domenica 19 agosto 2012

CHI SONO GLI ZINGARI? (Who are the gypsies?)



   
CHI SONO GLI ZINGARI?

Vagano da centinaia di anni dopo la grande invasione di Tamerlano
   
Una diaspora, per vari aspetti analoga a quella degli Ebrei, ha disseminato per tutta l'Europa e sulle coste settentrionali dell'Africa questi strani nomadi originari dell'India nord-occidentale. Essa è stata accompagnata nei secoli, da dicerie, leggende e persecuzioni.


Gli Zingari, questi strani nomadi pittoreschi e straccioni, che incontriamo non di rado, accampati coi loro baracconi alla periferia di un centro urbano, venditori ambulanti, "lettori della mano", accattoni, gente diversa da noi anche nei tratti del volto oltre che nei costumi, elemento di stridente contrasto rispetto all'ambiente che li circonda e con cui sono a contatto, gli Zingari, dicevo, sono i portatori di una civiltà inconfondibilmente arcaica e pagana, che vicende storiche noti, ed ignote hanno disperso per tutti i continenti - fino all'Australia e nelle Americhe in una diaspora che può paragonarsi solo a quella del popolo ebraico.
In comune con gli Ebrei, gli Zingari portano seco le stimmate di un destino secolare di persecuzioni: vittime - gli uni e gli altri - della diffidenza e dell'avversione dei paesi ospitanti, nonché del pregiudizio religioso e razziale deliberatamente alimentato dagli organi politici al potere e anche religiosi. Il marchio della cosiddetta "razza maledetta" ha gravato su entrambi parimenti. Come gli Ebrei, anche gli Zingari conobbero identiche calunniose accuse, divenute pregiudizio vigente fin quasi ad oggi nel democratico mondo moderno.


ORIGINE INDIANA
  

   
Ma la storia degli Zingari, rispetto a quella degli Ebrei, è assai più recente. La loro comparsa in Europa risale al Medio Evo avanzato, ai primi decenni del secolo XV, ed essi sono descritti, dagli autori di allora, come pellegrini in via verso Roma. Già però a loro si accompagnava la fama di apostati, che doveva ben presto concretarsi in forma di calunnie superstiziose, volte a incitare l'odio religioso. Contro gli Zingari si diffusero, ad opera del clero - specie nei paesi balcanici dove essi furono sempre e sono tuttora particolarmente numerosi - dicerie infamanti: essi sarebbero stati gli autori della strage degli innocenti a Betlemme, avrebbero cacciato Gesù dall'Egitto, essi avrebbero mosso Giuda a tradire, ecc.ecc.
Si credette in tal modo di giustificare il regime di schiavitù là imposto agli Zingari fin dal XVI - XVII secolo. Contrariamente alle varie credenze popolari che fanno degli Zingari un popolo di origine egiziana (vedi il loro nome inglese Gypsies, lo spagnolo Gitanos, l'antico italiano Cingani), o Slava (vedi il francese Bohémiens = Boemi), o Greca (il nome zingari proviene da athìnganoi = intoccabili, nome di una speciale setta greca), è ormai accertato che la loro origine etnica è ben altra. Essi provengono dall'India nord-occidentale, sono di stirpe indo-europea, e furono spinti a migrare, oltre che da altre probabili cause ben note, certo anche dalla grande invasione di Tamerlano del 1406.
Da allora essi si volsero in ondate successive verso Occidente, dall'Armenia alla Turchia e ai paesi balcanici, fino all'Asia Minore e quindi a tutta l'Europa Occidentale..., altri gruppi si dovettero spingere attraverso l'Ira e i paesi arabi, fino in Egitto.


CULTI MAGICI E COSTUMI MATRIARCALI
  

   
L'individuazione delle origini degli Zingari e degli itinerari seguiti nelle loro peregrinazioni è uno dei risultati della scienza filologica moderna, che ha saputo rintracciare, attraverso il contesto dell'idioma dei vari gruppi di Zingari, i diversi comportamenti linguistici. La parlata di tutti gli Zingari presenta infatti un nucleo comune indoeuropeo, risalente appunto al Nord-Ovest dell'India, e variamente arricchito di elementi locali pertinenti ai vari paesi ospitanti nel corso delle molteplici migrazioni.
Del resto gli Zingari confermano la loro provenienza anche nei tratti fisici e somatici. La civiltà di cui gli Zingari sono i portatori, pertanto, si rifà alla civiltà pagana delle contrade estremo-orientali che essi abbandonarono secoli or sono: una religione della natura, ricca di pratiche magiche e divinatorie, con celebrazioni festive di schietto carattere agrario: una società tribale con un capo-tribù e un'anziana madre-zingara, custode dei costumi e delle tradizioni; un ordinamento di tipo tuttora matriarcale per il quale l'uomo che sposa entra a far parte del gruppo della moglie, come pure i figli; un insieme di precetti di vita morale e sociale tramandati oralmente e intesi a custodire la tradizione originaria, secondo quello spirito conservatore e misoneista che contraddistingue le comunità più arcaiche, tradizionalmente oppresse da popoli superiori,
Questa fedeltà ad un passato che si tramanda di generazione in generazioni, mantiene ancor oggi compatta la comunità zingaresca e alimenta il suo spirito di autonomia. Una rigorosa norma vigente da secoli impone per esempio agli Zingari di non contrarre matrimonio con gente estranea, e tale norma è ancor oggi sostanzialmente rispettata, anche se in circostanze eccezionali (e grazie a inconsueti mercanteggiamenti) viene messa d'un canto.


PROCESSATI PER CANNIBALISMO
  
Tutta ciò ha fatto delle comunità zingaresche l'oggetto di curiosità superstiziose da parte del mondo che le attornia. La loro gelosa riservatezza, la loro volontà d'isolamento, hanno offerto il pretesto per ogni sorta di dicerie sul loro conto: ed è così che gli Zingari volta a volta furono creduti dediti a pratiche cannibalesche o a stregoneria, furono detti "parenti di Satana", sistematici rapitori di bambini, ecc. Alla sventura, connaturata a un destino di nomadi in mezzo ad una società civile ed urbana, si aggiunsero così le persecuzioni: i processi e le sevizie si seguirono contro queste genti reiette.
Gli Zingari furono imprigionati e percossi sotto Francesco I di Francia e Filippo II di Spagna, sotto Enrico III ed Elisabetta d'Inghilterra. In Ungheria, nel secolo XVI, furono accusati di tradimento politico e condannati al palo. In Francia e in Polonia intere comunità zingaresche vennero sterminate col ferro e col fuoco; Pio V nel 1568 li scacciò dal territorio della Chiesa. Ma, cosa più significativa, ancora nel 1929, cioè ottanta anni fa, a Praga si apriva un processo contro una banda di Zingari accusati di cannibalismo. I progroms antisemiti e le sevizie antizingaresche sono certo tra gli aspetti più clamorosi dell'intolleranza e del pregiudizio razziale nella civiltà moderna.


LENTA ASSIMILAZIONE
  

   
Finalmente negli ultimi decenni, per l'influenza sempre maggiore dello spirito liberale proprio delle legislazioni degli Stati moderni, si sono aperte alle comunità zingaresche nuove prospettive di assimilazione. Il venir meno dell'odio razziale e religioso da parte delle società ospitanti ha fatto cadere la ragione essenziale del geloso isolamento a cui gli Zingari dovettero ricorrere da secoli in difesa della propria esistenza. Oggi gli Zingari, dopo una persecuzione dovuta al regime nazifascista di Hitler godono di diritti civili e politici entro i vari paesi ospitanti d'Europa e fuori. Le comunità tendono a costituirsi in sedi stabili, abbandonando via via l'abitudine al vagabondaggio; l'idioma, gli usi e i costumi degli Zingari vanno assimilandosi, ma lentamente, a quelli dei vari paesi nei quali essi hanno stanza. La loro attività tradizionale è generalmente dedita a favorì di piccolo artigianato: ramai, calderai, maniscalchi, ecc. Essi possiedono - particolarmente in Ungheria con i noti complessi orchestrali tzigani - una tradizione musicale che ha largamente influenzato la stessa musica ufficiale. Le ricerche di Kodalj e di Bela Bartok hanno altamente valorizzato l'apporto della musica tzigana popolare alla musica colta.
Il mondo moderno non può guardare al costume e alla cultura degli Zingari se non con l'intento di cercare le forme più adatte di plasmazione graduale e d'integrazione di essi nel complesso della civiltà.

Ogni anno nel mese di maggio, la costa della Provenza, da Marsiglia a Montpellier, è affollata di zingari provenienti da ogni paese: carovane di carri traballanti e colonne di automobili appartenenti alle tribù più ricche convergono verso il borgo di Saintes Maries de la Mer, posto su di un'isola nel delta del Rodano, per festeggiare la loro patrona. Quest'ultima, secondo un'antica leggenda, era l'ancella delle due sante che diedero il nome al villaggio, Maria Giacobbe e Maria Salomè.
  

2 commenti:

TheSweetColours ha detto...

Interessante come sempre

Alberto Ricci Pronzalino ha detto...

Molto interessante...aggiungo che i nazisti consideravano la razza zingara ariana purissima, tuttavia la loro indole nomade era sgradita a tal punto da indurre i tedeschi al triste genocidio che noi conosciamo...