giovedì 31 maggio 2012

MORUZZO (Morùs) Comune in provincia di Udine

Chiesa parrocchiale di Moruzzo

MORUZZO (in friulano Murùs)
Comune in provincia di Udine
Abitanti 2.300 circa
Santo patrono - 3 luglio San Tommaso
   
FRAZIONI
  
Alnicco - Chiesa di San Giovanni Battista
   
Brazzacco - Il Castello  
   
 Santa Margherita del Gruagno - Ingresso al borgo fortificato
   
Un tiglio da secoli segna la piazza di questo miracoloso centro collinare, dalla cui sommità si può edere a Nord la catena dei Musi con il massiccio del Canin, a ovest i castelli di Villalta e di Magagna e a Sud una vasta pianura ordinata come un mosaico che termina sulle frange della laguna.

Antichissimo come abitato, sembra affondare le sue origini nel quinto secolo avanti Cristo ed è quasi certo, come fa supporre lo stesso nome derivante dal latino "murus" che i romani vi fecero sorgere un castrum.

Erfo, Anto e Marco, i re fratelli longobardi che si fecero monaci, donarono queste terre ai monasteri da loro fondati a Salt di Povoletto e a Sesto al Reghena..., e proprio in queste terre di Moruzzo dovettero esistere una serie di castelli, se tanti documenti ricordano queste località.
  
Castello di Moruzzo


    
Il nome del paese, Muruz, compare in un documento del 1161 che ne cita il castello..., e dopo secoli viene coinvolto nella popolare rivolta del tanto famigerato "giovedì grasso" del 1511, quando fu saccheggiato, ma non distrutto, se potè vivere a lungo da conservarsi fino ad oggi, proprietà di una famiglia di imprenditori che ne fecero una sede della loro attività economica.

Possiede una chiesa di cui si ha notizia già dal 1210 e un secolo dopo la stessa viene chiamata "capo di pieve"..., dentro, con tutti i rifacimenti dei secoli posteriori, possiede due sculture lignee del Cinquecento, opera dell'artista Giacomo Martini.

C'è anche un antico campanile che sorregge, come in tante altre zone, un angelo che segna lo spirare del vento.

La storia nobiliare ha ceduto, negli ultimi tempi, ad un'evoluzione economica che ha trasformato la vita della comunità, e il terremoto è stato rimarginato da un notevole sviluppo industriale senza cancellare il volto dell'antico borgo popolare.
  
Chiesa di Santa Margherita del Gruagno


sabato 26 maggio 2012

SAN DANIELE DEL FRIULI (San Denêl)


  
SAN DANIELE DEL FRIULI

(San Denêl in friulano) è un comune italiano di circa 8.200 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia. La città è nota in tutto il mondo per la produzione dell'omonimo prosciutto crudo DOP.


FRAZIONI 

Cimano





La torre dei Templari di Villanova


LOCALITA' - Aonedis, Soprapaludo


Il comune di San Daniele è suddiviso in numerosi piccoli borghi.
Da nord a sud sono nell'ordine:

Borgo Soprapaludo
Borgo Chiamanis
Borgo Sopracastello
Borgo Zulins
Borgo Sottoagaro
Borgo Centro
Borgo Picaron
Borgo Ripudio
Borgo Pozzo
Borgo Sacco
Borgo San Luca
Borgo Nuovo




Poche località come questo splendido colle possono vantare tanta ricchezza di reperti archeologici: dalle documentazioni preistoriche dei castellieri, alla documentazione etrusca, agli insediamenti celtici e poi alla certezza romana che, qui, ebbe modo di tracciare, in una serena distesa di campagne, la sua centuriazíone.

La toponomastica ricorda tutte queste epoche e la chiesetta di San Daniele, con la sua tradizione longobarda, che ci porta alla fine del secolo settimo fa solo da premessa alla storia certificata già agli inizi del Duecento.

La comunità della cittadina doveva aver allora alle spalle tante esperienze: posta com'è quasi un richiamo ci genti, il suo sviluppo, nonostante le traversie di un Friuli tormentato da invasioni e da conflitti interni, fu un continuo crescere di ricchezza e di prestigio.

Feudo del Patriarca anche dopo l'occupazione veneta, accolse ebrei con i loro traffici di denaro e imprenditori: la città si ingrandì nel Medio Evo e si diede un'Immagine aristocratica di palazzi e di abitazioni diverse.

Anche se il castello rovinò con il terremoto del 1511, nel 1558 si costruisce lo splendido edificio del Monte di Pietà e nel 1768 nasce il palazzo che ora appartiene alla Cassa di Risparmio.


San Daniele del Friuli - Monumento ai Caduti 

Gli ebrei vi si erano insediati con prestigio fino a potersi costruire un loro cimitero.

La cittadina sandanielese fu anche centro di sentito pattriottismo risorgimentale.

Nel 1889 ebbe la tramvia a vapore che la collegava a Udine e subito dopo l'acquedotto.

Un'attività di fervido artigianato - pantofole e calzature in genere e il conosciutissimo prosciutto - danno benessere alla popolazione.

Ricca di storia e d'arte: su tutto il suo patrimonio vanno segnalate la Biblioteca Guarneriana, iniziata nel 1466 con centosettanta codici e divenne una delle prime biblioteche d'Italia (vi si conserva uno dei più preziosi manoscritti della Divina Commedia) e la chiesa di S. Antonio Abate con i suoi preziosissimi affreschi di Pellegrino da S. Daniele.


Duomo di San Daniele del Friuli 

Ancora nel 1784 a San Daniele "la comoda locanda di ser Giovanni Bollo notifica i passeggeri di aver aperto con le insegne dello Scudo di Francia buone camere, letti, e buona cucina a prezzi onesti, nonché di comoda stalla per li cavalli". L'albergo prese poi il nome "All'Italia" ed ospitò personaggi illustri come Giosuè Carducci.
Oggi nella cittadina espongono le insegne di altri locali: Ai Bintars, Al Cantinon, Al Batiram, Al Bersagliere, Daur dal Mont e altri ancora, dove si può gustare sempre del buon prosciutto. Prosciutto? Occorre nominare San Daniele?
Dalla cittadina del centro Friuli oggi come ieri quotidianamente partono per tutto il mondo gli squisiti risultati di un miracoloso incontro di carni selezionate, lavorazione sapiente, "aiarin de sere" (venticello della sera) e lunga stagionatura. E' il tipico esempio di una tradizione che resiste e scavalca in... qualità e sapore, ogni pseudo evoluzione tecnologica e industriale.


Prosciutto di  San Daniele


Conclusione: ....cu le man te man ...in tal aiarin de sere.....une busade... e dopo je simpri primevere....

mercoledì 23 maggio 2012

MERETO DI TOMBA (Merêt) Comune in provincia di UDINE

Mereto di Tomba - La Chiesa
    
 MERETO DI TOMBA (Merêt in friulano)
Comune in provincia di UDINE
Abitanti - 3.000 circa
Santo patrono - San Michele Arcangelo


FRAZIONI 

Pantianicco
Località - Savalons
  
Plasencis



    
San Marco - La Chiesa

    
Tomba - La chiesa




    
In tutto il territorio che circonda Mereto di Tomba, è capitato spesso che nei lavori di aratura, particolarmente quando si usarono strumenti più efficaci per profondità, venissero alla luce tracce di pavimentazione romane, fibie, monete, frammenti di serrature e resti di anfore.

Sicura documentazione per affermare che qui la centuriazione dei coloni latini ebbe rapido sviluppo e larga estensione.

Ma stando agli studiosi, questa terra di Mereto presenta una delle più interessanti testimonianze della abitazioni preistoriche..., i castellieri e le tombe a tumulo (che la popolazione locale chiamava "mutare" o "tumbare") erano visibili fino a pochi anni fa, prima del recente riordino fondiario che non ebbe troppo rispetto per questi monumenti apparentemente poco importanti.

Ed erano segni umani che risalivano forse a mille anni avanti Cristo.

Meleretum, luogo di coltivazione di mele, è latino come nome..., nel Quattrocento si aggiunse Tumbae, quando si conobbe l'esistenza di una sicura tomba preistorica.

E nel 1931 venne alla luce un sepolcreto ed una tomba romana ad inumazione..., e qualcosa che ha fatto pensare ad una traccia di strada che potrebbe essere la via Germanica, raccordo di altre più importanti.

Per l'intero periodo patriarcale, Mereto fu giurisdizione dei Signori di Valvasone e gestito, per l'ordinaria amministrazione, da una vicinia con un decano.

Conobbe la devastazione dei Turchi, come tutti i paesi di questo Medio Friuli e fu eletto a Comune, con decreto napoleonico nel 1807.

Le sue esperienze, prima di un definitivo decollo economico, durarono fino al secondo dopoguerra che consumò un'emigrazione massiccia da una povera terra.

Ha una chiesa dedicata ai Santi Daniele e Agostino, completata nel 1537, con una bella acquasantiera e un trittico ligneo che viene attribuito a Domenico da Tolmezzo (Quinto secolo) e alcuni affreschi che fanno pensare ad artisti del primo Cinquecento.
  
Mulin di Marchet - Mereto di Tomba


   
A Pantianicco, fine settembre e inizio ottobre, si svolge la Mostra regionale della mela.
  


   

BERNARDO ROSSELLINO - Architetto italiano del Quattrocento


Bernardo Rossellino, (soprannome di Bernardo Gamberelli) nato a Settignano nel 1409 e morto a Firenze nel 1464), era un architetto e uno scultore allievo e devoto collaboratore di Leon Battista Alberti, e lo dimostra fra gli ingegni di secondo ordine, con più correttezza che originalità.

Il suo equilibrio, la sua precisione ed il suo senso decorativo piacciono molto al papa umanista Pio II, per il quale Bernardo Rossellino trasforma l'antica Corsignano in Pienza (Siena), ristrutturando il borgo e progettando l'urbanistica della piazza centrale, tentativo riuscito di armonizzare il nuovo con il preesistente tessuto urbano ed esempio di perfetta integrazione tra natura e architettura.
  
Palazzo Piccolomini - Pienza (SI)
  
Qui a Pienza, il suo "Palazzo Piccolomini" non raggiunge la coesione dell'albertiano Palazzo Rucellai di Firenze (1446 - 1451)..., il "Palazzo Pubblico" scopre i difetti di un frettoloso fabbricatore di città, e la "Cattedrale" a tre navate di pari altezza - mascherate da un solo frontone, inclina ancora al gotico con le volte a nervature, con i pilastri poligonali e con i contrafforti.

Nel "Palazzo Piccolomini" di Siena si ripetono le bifore del palazzo di Pienza, ma - ritornato a Firenze - Bernardo Rossellino riprende le raffinate consuetudini plastiche, e in una scultura con la tomba a Leonardo Bruni (offre un tipo di insuperabile nobiltà costruttiva, rinnovando lo schema del monumento sepolcrale, inserendo il sarcofago e la figura del defunto in un elemento architettonico di romana classicità.


Bernardo Rossellino, come scultore, si incontra ad Arezzo nel 1433-34, e nel Santo Stefano di Empoli si vede la simmetrica "Annunciazione", ancora debole nel tondeggiare della modellatura.

Nel 1445-46, come già detto, fu eseguito il "Monumento di Leonardo Bruni", di una purezza e di un'armonia esemplari
Sopra il sarcofago, con la cartella dell'epitaffio sostenuta da due angeli volanti, sta il letto funebre, e nella lunetta dell'arco la Madonna.
  
Monumento di Leonardo Bruni - Santa Croce, Firenze



  
Alla tomba dell'umanista aretino, che ebbe una serie lunghissima di imitazioni, seguì, nel 1451, il "Sepolcro della Beata Villana" (Firenze, Santa Maria Novella), con due angeli che, aprendo un largo padiglione conico, stendono sopra la defunta un rotolo con il breve titolo.


Particolare - Sepolcro della Beata Villana Firenze - Santa Maria Novella 


Altri monumenti funebri, non inferiori al primo nelle combinazioni costruttive e nel decoro plastico, si trovano a Firenze e a Pistoia.
  

martedì 22 maggio 2012

MARTIGNACCO (Martignà) - Comune in provincia di Udine


   
MARTIGNACCO 
(Martignà) è un comune italiano di circa 6.400 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.

   
FRAZIONI

Casanova 
    
Ceresetto (La chiesa)
  
Faugnacco (Fognà o Faugnà) - La chiesa


  
Nogaredo di Prato (Narêt di Prat)


  
Torreano - Chiesa di San Tommaso


Ai piedi delle colline che fanno suggestivo l'arco di un Friuli morenico e dal volto aristocratico, Martignacco fu certamente un feudo romano, di cui sono testimonianza un'urna cineraria e resti di una villa rustica: e come tutto il resto del Friuli dovette subire le invasioni barbariche, assorbendo le dominazioni longobarde, carolingia e ottomana, per legarsi poi al dominio patriarcale e finalmente veneziano e italiano.
Un tempo lontanissimo dava vita ad uno spazio paludoso, ricco di flora e di fauna caratteristiche: qui certamente le radici sono celtiche, come ci garantisce il toponimo romano comune a numerose altre località.
  
Mausoleo di Martignacco
   
Il primo documento di Martignacco risale al 1048: un non ben definito Sabadino Antonio di Martignacco lascia alla chiesa di Santa Margherita un pezzo di terra.
C'è poi un paio di notizie che documentano nel 1365 una chiesa dedicata a San Clemente e una del 1433, anno in cui un certo prete Marino d'Albania diventa primo parroco di Martignacco.

L'attuale chiesa dovrebbe trovare fondamento già dal 1504.
Poi il paese viene legato, dalla repubblica veneta, a Fagagna e segue la storia del Friuli nelle buone e cattive sorti di un comune evolversi economico e culturale.
  
Martignacco - Cappella di San Biagio
   
Di particolare, Martignacco può mostrare un vasto parco dove sorge un'antica chiesa di San Nicolò, risalente al quattordicesimo secolo, con all'interno pregevoli affreschi attribuiti alla scuola di Vitale da Bologna.
E un bel monumento ai caduti firmato dallo scultore friulano Aurelio Mistruzzi: accanto c'è un'altra chiesa del Settecento con un bel portale gotico che, dicono, sia stato asportato dal Duomo di Udine.
  
Chiesa parrocchiale di Martignacco, dedicata a S. Maria Assunta


   
Dopo anni di povertà, il Martignacco di oggi ha un territorio di vasto respiro come iniziative economiche e culturali: in una delle sue frazioni sorge il complesso di Udine Esposizioni.
  
Torrente Cormor

lunedì 21 maggio 2012

I PESCATORI DI PERLE (The Pearl Fishers)




      
Costa dei Pirati, terra bruciata dal sole, atta soltanto a una misera pastorizia nomade.
Le povere popolazioni arabe che vi abitano hanno solo il mare per vivere.
Dal mare hanno tratto in passato i mezzi di sussistenza esercitando mercatura e pirateria (donde il nome al Paese); del mare vivono ancor oggi dedicandosi alla pesca delle perle.
Ma quanti rischi e quali sacrifici impone il duro mestiere!
Quattro o cinque mesi all'anno su grosse barche, prive di ogni conforto; cinquanta, sessanta immersioni ogni giorno, della durata minima di un minuto ciascuna, in acque, quelle del Golfo Persico, che alla superficie hanno una temperatura di oltre quaranta gradi e che, a venti metri di profondità, dove le ostriche si abbarbicano alle rocce, sono gelide.
E il tutto per un guadagno che è sempre magro.
Perchè, per trovare una perla buona, bisogna pescare in media non meno di mille ostriche.
Ma anche quando le perle buone non mancano i grossi guadagni li realizzano i mercanti che attendono a terra il ritorno delle flottiglie.
Ai poveri tuffatori rimane soltanto un gran freddo nelle ossa, la pelle piagata dal sale marino e un cuore che si fa sempre più debole.
È difficile che un pescatore di perle viva fino a cinquant'anni!
  
o

sabato 19 maggio 2012

MOGGIO UDINESE (Mueç) Provincia di Udine


Moggio Udinese - Abbazia di San Gallo
      
Moggio di Sotto


    
MOGGIO UDINESE 
(Mueç in friulano, Mosach in tedesco, Možac in sloveno)
Comune in provincia di Udine
Abitanti - 2.000 circa
Santo patrono - San Gallo
   
FRAZIONI
   
Bevorchians


    
Campiolo di Sopra

  
Dordolla


   
Rifugio Grauzaria


   
Ponticello a Moggessa

    
Un sentiero - Monticello
  
Ovedasso
  
La creta Grauzaria vista da Pradis-Chiaranda
  
Stavoli 





   
Un abitato cresciuto sulla linea di traffico che dalla Stiria e dalla Carinzia porta all'Adriatico non può che avere origini antichissime, maturate per corso di traffici in quello che oggi viene chiamato Canal del ferro (e di altri metalli). 

Moggio nasce ancora prima dei Celti e i romani, sul colle che domina alto sul fondo del fiume Fella.., dovette far da sentinella anche per le postazioni romane, con ogni probabilità un loro prezioso "castrum". 

Ed è proprio su questo colle che il patriarca di Aquileia Vodalrico I consacra, nel 1119, l'Abbazia, come emanazione dei monaci di San Gallo, in Svizzera. 

La prima dote per questa comunità fu fornita dal Conte Palatino carinziano Cacellino..., poi andò arricchendo0si in ben più vaste proprietà, giungendo a costruirsi come grande feudo, con sottoposte molte pievi..., centro politico nella Valle, non riuscì ad evitare contese durissime provocate dai suoi privilegi, dalle sue proprietà e dai suoi poteri. 

L'abate era nominato dal Papa stesso, a cui il monastero doveva obbedienza, anche se aveva facoltà di emanare statuti propri. 

Nel 1422, un patriarca discusso per i suoi comportamenti assoldò quattromila ungari e saccheggiò l'Abbazia..., ed è l'inizio di tempi di invasione, di perdite preziose e di devastazioni. 

Nel 1548 si dovette ricorrere, dopo la guerra della Lega di Cambrai, ad un totale restauro e rifacimento del complesso. 

Si dice che fra gli abati commendatori di quei secoli ci fosse anche San Carlo Borromeo, dal 1561 al 1566. 

Poi vennero i tempi del tramonto, fino al decreto del Senato Veneto che soppressero la giurisdizione dell'Abbazia nel 1773 "magno cum Mosacensium dolore". 

Quasi distrutto dal terremoto del 1976, con la sua storica abbazia, risorse negli ultimi decenni del secolo scorso, riaprendo le porte del suo complesso sacro e c'è speranza che l'Abbazia ritorni a momento e luogo di consacrazione alla vita monacale.
  
Fiume Fella



      
A Moggio Udinese è stata conferita la Medaglia d'oro al Merito Civile 

"In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e d'alto senso del dovere, meritevole dell'ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta." (Wikipedia)
  
Moggio Udinese - Il ponte sul Fella



   
Conclusione: Conoscere il Friuli... in primavera estate autunno inverno....