mercoledì 2 maggio 2012

FARRA D'ISONZO - Comune in provincia di Gorizia

Farra - Panorama
     
FARRA D'ISONZO (Fare in friulano, Fara in friulano goriziano), è un comune italiano di 1.761 abitanti della provincia di Gorizia in Friuli-Venezia Giulia.

FRAZIONI - Borgo dei Conventi, Borgo del Molino, Borgo Grotta, Fossata, Mainizza, Monte Fortino, Villanova di Farra.


Siamo di fronte con certezza, come poche volte capita, ad un nome di sicura origine longobarda: "fara" significa, in quella lingua, famiglia, stirpe e tale nacque come centro abitato che, accanto a molti altri nelle vicinanze, per le sue peculiarità di posizione, divenne punto di riferimento come luogo di difesa e facilmente resistente ad incursioni esterne. 
Il popolo longobardo era diviso in "fare" e una di queste si stanziò a Farra d'Isonzo (ed è un nome che si ritrova in diverse parti d'Italia dove arrivarono i Longobardi). 
In epoca ottoniana, nei primi decenni del decimo secolo, si parla di Farra come di un "castrum" di cui si registra il nome in un diploma e che, nella metà dello stesso secolo quando viene dato ad un patriarca prima e poi ad un nobile.
Il castello, conquistato nel 1215 e, come era costume, distrutto, non venne mai più edificato.
  
Chiesa parrocchiale
  
Paese antico Farra dunque, che ebbe importanza soprattutto per la strada romana e per il ponte sull'Isonzo della Màinizza. 
Quando Farra era mansione romana, sul Monte Fortin c'era una torre di vedetta.
Nel settimo secolo fu arimannia longobarda. 
Seguì negli altri secoli le vicende della terra goriziana: negli scontri fra Conti e Patriarchi, nelle incursioni ungariche e turche, nella "Guerra gradiscana". 
  
Palazzo Strassoldo-Peteani - Municipio


   
Prese avvio a Farra il primo esperimento di industrializzazione delle zone agricole del Goriziano con la realizzazione, nel 1722, decisa dall'imperatore Carlo VI, dell'imperial-regio filatoio. 
L'intento era quello di offrire alla popolazione rurale della Contea una risorsa alternativa che consentisse di vincerecondizioni difficili ed ingrate. 
L'imperatrice Maria Teresa sviluppò ulteriormente il progetto favorendo la coltivazione del gelso per l'allevamento dei bachi da seta. 
Ma la fortuna del più grande setificio della Contea decadde da Giuseppe II in poi finendo alla vigilia della prima guerra mondiale per essere solo luogo di raccolta e di stufatura dei bachi 
Quel che rimase del glorioso cesareo filatoio è stato inghiottito da una caserma militare. 
Ai tempi di massimo fulgore Farra ebbe anche due conventi, soppressi da Giuseppe II.
  
Chiesetta della Nostra Signora del Sacro Cuore - Mainizza


   
La famiglia Strassoldo ne fece un suo possesso come feudo personale, arricchendolo con colli e campagne circostanti: tenne Farra per diversi secoli. 
E proprio in questi secoli, trovandosi Farra sulla direttrice che porta a Lubiana e di conseguenza nelle terre balcaniche da queste parti passarono eserciti e invasori lungo tutto il corso del Medioevo: Ungheri e Turchi e poi le continue schermaglie, ma la parola ha ben più contenuto se si pensa alle conseguenze, tra Austriaci e Venezia. 
Addirittura durante il primo conflitto mondiale si ridusse ad una postazione di artiglieria. 

Negli ultimi tempi, pur ricordando il passato soprattutto longobardo di questo paesino, si è fatta nome la coltivazione della vite in una terra che sembra felicemente chiamata a prodotti di alta qualità: il dilavamento delle pendici del Collio, ha fatto della pianura di Farra un ottimo terreno particolarmente per i bianchi vini che vengono esportati con un prestigioso marchio d'origine.
  
Chiesetta dei SS. Pietro e Paolo - Villanova di Farra


   
Oggi Farra d'Isonzo è un centro attivo, culturalmente vivace (è stato allestito, nella località di Borgo Grotta, un museo di documentazione della civiltà contadina nel Goriziano..., e poi c'è un piccolo ma interessante centro di osservazione astronomico, il cui ingresso è libero) oltre che un caratteristico e ben tenuto paese friulano. 
I suoi "roncs", come anche la distesa sabbiosa che fiancheggia l'Isonzo, danno vini molto apprezzati. 
Bella e gentile la frazione di Villanova raccoglie la sua interessante storia nel cuore dei piccoli colli dal profilo dolce in un alternarsi di singolare armonia. 
Lungo il piano alto che accompagna l'Isonzo, Villanova si congiunge a Lucinico attraverso "li' Ciampagnis", una distesa di campi dove insieme alla vite maturano i fieni ed il mais.
  
Museo della Civiltà Contadina - Borgo Grotta


   
Conclusione: ...il soreli di Fara al dà 'na pocàda a li' nulis par l'ultima pinelàda di rôs a l'ua martinèla...

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