giovedì 19 luglio 2012

MICHELANGELO - Architetto e seguaci (Architect and the followers)

    
Michelangelo Buonarroti (1474-1.564) e seguaci




Michelangelo Buonarroti, nato a Caprese nel Casentino nel 1475 e morto a Roma nel 1564, perfezionò le esperienze artistiche del '400: rivivono nei suoi quadri l'energia del Masaccio, la vitalità del Pollaiolo, le linee vibranti di Andrea del Castagno, la malinconia di alcune opere del Botticelli.
Il suo capolavoro, come pittore, è certamente la volta della Cappella Sistina, nella quale affrescò le "Storie della Genesi" e il "Giudizio universale", opera stupenda e di grande potenza drammatica.

Michelangelo eccelse anche scultura: egli sentiva di poter esprimere in questo campo i suoi sentimenti con assoluta libertà.
Creò opere di alta drammaticità: gli “Schiavi" del Louvre di Parigi e dell'Accademia di Firenze, la "Pietà" della basilica di San Pietro, il "Monumento funebre a Giuliano de' Medici e a Lorenzo il Magnifico", conservati nella Cappella Medicea della chiesa fiorentina di Lorenzo, il "David" dell'Accademia di Firenze, il "Mosè” in San Pietro in Vincoli in Roma.

Nell'arte del Buonarroti il classicismo del Rinascimento, vale a dire i richiami al classico che specie nella scultura distinguono le opere di quest'epoca, si modifica e si trasforma. La tecnica del "non finito", specie nella "Pietà Rondanini" suscita una forte suggestione drammatica e spirituale.

Il Buonarroti fu infine un eccellente architetto: nel 1547 iniziò la progettazione della "Fabbrica di San Pietro", ispirandosi alla pianta già ideata dal Bramante, autore della Chiesa di San Pietro. Progettò poi la Piazza dei Campidoglio, Porta Pia e Santa Maria degli Angeli, nella quale anticipò il gusto barocco.

Il dittatore di tutte le arti determina un gran mutamento d'indirizzo anche nell'architettura.
L'arte deve piegarsi alla fierezza del suo pensiero ed ai turbamenti della sua anima..., il sublime si identifica con il grande..., l'effetto violento colpisce più della perfezione fredda e ricercata, e però la potenza dell'espressione sorpassa i canoni classici.
Sarebbe un'offesa ripetere chè è l'autore irresponsabile del barocco chi sola responsabilità delle proprie creazioni ed è nemico alle scuole, creazione è poesia ed istinto, non copia o parafrasi.



Modello per la facciata del San Lorenzo - Firenze



Al San Lorenzo, la leggera basilica fiorentina, eretta dal Brunelleschi per i Medici, Michelangelo vuol dare la facciata, e disegna un gigantesco quadrilatero compartito da pilastri e colonne, folto di nicchie, di statue, di basso rilievi e sormontato da un meschino frontone.

“A me basta l'animo di far questa opera.., che sia d'architettura e di scultura lo specchio di tutta Italia”, scrive nel 1511 il sommo maestro, ma il suo disegno è inattuabile: l'enorme spesa dei marmi lo arresta sui fogli.



Sagrestia Nuova - San Lorenzo - Firenze




Nella Sagrestia nuova dello stesso tempio l'architetto studia le cornici per le terribili statue che meditano sulle tombe di Giuliano e Lorenzo de' Medici.
I principi praticati dal Brunelleschi nella Cappella Pazzi e da Giuliano da Sangallo nella sagrestia di Santo Spirito si snaturano negli elementi personali delle larghe nicchie poste sopra le piccole porte e in altre incongruenze appuntabili dai teorici.



Scala della Biblioteca Laurenziana

Anche nel disegno per la scala della Biblioteca Laurenziana (1524), eseguita dal Vasari venticinque anni dopo, il frontone semicircolare della porta d'accesso rompe la sua retta...., le nicchie vuote ricompariscono, e due valute strisciano sopra una specie di piedistallo per collegare le montate dei gradini.



Palazzo Senatorio


I più vecchi disegni per il grandioso riordinamento della Piazza del Campidoglio risalgono al 1546, ed un'incisione del Du - Perac conserva l'idea genuina del Buonarroti, il quale conduce a termine la scala doppia del Palazzo Senatorio e colloca nel centro la statua equestre di Marc'Aurelio.
La Porta Pia (1561) devia austeramente dall'arco romano con un esiguo frontespizio copre parte dell'attico sviluppatissimo.
In Santa Maria degli Angeli è impossibile riconoscere, dopo le contaminazioni del Vanvitelli (1746), il magnifico rinnovamento del “tepidarium” delle Terme di Diocleziano, ma la gloria dell'architetto dei papi, nei suoi ultimi vent'anni, è affidata alla cupola del San Pietro.


San Pietro


La chiesa di Bramante ha bisogno di una poderosa opera di rinforzo...., tutti gli accessori: i portici, i frontoni, i campanili
d'angolo sono soppressi, e le muraglie denudate d'ogni eleganza scoprono la forza elementare con il semplice respiro delle finestre.
Un attico è l'enorme zoccolo della cupola rinfiancata da quattro volte minori, che ne accompagnano lo slancio audace.
Il tipo costruttivo a calotta e costoloni, con i fitti spicchi animati da finestre, ricorda quello di Santa Maria del Fiore: è il “nuovo Olimpo” che il paganesimo invidia alla cristianità.

Il nostro Buonarroti, genio solitario e scontroso, non ha discepoli diretti, ma entusiasti che ne scrivono la biografia, disputandosene l'amicizia: ASCANIO CONDIVI e GIORGIO VASARI, ed imitatori servili o esageratori mediocri.




3 commenti:

Marianna S. ha detto...

artista immenso

Rosetta ha detto...

Condivido Marianna, in ogni caso artisti così eccezionali non se ne sono più visti.
Mandi

TheSweetColours ha detto...

Interessante...