domenica 15 luglio 2012

SUDAMERICA MISTERIOSA (The knowledge of South America)


   
LA CONOSCENZA DELL'AMERICA MERIDIONALE

Il 31 luglio 1498, nel suo terzo fortunoso viaggio, Cristoforo Colombo scopriva l'isola da lui chiamata della Trinità (l'attuale Trinidàd). Successivamente raggiungeva le foci dell'Orinoco e apriva così la strada alla conoscenza dell'America Meridionale. Avrebbe voluto spingersi più a Sud, ma glielo impedirono l'opposizione degli invidiosi e il malcontento degli equipaggi, che non avevano trovato laggiù le sperate ricchezze.
  
Estuario del Rio de la Plata 


   
La via del Sud fu ripresa l'anno seguente da un altro ardimentoso, il nostro Amerigo Vespucci, al quale si deve la scoperta dell'estuario del Rio de la Plata e l'esplora­zione delle coste atlantiche, dalla foce del Magdalena (Colòmbia) alla Baia di San Giuliano, situata a breve distanza dalla Terra del Fuoco.
Ed ecco, vent'anni dopo, la memorabile impresa del portoghese Ferdinando Magellano, primo circumnavigatore del mondo e scopritore dello stretto che consente il passaggio dall'uno all'altro oceano. Era salpato da San Lucar (Golfo di Cadice) il 20 settembre 1519, aveva attraversato l'Atlantico e, raggiunta l'America Meridionale, ne aveva esplorato le coste orientali.
  
Valparaiso


   
Il 27 novembre 1520, dopo 22 giorni di perigliosa navigazione lungo lo stretto al quale i posteri dettero il suo nome, Magellano entrava nel grande oceano, da lui battezzato Pacifico per averlo trovato straordinariamente calmo, lo risaliva verso Nord e costeggiava il Cile fino alla latitudine di Valparaiso, dando così inizio alla conoscenza della costa occidentale del Sudamerica.
     
Mariana Islands

    
Affrontava poi la traversata dello sconosciuto, immenso oceano e il 6 marzo 1521, con le tre navi rimastegli (era partito con cinque, ma una aveva fatto naufragio e un'altra aveva abbandonato la spedizione), dopo oltre tre mesi di ininterrotta navigazione, tormentato dalla sete e dalla fame, approdava alle Isole Marianne. Successivamente raggiunse le Filippine, dove, in uno scontro con i bellicosi indigeni, perse la vita. Il viaggio fu continuato dai superstiti, che attraversavano l'Oceano Indiano, doppiavano il Capo di Buona Speranza (Cape of Good Hope), risalivano le coste occidentali dell'Africa e il 6 settembre 1522, finalmente, riapprodavano a San Lucar con l'unica nave rimasta: la Victoria. Al viaggio aveva partecipato anche l'italiano Antonio Pigafetta, che ce ne ha lasciato un'interessante relazione.
   
Cape of Good Hope


   
Nei decenni successivi esploratori e conquistatori spagnoli, seguendo la via indicata da Magellano, completavano il riconoscimento delle coste occidentali dell'America Meridionale e, contemporaneamente, davano inizio all'esplorazione e alla conquista delle regioni dell'interno.
Dapprima fu la volta del Perù, che lo spagnolo Francesco Pizzarro avventuriero senza scrupoli, strappò a prezzo di tradimenti e di sangue al civilissimo Impero degli Incas. Più tardi furono esplorati e conquistati, sempre dagli Spagnoli, l'Ecuador, il Cile, la Colombia, cui tennero dietro tutte le altre terre sudamericane, fatta eccezione per il Brasile, esplorato e occupato dai Portoghesi a partire dal 1530.
  
Rio delle Amazzoni


    
Fra le spedizioni esplorative condotte all'interno del Continente, degna di memoria rimane quella dello spagnolo Francisco de Orelana che, partito da Quito nel febbraio 1541, raggiunse il Rio delle Amazzoni e lo percorse fino alla foce, superando disagi e pericoli di ogni genere.
Pochi anni prima, l'italiano Sebastiano Caboto era giunto nel Paraguay, dopo aver esplorato l'estuario del Rio della Plata e aver risalito il corso del Paranà.
  
Cascate Iguazu sul fiume Paranà


   
L'ulteriore conoscenza del Sudamerica fu opera dei secoli che seguirono e, in particolare, del nostro e del precedente secolo, che videro molto attivi gli Italiani.
Ricordiamo per tutti il missionario salesiano Padre Alberto De Agostini che, giunto nella Terra del Fuoco nel 1910, vi trascorse trent'anni della sua vita, esplorandone ogni angolo, scalandone le più impervie montagne e studiando con amore usi e costumi delle popolazioni indigene.
Ritornato in Italia già avanti negli anni, tre anni prima della sua morte, avvenuta in Torino nel 196o, volle ritornare alla sua “meravigliosa Terra del Fuoco”, al seguito di una spedizione alpinistica, di cui fu prezioso consulente.
  
La Terra del Fuoco

   

3 commenti:

salvo saia ha detto...

Grazie, grazie davvero con tanta intensità e sincerità. Ecco a che serve questo oceano elettronico. Ecco a che serve un Blog. Trasmetti conoscenza ed emozioni. Tutto davvero molto bello.

Marianna S. ha detto...

luoghi d'incanto!

TheSweetColours ha detto...

Interessante...