lunedì 30 aprile 2012

STORIA DELL'ARTE - IL GOTICO (Art History - The Gothic)


Duomo di Milano
    
IL GOTICO

Affido l'illustrazione del significato del "gotico" (espressione adottata in senso spregiativo - gotico equivale a barbarico - da critici e artisti del Rinascimento) a un brano tratto dalla "Storia sociale dell'arte" di Arnold Hauser.
Il criterio seguito dall'autore è quello di delineare, nella valutazione dei diversi momenti dei l'espressione artistica, il contesto storico e sociale entro il quale una determinata forma d'arte matura e si afferma. Criterio che ben si adatta ad un testo, come il nostro, che intende non solo fornire nozioni essenziali e specifiche sui diversi argomenti ma soprattutto aiutare alla individuazione dei nessi che legano l'uno all'altro i fatti della civiltà umana.

"Il sorgere del gotico segna la svolta piú profonda nella storia dell'arte moderna. L'ideale stilistico, valido ancora oggi, coi suoi criteri di fedeltà al vero e di intensità affettiva, di sensibilità e di sensualità, ha qui la sua origine. Di fronte a questo modo di sentire e di esprimersi, l'arte dell'alto Medioevo appare non solo rigida ed impacciata - come il gotico di fronte al Rinascimento - ma anche rozza e sgradevole. Solo il gotico ci ripresenta opere d'arte in cui le figure hanno proporzioni normali, si muovono con naturalezza e sono "belle" nel senso proprio della parola. Anche esse non ci fanno mai dimenticare che si tratta di un'arte da gran tempo superata, ma, alme no in certi casi, suscitano un immediato piacere, che non dipende soltanto dalla nostra cultura e predisposizione. Come si è operato questo radicale cambiamento? Come è nata l'arte nuova, cosi vicina alla nostra sensibilità? A quale intrinseco mutamento del l'economia e della società si ricollega il nuovo stile? La risposta a tali quesiti non rivelerà alcuna svolta improvvisa; per quanto diverso, nel suo complesso, dall'alto Medioevo, il periodo gotico, all'inizio, pare semplicemente continuare e compiere quell'epoca di transizione che, nel secolo XI, scosse il sistema economico e sociale del Feudalesimo e la staticità dell'arte e della cultura romanica.
E' a quest'epoca che risalgono gli inizi della economia monetaria e di scambio e i primi segni di rinascita della borghesia urbana occupata nell'industria e nei traffici.
Chi osserva il fenomeno ha l'impressione che si ripeta la rivoluzione economica dell'antichità, da cui nacque la civiltà urbana della Grecia. In ogni caso, il nuovo mondo occidentale sembra economicamente più affine alla "polis" (polis: significa in greco città, intesa anche come entità politico-sociale), che al mondo dell'alto Medioevo. Come già nell'antichità, il centro della vita sociale torna a spostarsi dal contado alla città; di qui partono tutti gli stimoli e qui confluiscono tutte le vie. (. . . ) Urbana e borghese è l'arte delle cattedrali gotiche in confronto dell'arte romanica, monastica e nobiliare; urbana e borghese anche nel senso che i laici (laico: opposto di chierico, colui che non ha ricevuto gli ordini religiosi...., in generale: non religioso), svolgono una parte sempre maggiore nella costruzione delle cattedrali, mentre l'influsso del clero sull'arte diminuisce in proporzione; urbana e borghese, infine, perché quelle opere sono inconcepibili senza la ricchezza delle città e perché nessun principe della Chiesa avrebbe potuto sostenerne il costo. Ma non solo l'arte delle cattedrali rivela i segni della mentalità nuova; tutta la civiltà cavalleresca (cavalleresca: da cavalleria, istituzione militare e religiosa del Medioevo, formatasi nella  società feudale e ispirata al Cristianesimo. Cavalieri erano, generalmente, i figli cadetti delle famiglie nobili. Venivano nominati cavalieri dopo essere stati paggi e
scudieri) è, in certo qual modo, un compromesso tra l'antica visione feudale e gerarchica e il nuovo orientamento borghese e liberale. L'influsso del la borghesia si manifesta specialmente nella "secolarizzazione"  della cultura (secolarizzazione: è la facoltà concessa dalla Chiesa a un religioso di ritornare allo stato laico. In questo caso il termine viene usato per indicare l'abbandono, da parte della cultura, del carattere di religiosità). 
L'arte non è più il misterioso linguaggio di un piccolo gruppo di iniziati, ma una forma di espressione quasi universalmente comprensibile".


VEDI ANCHE . . .



1 commento:

TheSweetColours ha detto...

interessante...