domenica 3 giugno 2012

MONTEREALE VALCELLINA (Montreâl) - Provincia di Pordenone


   
MONTEREALE VALCELLINA (Montreâl in friulano)
Comune in provincia di Pordenone
Compreso tra i 170 e i 1.641 metri sul livello del mare
Abitanti - 5.000 circa
  
FRAZIONI

Grizzo - La chiesa

  
Malnisio - Chiesa di San Giovanni Battista

  
San Leonardo Valcellina


Dove finisce la pianura pordenonese per salire i gradini della Pedemontana, dopo aver superato i contrafforti che chiudono il primo orizzonte, Montereale distende il suo spazio, oggi polo di attenzione e di grande interesse per opere pubbliche.
  
Diga di Ravedis



La nuova strada che supera per arditezza il vecchio orrido del Cellina, la diga di Ravedis che, dopo tanti anni di progetti, è stata realizzata per un sereno e tranquillo regime del bacino del Livenza e per una riserva utilissima da usarsi per l'irrigazione dei ghiaiosi terreni e la centrale idroelettrica..., tutti impegni che, accanto alla notevole somma di miliardi investiti, hanno portato una certa modificazione dell'ecosistema.

Ma questo è sempre un discorso aperto e non eludibile.
  
Invaso di Ravedis


   
C'è una tradizione secondo cui il castello Di Montereale, costruito alto sulla destra del Cellina sarebbe stato proprietà di una famiglia proveniente dalla Francia, al seguito di un patriarca..., altri sostengono che già dal secolo tredicesimo queste zone, con il castello, appartenevano ad una famiglia di origine di Val di Croda.

Un castello che, come tutti gli altri di un Friuli medioevale rissoso e mai in pace con altre famiglie, fu assalito, danneggiato, ricostruito da nobili e patriarchi che ne gestivano le investiture.

De ne parla fino al 1348, con notizie di assalti, di multe, di vendette e di contese, tra nobili di Toppo, di Maniaco e di Pinzano..., un terremoto sembra aver posto fine a questo maniero su cui scende da allora un silenzio dei documenti, quasi fosse scomparso tra le sue stesse rovine.
Montereale ricorda un suo concittadino processato e mandato al rogo per eresia e forse aveva soltanto la colpa di voler ragionare con la propria testa e di saper leggere e scrivere..., si chiamava Domenico Scandella, detto Menocchio, bruciato vivo nel 1559, in una piazza di Pordenone (Carlo Ginzburg..., Il formaggio e i vermi..., Einaudi 1976).

Conclusione: Anche qui è passata l'inquisizione... e non è del tutto scomparsa in Friuli...


VEDI ANCHE . . .

IL FORMAGGIO E I VERMI - Il cosmo di un mugnaio del Cinquecento - Carlo Ginzburg

3 commenti:

Soffio ha detto...

immagini serene, ne abbiamo bisogno

keiko ha detto...

Che posto meraviglioso....
Scommetto che si sente il profumo degli alberi.

TheSweetColours ha detto...

Interessante