lunedì 23 aprile 2012

LEON BATTISTA ALBERTI - Un genio universale (A universal genius)


Firenze - Santa Maria Novella

    
* Ci vuole la straordinaria competenza e immaginazione di uno studioso come Anthony Grafton per rendere giustizia alla mente vivace, al pensiero brillante, alla personalità eccezionale di Leon Battista Alberti. Nello specchio del suo ingegno multiforme, Grafton, con assoluto dominio della materia, ricostruisce tutta un'epoca di civiltà. (David Quint, Yale University)


Leon Battista Alberti (1404-1472) progettò opere insigni come il Tempio Malatestiano di Rimini...., la Chiesa di Sant'Andrea a Mantova....., Palazzo Venezia a Roma...., e la facciata di Santa Maria Novella a Firenze.
  
Palazzo Venezia a Roma


    
Mente aperta alle più disparate tendenze classiche e scientifiche (teorico dell'arte, filosofo, architetto), Leon Battista Alberti si fonda sull'autorità del Brunelleschi, e ne diverge in alcuni principi di statica e di forma, che ristabiliscono il dominio dei pieni e la forza della massa muraria..., anche la leggera cupola brunelleschiana, elastica nello slancio verticale, si aggrava nella volta emisferica, soda e cieca, che rispecchia l'intransigenza dell'umanesimo.
Eppure, l'artista (che non è un archeologo) persuade di guardare la natura e di studiarla come la prima fonte dell'ispirazione..., l'armonia delle note corrisponde al perfetto equilibrio delle misure dove non è possibile né sottrarre né aggiungere nulla..., e l'architettura è il più individuale dei calcoli:

"Quei medesimi numeri certo, per i quali avviene che il concetto delle voci appare gratissimo negli orecchi degli uomini, sono quegli stessi che empiono anco e gli occhi e lo animo di piacere maraviglioso".

A Roma, l'Alberti si mise "ad investigare con diligenza l'arte e le cose relative all'edificare" (il luogo era ben propizio!), scolpì, dipinse ed ottenne i "miracoli della pittura": le illusioni ottiche.
  
Pianta della Chiesa di S. Andrea in Mantova 

La sua propensione alle forme romane si ravvisa nelle volte di pietra e nei sostegni di muratura del Sant'Andrea di Mantova, modello assai ripetuto nel secolo XVI.
La pianta a croce latina porta la cupola sull'incrocio delle due navi..., ai fianchi, sono disposte le cappelle, ed alcune di queste, chiuse, si trasformano, nell'intersezione delle braccia, in enormi e scoperti sostegni della cupola.
Anche il problema delle ampie superfici è risolto, ed un'ossatura piú potente elimina colonnati e pilastri, per allargar gli spazi di cui usufruiranno le magnifiche sale-chiese del Vignola e del tardo Rinascimento.
  
Chiesa di S. Andrea in Mantova
   
Quattro lustri prima d'eseguire in Mantova la commissione dei Gonzaga, l'Alberti, invitato a Rimini da Sigismondo Malatesta, vi comincia a dirigere, nel 1447, i lavori di rinnovamento del S. Francesco (Tempio Malatestiano) la cui facciata s'ispira al locale Arco d'Augusto.
Dell'intera versione toscana di questo monumento, curata nelle svelte sagome e nello slancio simultaneo dei tre fornici, ma rimasta incompiuta, non ci rimane che il ricordo in una medaglia di Matteo dei Pasti (1450).
  
Tracciato del Tempio Malatestiano



Tempio Malatestiano

    
A Firenze, l'architettura civile vanta l'albertiano Palazzo Rucellai, edificato probabilmente da Bernardo Rossellino, considerato il primo palazzo moderno, molto vicino al gusto del '500 per il bugnato (motivo ornamentale geometrico che ricopre completamente la facciata di molti palazzi rinascimentali) completamente levigato e per le finestre tagliate da un architrave che prelude al finestrone quadrato del secolo seguente, e gli ordini dei pilastri si combinano con le bugne, e l'eleganza moderna sostituisce l'assetto severo delle fabbriche precedenti.
  
Palazzo Rucellai
   
Nella Facciata di Santa Maria Novella la porta è inchiusa - come a Rimini - in un arco cieco...., la chiarezza geometrica dei marmi policromi ravviva il disegno delle parti, e due gigantesche volute, di cui abusa poi lo stile gesuitico, collegano la nave di mezzo con le laterali.
   
Santa Maria Novella