giovedì 7 giugno 2012

CAMPANILE DI GIOTTO - Andrea Pisano (Giotto bell tower)


Campanile di Giotto

Andrea Pisano e le sculture del campanile di Giotto 
   


Andrea Pisano - Visitazione - Firenze
Particolare della porta del Battistero

La corrente fiorentina, non favorevole ai moti convulsi e ai dolori spasmodici dell'arte di Giovanni Pisano, coltiva un nobile ideale estetico nell'opera d'Andrea d'Ugolino di Nino da Pontedera, che i contemporanei chiamano ANDREA PISANO.
Nel 1330, egli esegue le cere per la porta a sud del Battistero di Firenze, che fu gettata in bronzo da artisti veneziani, e ripulita dal fine magistero dell'autore. I due battenti, composti di ventotto cornici mistilinee - che si confrontarono con i quadrifogli o nodi gotici negli imbasamenti dei portali di Rouen e di Lione -, raccontano i fatti di San Giovanni e rappresentano le otto Virtù del repertorio giottesco. Gli aspetti calmi, gli atteggiamenti scelti e la chiarezza compositiva spiccano sugli altri pregi, ed il Vasari non si perita d'asserire che Giotto ne diede i disegni..., ma la critica si ristringe a ravvisarvi la piena comprensione del pittore e la dipendenza da lui nel semplificare le scene e nell'astenersi da ogni sforzo.
Il plastico supera l'asciutta verità del maestro nella grazia dei tratti, nel flettersi dei corpi sull'anca e nei partiti diagonali delle pieghe. La vita lo interessa con le sue vesti e le sue abitudini, e le storie sacre ne sentono il benefizio, alleggerendosi come nel piacevole o nel triste ordito delle novelle contemporanee.
Commovente nella elementare parsimonia di tre figure la "Visitazione"..., ingegnosa la "Natività", disposta su tre piani d'altezza, con cinque persone..., pittoreschi gli sfondi con montagne erte e rupestri, e con alberi fronzuti o arrotondati come pine..., sintetica nella soldatesca ferocia la "Decollazione", e discreta nella rappresentazione esteriore la raccapricciante "Offerta ad Erodiade della testa del martire".
Nel 1334, quattro anni dopo lo scoprimento della parta di bronzo, si comincia ad innalzare il campanile di Giotto, il quale - prima di morire - ne esegue (scrive il Ghiberti) "e' primi intagli". La notizia è assai dubbia, ma oggi i più credono che il pittore ideasse il ciclo dei rilievi della prima zona preparandone qualche schizzo. Le ventidue formelle esagone d'Andrea - che costruí la torre fino alle prime finestre - cominciano dalla "Creazione d'Adamo", lenta e ieratica nella plasticità dei corpi, cui corrisponde la disposizione geometrica delle piante. Un caldo soffio dà vita (che il Ghiberti ripresenta con vaghezza poetica) penetra nella "Creazione di Eva"..., il florido corpo della progenitrice è sorretto dalla mano e dalla benedizione dell'Eterno. L'enciclopedia delle sculture, che si riveste il campanile, somiglia quelle di alcune porte di cattedrali francesi (sec. XIII), e la glorificazione del lavoro segue la Bibbia, inserendo negli episodi qualche mito pagano. Alle fatiche rustiche si collegano le opere dell'intelligenza ed i rischi del commercio, della navigazione e del volo.

Andrea Pisano
L'Agricoltura
Campanile di Giotto - Firenze
L'arte fiorentina di Calimala è richiamata dalla donna che tesse per soddisfare la richiesta della committente la quale, in piedi, la sollecita (Lanificium).
Dopo i lavori che danno agiatezza, ecco quelli che abbelliscono il vivere..., l'architetto diversifica dal capomaestro, che controlla la costruzione d'un muro, perché proporziona con il compasso le parti di un edilizio ("Armatura ed Architettura")..., lo scultore ed il pittore attendono con molto impegno ad una statua e ad una tavola, ed in "Phoroneus" l'erudito lettore universitario delle lapidi si trasfigura nell'eloquente profeta delle leggi e dell'ordine.
Ne "L'Agricoltura", il bove che "l'agil opra de l'uom grave seconda", s'aggioga con l'altro, il cui " muggito nel sereno aer si perde", ed il contadino inarca le braccia sullo strumento, come un romano antico..., mentre il giovane di grosse membra guida gli animali.
Più che nei cavalli trattenuti della "Theatrica" - il cui auriga imita l'antico - la concitazione dinamica del galoppo si ammira nella "Venatio" ed il moto aereo nell'insuperabile "Dedalo", il cui corpo perde il proprio peso nel largo remeggio delle ali.


Nino Pisano - Madonna del latte
Chiesa della Spina - Pisa
In taluni soggetti la scorza scabra del bronzista e la vivezza dell'osservatore s'integrano nel rappresentare la natura vivente con così fermo rilievo e con così giusta profondità d'espressione, che i gesti degli uomini ed i movimenti degli animali sono il più istantaneo riflesso del vero veduto e non il prodotto l'una ricerca archeologica che appesantisca i dati della realtà.

Il miglior discepolo di Andrea fu suo figlio Nino - nato tra il 1348 ed il 1368 -, autore della "Tomba del vescovo Santarelli" (Pisa, Santa Caterina).

La "Madonna del latte" (Pisa, Chiesa della Spina), comincia ad avere una morbidezza pastosa, che si associa alla sensibilità del gotico francese nel rendere la freschezza dei tipi giovanili ("Annunziata" del Museo Civico di Pisa) e nel ricorrere all'artificio del legno policromo.