giovedì 12 luglio 2012

LA CONQUISTA DELL'EVEREST e del K2 (The conquest of Everest and K2)


CONQUISTA DELL'EVEREST
     
Panoramica dell'Everest
   
Fra l'India e il Tibet, nella sezione più elevata dell'Himalaya, si annida il regno del Nepal, nel cui territorio rientra, fra gli altri, il colosso dell'Everest.
Il Monte Everest è la più alta vetta della Terra, la sua altezza è di 8.848 metri. Come detto è situato nella catena dell'Himalaya, al confine tra la Cina e il Nepal. 

Il 31 maggio 1953, dal villaggio nepalese di Namche Bazar, veniva diffuso il seguente messaggio: Everest conquistato. Tutto bene. Con queste semplici parole, il colonnello, John Hunt, capo della spedizione inglese per la conquista del “Tetto del Mondo” annunciava ufficialmente la conclusione vittoriosa della grande impresa che, come scrisse allora un giornalista, al pari delle spedizioni polari e dei voli transoceanici, rappresenta una nuova, meravigliosa affermazione dello spirito sulla materia.
Il “terzo polo del mondo” come qualcuno ha chiamato l'Everest , era stato raggiunto il 29 maggio, alle ore undici e trenta, da Edmund Hillary, un robusto apicultore neozelandese, e dalla guida alpina Tenzing, un nepalese veterano dell'Himàlaia.
   
CONQUISTA DEL K2

Il versante sud del K2
  
Il K2, conosciuto anche come Monte Godwin-Austen, ChogoRi (lingua balti) o Dapsang, si trova nel gruppo del Karakorum che appartiene alla catena dell'Himalaya ed è, con i suoi 8611 metri, la seconda montagna più alta della Terra dopo l'Everest.
Si trova al confine tra la parte del Kashmir controllata dal Pakistan e la Provincia Autonoma Tagica di Tashkurgan di Xinjiang, Cina.

 Il K2, invece, fu conquistato il 31 luglio 1954, dagli italiani Achille Compagnoni e Lino Lacedelli, che facevano parte di una spedizione guidata dal prof. Ardito Desio. Per cinquant'anni il colosso aveva respinto tutti gli attacchi, vendicandosi con la morte dei temerari che avevano osato sfidarlo. Anche la spedizione Desio ebbe la sua vittima, la guida alpina Mario Puchoz, che ora riposa fra i ghiacciai eterni del Karakorum.
Tormentati da una temperatura che si aggirava intorno ai 40° sotto zero, sferzati da un vento spaventosamente gelido, che tagliava il viso con lame di ghiaccio, obbligati a fermarsi ad ogni passo perchè rimasti improvvisamente senza ossigeno, i due audaci scalatori giunsero in vetta alle sei di sera e, commossi, si abbracciarono, mentre ai loro piedi, in schieramento formidabile, torreggiavano i meravigliosi giganti del Karakorum.

2 commenti:

Marianna S. ha detto...

un brivido in questa giornata così calda :)

TheSweetColours ha detto...

Questo post è dedicato a me che ho sopportato a fatica le montagne del trentino ehehehehe