lunedì 11 giugno 2012

RESIA (Rèsie - Rezija) Provincia di Udine


    
RESIA 
(Rezija in resiano e sloveno, Rèsie in friulano)
Comune in provincia di Udine
Abitanti - 1200 circa
SANTO PATRONO - San Pietro
  
FRAZIONI 
  
San Giorgio (Bila)
   
San Giorgio (Bila) - Il ponte 

  
Gniva (Njiva)



    
Oseacco - La nuova chiesa
  
Prato di Resia (Ravanca)


     
Stolvizza (Solbica)


Esistono ancora questi angoli quasi incontaminati di umanità che sembrano non essere toccati dalla grande storia, se non al momento della loro definizione geografica e, purtroppo, in un mondo che più non conosce confini o barriere, dopo decine di secoli di vita nascosta e silenziosa... emarginata, si direbbe con esattezza, sono sull'orlo di una scomparsa, quasi per naturale tramonto: Resia e la sua vallata della Pontebbana risalendo con il torrente fino alle radici del monte Canin, sono una di queste realtà.
  
Catena Canin dal Montasio


    
Gli studiosi dicono che si tratta di una popolazione insediatasi in questo angolo nel settimo secolo: una gente di origine certamente slava che, qui, ha trovato rifugio e sicurezza, accontentandosi di una sopravvivenza di autoconsumo, mantenendo una lingua che ha richiami serbo-croati e un patrimonio di costumi che si sono tramandati quasi stagione dopo stagione negli anni di infinite generazioni.
La musica e la danza e la lingua fanno Resia, le sue ville, il suo ridente paesaggio.
Ma gli uomini se ne sono dovuti andare fin dai tempi lontani a cercare quel poco di più che qui non trovavano: facevano la stagione di arrotini, percorrendo in bicicletta, o a piedi ancor prima, strade lunghissime e di tante lingue.
Oggi, il loro entrare e uscire dai Paesi dell'Europa, rappresenta un racconto quasi incredibile.
E tornavano per un riposo o una costruzione o per vedere il figlio nato in loro assenza: poi ripartivano.
  
Ponte sul fiume Isonzo


    
Certo, una vallata chiusa e riservata per una somma di caratterizzazioni difficilmente paragonabile ad altre zone del Friuli: ma anche qui con aperture sul mondo che gli "emigranti" sapevano portare a casa e adattare alla loro scultura di base.
Nella chiesa parrocchiale di Prato di Resia (la comunità principale) c'è una scultura di Giacomo Martini di Tolmezzo, eseguita nella prima metà del Cinquecento.



Al Comune di Resia è stata conferita la Medaglia d'oro al Merito Civile

«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e d'alto senso del dovere, meritevole dell'ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta.» (Wikipedia)

5 commenti:

Soffio ha detto...

le tue immagini lasciano sempre senso di pace

TheSweetColours ha detto...

Interessante

turan1964 ha detto...

La grafia che Lei ha usato per quanto riguarda luoghi e località non è quella Resiana,ma è quella Slovena. Le ricordo che la Lingua Resiana è stata ufficialmente riconosciuta dall'Unesco come Lingua in via di estinzione.

Anonimo ha detto...

Bravo Zloris,tutto esatto quello che hai scritto!

Anonimo ha detto...

Bravo Zloris,hai scritto bene,te lo dice un arrotino.resiano.Luigi