lunedì 21 maggio 2012

I PESCATORI DI PERLE (The Pearl Fishers)




      
Costa dei Pirati, terra bruciata dal sole, atta soltanto a una misera pastorizia nomade.
Le povere popolazioni arabe che vi abitano hanno solo il mare per vivere.
Dal mare hanno tratto in passato i mezzi di sussistenza esercitando mercatura e pirateria (donde il nome al Paese); del mare vivono ancor oggi dedicandosi alla pesca delle perle.
Ma quanti rischi e quali sacrifici impone il duro mestiere!
Quattro o cinque mesi all'anno su grosse barche, prive di ogni conforto; cinquanta, sessanta immersioni ogni giorno, della durata minima di un minuto ciascuna, in acque, quelle del Golfo Persico, che alla superficie hanno una temperatura di oltre quaranta gradi e che, a venti metri di profondità, dove le ostriche si abbarbicano alle rocce, sono gelide.
E il tutto per un guadagno che è sempre magro.
Perchè, per trovare una perla buona, bisogna pescare in media non meno di mille ostriche.
Ma anche quando le perle buone non mancano i grossi guadagni li realizzano i mercanti che attendono a terra il ritorno delle flottiglie.
Ai poveri tuffatori rimane soltanto un gran freddo nelle ossa, la pelle piagata dal sale marino e un cuore che si fa sempre più debole.
È difficile che un pescatore di perle viva fino a cinquant'anni!
  
o

1 commento:

TheSweetColours ha detto...

Interessante...