mercoledì 9 maggio 2012

GRATTACIELI DI MILANO (Skyscrapers in Milan)


Torre Breda - Milano (m 117 - piani 30 - costr. 1954)
     
Nel decennio dopo la fine della seconda guerra mondiale si nota un fatto nuovo nel panorama edilizio della maggiore città del settentrione d'Italia. Qua e là, specialmente nelle zone centrali, si vedono innalzarsi con sempre maggiore frequenza costruzioni isolate di grande altezza; e vien fatto di pensare che queste prendano il posto nel cielo di Milano moderna delle antiche torri medioevali, caratteristiche di tante città italiane e qui demolite da qualche secolo.
Sarà opportuno soffermarsi sul fenomeno dei grattacieli milanesi, in quanto non si tratta affatto di una questione d'interesse limitatamente cittadino, bensì di un fatto profondamente legato a tutta la situazione edilizia nazionale.
Vediamo intanto come il regolamento edilizio del comune di Milano - che è del 1920 - fissa in 24 metri l'altezza massima degli edifici, con facoltà al Sindaco di concedere deroghe fino ai 30 metri, e con potere del solo Consiglio Comunale per altezze maggiori richieste da costruzioni particolari.
Nel 1934 una apposita delibera prescriveva le altezze di 40 e 60 metri per certe zone dell'attuale Piazza della Repubblica. Nello stesso anno sorgeva sull'estremo lembo dei giardini pubblici a Porta Venezia la “casa di dodici piani” degli architetti Lancia e Gio Ponti, il primo esempio di edilizia a torre di Milano e, credo, d'Italia.
  
Torre S. Babila
   
Negli anni dal 1935 al '37 venivano costruiti la Torre S. Babila - 15 piani fuori terra - ed il “Parallelepipedo”, il palazzo di 17 piani fuori terra con una altezza di circa 65 metri.
Dopo la guerra la corsa verso l'alto veniva ripresa con le Case-albergo di Porta Vittoria e con il Centro Svizzero - 21 piani -, e da allora sorgevano una decina di case a torre con più di dieci piani. Finchè si arrivava all'ambizioso “Grattacielo di Milano”, cioè il nuovo grattacielo di piazza della Repubblica, alto 114 metri, con 31 piani fuori terra, e 2 piani sotterranei, del volume di 100.000 m3, con 10 fra ascensori e montacarichi, un belvedere e due piscine sulla sommità, il più alto palazzo del mondo in cemento armato (quelli americani sono a struttura d'acciaio). Esso, per la prima volta a Milano, con un permesso specialissimo, superava l'altezza fino a quel momento tabù della Madonnina del Duomo.


PERCHÉ E COME SI COSTRUISCONO I GRATTACIELI
   
Torre Monforte (m 78 - piani 18 - costr. 1951/52)
    
A questo punto un fatto inaspettato colpisce l'osservatore: nel 1951-52 in via Mascagni  veniva ultimata la struttura della notevole Torre Monforte (i lavori di completamento del Grattacielo di Milano proseguirono da più di un anno al rallentatore, ai pari di quelli di edifici minori consimili. E in certi ambienti si parla di speculazioni fallite e di rovesci finanziari.
Qui entriamo nel vivo della questione.
Innanzitutto, perchè e per chi si costruiscono grattacieli? Storicamente questi edifici sono legati alla necessità di occupare e sfruttare al massimo i punti commercialmente strategici del centro delle grandi città. I primi grattacieli americani sorgono per ospitare uffici o grandi magazzini; poi, crescendo enormemente, includono locali di ritrovo e di spettacolo, uffici e studi d'ogni genere, negozi, ed anche abitazioni ai piani più alti. Intanto assumono un valore particolare, diventano l'emblema della potenza delle grandi compagnie finanziarie ed industriali cui appartengono: Chrysler, Rockefeller, ecc. Una banca a New York espone il cartellone: “per dimostrare la nostra prosperità sopralziamo di cinque piani”. E' superfluo dire come il fenomeno si leghi intimamente alla più colossale speculazione sulle aree.
Ma, assumendo un carattere rappresentativo e, diciamo pure, monumentale,  i grattacieli cessano di essere un fenomeno esclusivamente legato alla società capitalistica. Tecnicamente il grattacielo, come tutte le opere di carattere eccezionale, riveste una grande importanza. Esso crea dei problemi di calcolo particolari e nuovi. Infatti un normale edificio con struttura in cemento armato si basa su allineamenti di elementi portanti verticali (pilastri); ciascun allineamento sorregge ad ogni piano un elemento orizzontale lineare (trave principale): sulle travi principali diciamo che “si appoggiano” - in realtà il fenomeno è ben più complesso - gli impalcati, grandi piastre orizzontali. Gli elementi orizzontali non differiscono molto passando dagli ordinari edifici ai grattacieli, gli elementi verticali invece variano molto con l'altezza, specialmente nelle costruzioni in cemento armato dove il peso della struttura supera di molto quello dei carichi da sopportare. Per gli edifici molto alti, al peso bisogna aggiungere l'azione del vento - valutabile anch'essa in tonnellate - che tende a rovesciare la costruzione. Alla eccessiva sezione dei pilastri, che ruba spazio prezioso in posizioni importanti, ed alla azione del vento si cerca di ovviare concentrando gli sforzi su elementi di particolare mole: ad esempio un'unica massiccia struttura centrale che unisce le gabbie delle scale e degli ascensori negli edifici a pianta quadrata, oppure - soluzione più moderna, che permette l'uso della pianta rettangolare - due robusti muri di cemento armato quasi senza finestre corrispondenti al lati minori del rettangolo. Tutto ciò crea notevolissime complicazioni di calcolo da risolversi con ardite ipotesi semplificative.
Per quanto riguarda poi le fondazioni, si pensi che ci si può trovare di fronte ad un pilastro che alla base sopporta un peso dell'ordine di alcune migliaia di tonnellate, e deve trasmettere questo enorme carico ad un terreno che nei limiti di sicurezza non si può sottoporre - ad esempio a Milano - a più di 2 o 3 kg per cm2. Bisogna allora ricorrere non più ai soliti allargamenti della base del pilastro (plinti), ma a vere e proprie piastre di cemento armato estese almeno quanto tutto l'edificio e di alcuni metri di spessore. Sono necessari scavi molto profondi per la posa di tali fondamenta e trivellazioni preliminari per accertarsi della natura del terreno.
Di notevole interesse e portata le osservazioni da farsi dal punto di vista architettonico. Per la particolare conformazione a torre degli edifici, per i servizi loro richiesti, per la larghezza dei mezzi impiegati, vi è modo di studiare soluzioni distributive e compositive originali. Cui si aggiungono problemi di ubicazione ed ambientazione che hanno riflessi urbanistici.
E' da notare inoltre come tali edifici eliminano i cortili, diminuiscono l'addensamento orizzontale delle costruzioni a blocco chiuso, danno nuove possibilità di arieggiamento e di soleggiamento.


UNA SPECULAZIONE FONDATA SUL NABABBISMO
  
Centro Svizzero (m 80 - piani 21 - costr. 1951)
    
Palazzo Montecatini - Milano (Gio Ponti 1936)

    
A Milano hanno carattere almeno in parte rappresentativo la Torre San Babila - per la Snia Viscosa -, il Centro Svizzero, i palazzi della Montecatini e della Lane Rossi. Tutti gli altri grattacieli sono stati creati come case di abitazione di lusso. E' chiaro quindi su quali basi poggia questo orientamento costruttivo: sfruttamento massimo di aree supervalorizzate, creazione artificiale di dislivelli e possibilità panoramiche che la città di Milano non offre naturalmente. Tutto ciò rientra in quella produzione di lusso destinata a ceti ristretti e superfacoltosi, divenuta triste caratteristica dell'economia del nostro paese: di quella produzione, per intenderci, che affianca il cosiddetto “treno marziano” a carrozze di terza classe eternamente affollate, che fabbrica le migliori automobili del mondo nella nazione che, fra i grandi paesi civili, ha uno dei più bassi coefficienti di motorizzazione.
E' noto come esista un limite di convenienza allo sviluppo in altezza, oltre il quale il maggior sfruttamento del suolo non compensa l'accrescersi dei costi sia di costruzione che di gestione. Questo limite è per esempio di 60 piani nelle condizioni tecniche ed economiche dei grattacieli americani. Non so quale esso sia stato a Milano - comunque certamente molto inferiore – così come non conosco quale sia stato il maggior costo di fabbricazione unitario per i grattacieli finora costruiti: si tratta di dati ovviamente coperti da un geloso segreto. Nè sarebbe facile effettuare tali calcoli dall'esterno, ma risulta chiaro che si tratta di un colossale fenomeno speculativo. Ma è almeno una speculazione intelligente? Sembra di no.
La rapida e quasi simultanea costruzione di un numero elevato di alloggi destinati ad una clientela molto ristretta ha saturato ben presto il mercato. Nonostante l'entità dei capitali impiegati, è quindi il caso di una tipica speculazione a breve scadenza, senza prospettive, teoricamente ad alto reddito e con recupero rapidissimo dei capitali; in altri termini, è il “buon affare” che poi si rivela tale solo per i primi che l'hanno fatto, e non per i numerosi altri che si buttano ad imitarli.
Dobbiamo allora concludere che i grattacieli non si debbono fare? Non si vuole dir questo. Ho anche accennato ad alcuni lati positivi di queste costruzioni. Ma si possono costruire edifici a torre, col loro corredo di luminosità e di impianti particolari, per uffici o per uso pubblico. Di più, vi sono all'estero esempi di edifici a torre per abitazioni economiche, ed anzi in questo senso - giusto o sbagliato che sia non è qui il caso di vedere - si muove una importante corrente di architetti moderni.
Il fatto fondamentale da vedersi nel fenomeno dei grattacieli milanesi è che si tratta di una speculazione fondata sul nababbismo; speculazione rivelatasi sbagliata che non solo ha impiegato enormi capitali per il lusso di pochi, ma ha addirittura immobilizzato inutilmente una notevole parte di questi capitali stessi.


CON LA STESSA SPESA: UN INTERO QUARTIERE DI CASE POPOLARI

Noi viviamo in un paese in cui esiste una acuta crisi degli alloggi, in cui milioni di persone sono colpiti dalle piaghe della coabitazione e del tugurio. Ebbene, senza uscire dal campo della speculazione privata, quanto sarebbe più opportuno per tutti che i miliardi impiegati (ed anche immobilizzati) in poche costruzioni più che di lusso fossero investiti per la costruzione su tutto il territorio nazionale di piccole case economiche, sulle orme delle grandi società immobiliari britanniche, svedesi, svizzere! Anche se, come ho detto, non è possibile istituire un calcolo rigoroso per mancanza di dati, è sempre possibile affermare ad esempio che il costo - si tratta di alcuni miliardi - dei 44 appartamenti e degli uffici del solo Grattacielo di Milano sarebbe sufficiente per la costruzione di un quartiere di case popolari: forse attorno a 2000 alloggi medi, qualche cosa come 120 o 140 palazzi alti 4 piani e della lunghezza di 30 metri!
Ma io vivo fuori dal tempo.....
  
Palazzo Lombardia - Milano (m 161,3 - piani 43 - costr. 2010)
   
Il grattacielo di piazza della Repubblica, a Milano (Torre Breda, a poca distanza dalla Stazione Centrale, alto 117 metri). Per questo e per consimili edifici, gli impianti e i servizi – idrici, elettrici, di riscaldamento e rinfrescamento, di condizionamento d'aria, di ventilazione artificiale, di scarico delle acque sporche e dei  rifiuti, di trasporto verticale, antincendi, e poi ancora telefonici interni ed esterni e di posta pneumatica, le autorimesse, le antenne radio e televisive centralizzate, i parafulmini - acquistano particolare complessità e importanza. Oltre ad essere numerosi e modernissimi, essi sono in tutto o in parte indipendenti dalle reti cittadine.
   
GRATTACIELI OGGI A MILANO
   
Grattacielo Pirelli -  Milano  (Gio Ponti - m 127 - piani 32 - costr. 1958)
    
Grattacielo Paradiso - Via Longanesi 
   
Torre Romana - Piazzale Medaglie D'oro (m 89 - piani 25 - costr. 1965)
  
 Torre Hines - Cesar Pelli A -  Milano (m 231 - piani 35 - costr. 2011 
  
Il Diamantone - Milano (m 140 - piani 30 - costr. 2012)
   
Torre Velasca - Milano (m 106 - piani 26 - costr. 1958)
  
Settimo Cielo - Milano (m 72,5 - piani 20 - costr. 2004)





   
Torre Gemini - Milano (m 96 - piani 21 - costr. 1995)
   
Torre Galfa - Milano (Melchiorre Bega - m 109 - piani 28 - costr. 1959)
     
Torre di Magistretti-Longoni (m 80 - piani 20)
Costruita da Franco Longoni e Ludovico Magistretti nel 1953-56 


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5 commenti:

TheSweetColours ha detto...

Interessante...

TheSweetColours ha detto...

ti ho citato nel mio blog per un giochino... passa a vedere!

Soffio ha detto...

complimenti, una potente disamina storica architettonica

filipp0 ha detto...

MOLTO interessante!
Una correzione: l'ultima foto non è la Torre Galfa ma il GRATTACIELO PIRELLI in piazza Duca d'Aosta - di fianco alla Stazione Centrale.

Altezza: 127 m
Data di apertura: 1958
Piani: 32

Manca: TORRE MAGISTRETTI 1956 20p

Da aggiornare con:

BOSCO VERTICALE Porta Nuova 26p
SOLARIA Porta Nuova 37p
GIAX TOWER via Imbonati 25p
VILLAGGIO EXPO Fiera 23p

Bellissima Milano con i suoi grattacieli!

Loris Zuttion ha detto...

Grazie Filippo... ho corretto... e a suo tempo aggiungerò i mancanti ...