mercoledì 25 aprile 2012

ARTE NEOCLASSICA (Neoclassical art) - L'architettura


Amore e Psiche - Canova


    
Premessa

"Nobile semplicità e quieta grandezza": con queste parole il tedesco Winckelmann aveva riassunto la sostanza dell'estetica neoclassica. E tuttavia questa tendenza, che con il ritorno alle forme e alle espressioni d'arte d'un tempo (la cui conoscenza i ritrovamenti archeologici di Ercolano e Pompei avevano ravvivato) cercava di riproporre un antico ideale di bellezza, finì abbastanza presto col ridursi ad una pura ricerca formale. 
Il Neoclassicismo era stato, nel periodo terminale del '700, lo stile, si potrebbe dire, "scelto" dalla Rivoluzione francese come il più adatto a rappresentare, nelle arti plastiche e figurative, le idee di amor patrio e di libertà. Con la rivoluzione, l'arte assumeva il compito di educare gli uomini, di guidarne pensiero ed azione, indicando ad essi i modelli cui ispirarsi. E in effetti, in quegli anni drammatici, il Neoclassicismo assolse una funzione innovatrice, anticipando nei contenuti se non nella forma le successive acquisizioni dell'età romantica.
Nei primi decenni del XIX secolo, invece, il Neoclassicismo perde progressivamente questa sua originale caratteristica per risolversi appunto nella esaltazione della esteriorità, segno questo della decadenza di un indirizzo che insisterà nei vecchi modi espressivi senza avere più l'apporto di pensieri e contenuti nuovi.


L'architettura neoclassica

L'architettura neoclassica italiana ha nella Milano dell'ultimo scorcio del '700 e dei primi anni dell'800 la sua sede di maggior prestigio, gli autori più rappresentativi.
È la Milano di Maria Teresa d'Austria prima, e poi capitale del napoleonico Regno d'Italia e, infine, del Lombardo-Veneto; è la Milano dove più marcata è l'influenza della cultura illuministica e degli ideali rivoluzionari, che conosce uno straordinario sviluppo architettonico, tutto improntato ai canoni del Neoclassicismo. Sviluppo non solo nei singoli edifici di tipo monumentale, ma nella espansione urbanistica nel suo insieme e quindi anche nell'edilizia residenziale.
   
Teatro alla Scala - Milano


      
Palazzo Belgioioso - Milano
    
Giuseppe Piermarini (1734-1808) fu senza dubbio il maggior protagonista di questo impulso architettonico. Allievo di Luigi Vanvitelli, egli interpretò il Neoclassicismo nella maniera più rigorosa e tradizionale, rispettandone i principi ed esprimendosi nello stesso tempo con molta efficacia. La sua opera di maggiore impegno è il famoso Teatro alla Scala; ma notevolissimo è pure il Palazzo Belgioioso, come degna di rilievo è la ricostruzione del Palazzo Reale (per il quale si ispirò alla vanvitelliana Reggia di Caserta).
Del Piermarini, e sempre a Milano, sono ancora i Palazzi Greppi e Serbelloni e, a Monza, la Villa Reale.
  
Palazzo Greppi (interno) - Milano




   
Palazzo Serbelloni - Milano

    
Con Piermarini lavorarono, sul finire del '700, architetti di sicuro valore, quale il viennese Leopold Pollack (1752-1806), costruttore della Villa Belgioioso.
  
Villa Reale - Monza


   
Roma non fu da meno di Milano e costituì anch'essa centro di importanza nazionale ed europea della cultura neoclassica (basti pensare alla traccia lasciatavi, in architettura, dal Vanvitelli).
  
Piazza del Popolo - Roma


     
Chiesa di S. Rocco - Roma
   
Chiesa S. Andrea delle Fratte - Roma

     
Giuseppe Valadier (1762-1839) fu per Roma ciò che Piermarini era stato per la capitale lombarda.  Costruttore e urbanista, operò in modo davvero rilevante nel campo dell'edilizia d'abitazione. La sua gloria maggiore è la soluzione data alla Piazza del Popolo, esempio magistrale di equilibrio tra gli elementi decorativi dell'ambiente, rappresentati dai giardini del Pincio, e l'utilizzazione dello spazio in funzione urbanistica.
  
Cattedrale di Urbino



   
Del Valadier sono ancora le facciate della Chiesa di S. Rocco e della Chiesa delle Fratte, sempre a Roma, nonché la Cattedrale di Urbino e alcuni edifici a Macerata e a Rimini, dove si uniformò abilmente alla locale tradizione architettonica ispirata al Palladio. Seguendo una moda assai in voga tra gli architetti del suo tempo, Valadier fu anche eccellente archeologo, lavorando agli scavi del Foro Romano e al restauro del Colosseo e dell'Arco di Tito.
   
Foro Romano - Roma


    
Nel Veneto, dove si erano avute le piú autentiche manifestazioni del Rococò, soprattutto con le bellissime ville settecentesche, si affermò Giuseppe Jappelli (1783-1852), probabilmente il piú interessante architetto italiano dell'epoca, che operò nell'ambito del Neoclassicismo prima e del Romanticismo poi. 
Di Jappelli è il celeberrimo Caffè Pedrocchi a Padova, dove l'autore risolse con grande bravura il non facile problema di armonizzare la struttura neoclassica dell'edificio con le esigenze pratiche derivanti dalla sua destinazione a pubblico ritrovo.
    
Caffè Pedrocchi a Padova


    
In generale si può dire che il panorama dell'architettura italiana dei primi decenni del secolo si presenta assai denso di nomi, anche se non sono molti - oltre quelli citati - coloro che emergono per particolare vigoria di concezioni e genialità d'intuizioni. Va comunque sottolineato che in quegli anni, come conseguenza delle opere pubbliche intraprese da Napoleone e della tendenza delle città a espandersi, l'arte della costruzione sembra indirizzarsi sempre piú verso le realizzazioni d'insieme, urbanistiche - insediamenti cittadini, quartieri, rioni - sotto la guida di progetti generali quali sono i piani regolatori (come quello ad esempio presentato a Milano, nel 1801, da Giovanni Antonio Antolini, insieme alla proposta del Foro Bonaparte).
  
Terme di Montecatini


    
Sala Bianca di Palazzo Pitti - Firenze 
    
Un'ultima menzione va fatta per Gaspare Maria Paoletti (1727-1813) che lavorò in Toscana, realizzandovi le Terme di Montecatini e, in Firenze, la Sala Bianca di Palazzo Pitti nonché la facciata della Villa di Poggio Imperiale.
  
Villa di Poggio Imperiale - Firenze


2 commenti:

Caterina ha detto...

Amo il tuo mondo:)).
Un caro saluto

TheSweetColours ha detto...

una foto più bella dell'altra!