno sfogo delle volte sono delineati dai pilastri e dalle cornici, mentre l'eleganza dei fregi e dei particolari decorativi tiene di nuovo dei concetti del Brunelleschi.
I lacunari e i medaglioni con gli "Evangelisti", eseguiti da Andrea Robbia (1490 circa), sono di terracotta invetriata, e risulta un insuperabile accordo di bianco e di azzurro.
A Firenze, il prospetto ed il portico di "Santa Maria Maddalena dei Pazzi" ritorna dimessamente agli schemi primitivi della Rinascita, ma la sagrestia di Santo Spirito, a pianta ottagonale e divisa in due ordini, è un'opera brunelleschiana che fonde linee e colori in una ricerca estetica di armonia.
Anche il "Palazzo Gondi", con tre portali cinti di raggiera di bugne, come le sette finestre del primo piano, ha la mozzatura digradante, e nel cortile il decoratore si incapriccia con finezza instancabile, dai capitelli ai balaustrini della scala.


Villa medicea a Poggio a Caiano


Nella facciata della "Villa Reale Medicea" di Poggio a Caiano (chiamata anche Villa Ambra) c'è una contaminazione del tempio greco, che giustifica più lo studioso che il gusto delle misure insito nell'architetto..., ma nella sua ultima opera, la cupola della basilica di Santa Maria di Loreto, Giuliano da Sangallo ritorna al tipo ottagonale di Santa Maria del Fiore.

1 commento:

TheSweetColours ha detto...

non lo conoscevo...